La rivoluzione domestica della stampa 3D

La rivoluzione domestica della stampa 3D

Dopo l’invenzione della stampante 3D autoreplicante, ovvero una stampante in grado di stampare i pezzi per comporne un’altra, sembrava che di lì a poco questa tecnologia sarebbe diventata di largo consumo. In effetti all’epoca il numero di modelli salì di numero vertiginosamente, era il 2005 circa, ma nessuno di questi aveva le caratteristiche per diventare una sorta di elettrodomestico. È passato del tempo e si conferma questo stato delle cose: le stampanti 3D non sono progettate per assolvere a possibili funzioni casalinghe e lo sviluppo (il miglioramento di questa tecnologia) non procede in quel senso.

Ciò ha tolto parte di quell’appeal che la produzione additiva sembrava, almeno a livello di sentiment, aver conquistato tra i più. Gli addetti ai lavori sanno bene che in realtà negli ultimi 15 anni la tecnologia ha fatto passi da gigante e posizionato la stampa 3D nel campo dei macchinari industriali, in generale da lavoro, davvero utili (talvolta già indispensabili). Per tutti gli altri invece vale la pena di spiegare come questi progressi riusciranno comunque a portare l’additive manufactoring nelle nostre case, ma in modo diverso da come si era previsto all’inizio.

Uno strumento in mano ai creativi

Innanzitutto negli anni a venire, probabilmente, faremo l’abitudine ad avere in casa degli oggetti che sono stati realizzati da una stampante 3D. Questo perché uno dei principali campi di applicazione della produzione additiva è diventato l’interior design. Le ragioni di questo connubio, sintetizzando, sono:

  • maggiore sostenibilità;
  • possibilità di nuovi design più complessi;
  • customizzazione al massimo livello;
  • maggiore velocità.

La sostenibilità non sarebbe la caratteristica più spiccata della produzione additiva, ma è diventata un elemento centrale nel discorso legato a qualsiasi tecnologia di produzione. La stampa 3D utilizza soltanto la materia prima necessaria, con riutilizzo dello scarto. In termini di emissioni parliamo di macchinari che non sono minimamente inquinanti quanto le tecnologie canoniche. Poi, in alcuni casi specifici, possono essere utilizzati anche dei veri e propri polimeri biodegradabili. Ciò lascia anche intendere che l’espansione della gamma di materiali ecosostenibili sia solo all’inizio.

La caratteristica che davvero esemplifica il connubio perfetto tra chi si occupa di design e la stampa 3D è la possibilità di creare design finora inaccessibili. Per capire il concetto bisogna pensare al fatto che la manifattura additiva permette di stampare pezzi da assemblare, ma anche pezzi nella loro interezza. Ad esempio una catena, un design che normalmente viene fuori da una sorta di intrecciamento e che invece una stampante 3D può stampare in un unica soluzione (a seconda della grandezza, chiaramente). Si aprono così prospettive interessantissime per i designer che hanno la possibilità di abbattere certi limiti strutturali e, in una sola parola, sperimentare.

Bisogna poi ricordare che già allo stato attuale la molteplicità dei polimeri e dei filamenti utilizzabili, abbinate alle diverse rifiniture realizzabili, consento un alto livello di customizzazione. In altre parole è possibile riprodurre fedelmente la maggior parte degli oggetti già presenti nelle nostre case. Questo non significa che si produrranno gli stessi oggetti con un metodo diverso, ma che design pre-esistenti potranno essere migliorati senza perdere la loro estetica solita. Questo discorso si intreccia anche con quello relativo alla velocità di stampa che è un ulteriore elemento fondamentale. Rispetto alla produzione in serie di un oggetto la stampa 3D non può competere. Se però bisogna apportare una leggera modifica a quell’oggetto, o anche un cambiamento sostanziale, insomma se bisogna tornare a lavorare sul prototipo di quello oggetto allora la produzione additiva non ha rivali. Questo perché un ciclo di stampa con le macchine più performanti può anche scendere sotto le dodici ore (ordinandolo con un buon service di stampa 3D arriva a casa in meno di 3 giorni), e per effettuare le modifiche sul modello basta lavorare sul progetto digitale. La prototipazione rapida è il pane della stampa 3D, e proprio questa funzionalità abbinata all’interior design porterà presto al largo consumo gli oggetti stampati in 3D per le nostre case.