Auto nuova? Forse comprarla non conviene più

Auto nuova Forse comprarla non conviene più

Nel panorama attuale del mercato automotive, i clienti italiani hanno sempre maggiori possibilità non solo di risparmio, ma anche di poter usufruire di servizi sempre più interessanti ed efficienti.

Quando si pensa all’acquisto di una nuova auto, allora, viene naturale valutare non solo tutte le ‘classiche’ opportunità che il mercato ci offre, ma anche le novità meno conosciute ai più ma non per questo meno valide.

Oggi allora vedremo insieme quali sono tutte le caratteristiche più importanti del noleggio a lungo termine privati, cercando di capire come mai sempre più consumatori stanno iniziando a preferire questa soluzione al normale acquisto di un’auto nuova.

Un mondo di sicurezze

Se un tempo magari formule di questo tipo erano riservate più che altro alle aziende e ai professionisti, oggi il noleggio a lungo termine è una possibilità concreta anche per i privati, che possono così usufruire di moltissimi vantaggi prima inaccessibili.

Per esempio, durante tutta la durata del noleggio, il produttore dell’auto che abbiamo scelto di prendere coprirà le spese di riparazione, assistenza e assicurazione – un notevole risparmio, specialmente se si considera che si tratta di costi molto alti che verranno però inclusi direttamente nel canone.

Per chi è più attento al bilancio familiare, inoltre, non dimentichiamoci che, decidendo di procedere con un noleggio anziché con un acquisto, non servirà immobilizzare alcuna parte dei propri risparmi, cosa che ci permette di affrontare più serenamente tutte le nostre eventuali spese improvvise.

Come tutti sanno, infine, non c’è niente di meglio che affidarsi ai servizi della casa produttrice della propria auto: il noleggio a lungo termine rende tutto ciò possibile senza alcun problema anche per chi non ha una partita IVA.

Personalizza il tuo noleggio

Inoltre, questa formula prevede anche di poter essere personalizzata in base alle esigenze specifiche di ciascun cliente.

Ad esempio, quando si deciderà di iniziare un noleggio, sarà possibile non solo aggiungere tutti gli optional che ci vengono proposti, ma anche determinare in totale libertà la durata stessa del nostro contratto.

Cambia auto quando vuoi

Un altro vantaggio che ci viene offerto da questo tipo di formula risiede senz’altro nel fatto che essa ci permette di cambiare la nostra auto molto più spesso.

Se desideriamo essere sempre certi di avere un mezzo affidabile e al passo con i tempi, non c’è niente di meglio che scegliere una soluzione di questo tipo, dato che essa ci permette di passare a un modello diverso con una libertà incredibilmente maggiore.

Noleggio o acquisto?

Per tutte queste ragioni, sempre più persone stanno scegliendo un noleggio a lungo termine, specialmente da quando sono le stesse case produttrici dei veicoli a gestire questo mercato.

Non servirà più affidarci a società terze, ma potremo rivolgerci – con tutti i vantaggi che abbiamo analizzato – direttamente al brand che più è in grado di intervenire in maniera efficace sulla nostra auto.

L’acquisto, se paragonato a tutto ciò, sembra quasi una soluzione superata e inutilmente costosa, specialmente se pensiamo a quanto cambiano rapidamente le nostre abitudini e, di conseguenza, l’uso che facciamo della nostra automobile.

Che cosa si intende per conservazione sostitutiva

Che cosa si intende per conservazione sostitutiva

Quando si parla di conservazione sostitutiva si fa riferimento alla possibilità di garantire nel corso del tempo la validità di un documento attraverso l’archiviazione digitale che viene validata con la firma digitale e con la marca del tempo, condizioni imprescindibili per dare valore legale a qualsiasi tipo di documentazione.

Cos’è la conservazione sostitutiva (approfondisci qui https://www.savinosolution.com/2014/05/03/cose-conservazione-sostitutiva/): si tratta di un tipo di archiviazione digitale che per il momento in Italia non è obbligatoria ma che sta prendendo sempre più piede sia nelle aziende private che nella pubblica amministrazione poiché consente di migliorare l’efficienza e la produttività aziendale nonché risparmiare sui costi di gestione, sulle spese di archiviazione e sul tempo che ogni dipendente deve dedicare a questo tipo di attività.

A regolare la materia sono due norme in particolare, il Decreto ministeriale del 23 gennaio 2004 e la Deliberazione del Centro Nazionale per l’Informatica nella PA n.11/2004 che ne sintetizzano modalità e validità: chiunque voglia attivare nella sua azienda un processo di conservazione sostitutiva deve necessariamente attenersi alle indicazioni contenute in queste due norme, attentamente valutate dal legislatore.

Quali sono gli elementi della conservazione sostitutiva

Gli elementi più importanti della conservazione sostitutiva sono diversi e tutti ricoprono un ruolo notevole. Innanzitutto occorre avere ovviamente dei documenti che possano essere archiviati con la conservazione sostitutiva: di solito si tratta di fatture attive o passive, documenti fiscali e contabili, documenti legali, documenti di trasporto e così via. Occorre poi il software adeguato che consenta di procedere con la conservazione sostitutiva e soprattutto la presenza di tre figure fondamentali.

La prima è il responsabile della conservazione sostituiva, la seconda è quella del responsabile della gestione documentale, la terza infine è quella del responsabile della privacy e della sicurezza. È importate sottolineare, infatti, come la conservazione sostitutiva e in generale tutti i processi di digitalizzazione delle imprese debbano andare di pari passo con livelli di sicurezza informatica adeguati per la protezione dei dati anche molto sensibili che possono essere archiviati con questa procedura.

Il connubio tra la conservazione sostitutiva e la competenza

Per tutti i motivi che sono stati fin qui elencati è ovvio che il processo di conservazione sostitutiva debba andare di pari passo con la competenza. Quando si parla di competenza si intende innanzitutto quella delle persone che sono direttamente coinvolte nel processo di digitalizzazione elettronica che, ovviamente, devono essere particolarmente ferrate sulle procedure e sulle norme che regolano questa attività normate da leggi molto rigorose.

Ma si intende anche competenza dell’intera organizzazione che deve cambiare filosofia e logica di pensiero per aggiornarsi su un sistema di gestione non solo dei documenti ma anche dei processi molto differente da quello classico manuale. Soprattutto il personale deve essere formato all’utilizzo del software scelto per la conservazione sostitutiva e per questo prima di inserire questa attività nelle procedure aziendali vanno pensati dei corsi di formazione e aggiornamento pensati specificatamente per colmare queste lacune.

Perché è importante la conservazione sostitutiva

La conservazione sostitutiva è importante non solo perché sul lungo periodo potrebbe diventare obbligatoria, soprattutto nella pubblica amministrazione, ma anche perché questo sistema di archiviazione dei documenti ha moltissimi vantaggi.

Non essere obbligati a conservare il cartaceo di ogni documento innanzitutto consente di non aver bisogno di grandi spazi per l’archiviazione perché tutto viene conservato nel cloud. Si risparmia non solo denaro ma anche tempo, soprattutto quando si rende necessario il reperimento di vecchi documenti.

Infine è innegabile l’efficienza che deriva dalla conservazione sostitutiva che libera i dipendenti da attività prima manuali e ora digitalizzate, facendo risparmiare tempo che può essere impiegato in altre attività più produttive e maggiormente remunerative per l’azienda o per la pubblica amministrazione. Va ricordato, poi, che i documenti cartacei nel tempo rischiano di sbiadirsi o deteriorarsi mentre con la conservazione sostitutiva i documenti restano a disposizione dell’azienda per lungo tempo.

Quanti tipi di camini elettrici esistono?

Quanti tipi di camini elettrici esistono?

Parliamo adesso dei camini elettrici (approfondisci sul sito di https://www.maisonfire.com/), che nonostante il loro nome, sono capaci di riscaldare interamente la casa senza ricorrere alla combustione di alcun tipo di materiale. Questa tipologia di camini è sopratutto adatta per chi è alla ricerca di una soluzione in una casa o in un appartamento in cui non può essere installato un camino vero.

Il camino elettrico è molto potente, in poco tempo sarà in grado di riscaldare tutta la casa, nonostante ciò rimane però molto facile da installare; non richiede alcun intervento nella struttura abitativa, potremmo paragonarlo ad un televisore, che una volta montato sulla parete o sopra ad una struttura reggente, ha solamente bisogno di essere collegato alla presa di corrente. Ovviamente, non producendo combustione, non ha bisogno della classica pulizia di routine che porta via un sacco di tempo.

Camini elettrici: senza canna fumaria

Riscaldarsi davanti al camino dopo una dura giornata passata tra la neve e il gelo è senza dubbio un piacere inestimabile, sopratutto se è possibile farlo senza dover affumicare completamente la casa.

I camini senza canna fumaria sono infatti la miglior soluzione per chi desidera mantenere un ambiente sano e pulito nella propria casa, senza però dover rinunciare ad uno spazio caldo e confortevole, indispensabile durante i periodi di grande freddo. A differenza dei normali camini, il vantaggio di non avere la canna fumaria è dato proprio dalla possibilità di risparmiarsi tutti i lavori che normalmente andrebbero fatti all’interno dell’abitazione per provvedere allo scarico dei fumi da combustione, risparmiando così tempo e denaro. Non importa qual’è la dimensione della vostra casa, o il suo stile, questi camini sono progettati per poter riscaldare grandi spazi adattandosi allo stesso tempo all’ambiente circostante, senza comprometterne l’estetica.

Camini a bioetanolo

Questa particolare tipologia di camini viene alimentata dal bioetanolo, un combustibile che si distingue da tutti gli altri per la sua capacità di restare completamente inodore, oltre a non produrre alcun tipo di fumo. I camini a bioetanolo sono molto diffusi, sopratutto tra chi non ha tempo da dedicare per l’installazione di un camino classico, ma non vuole allo stesso tempo rinunciare alla piacevole sensazione di calore prodotta da una fiamma.

Un’altro grande vantaggio di questi prodotti è, senza ombra di dubbio, l’indipendenza dall’elettricità, in quando hanno solamente bisogno di bioetanolo.

I camini a bioetanolo non sono stati regolamentati da nessuna legge, ciò significa che non è necessario richiedere un permesso speciale per effettuare l’installazione; in commercio ne sono presenti di ogni genere, a partire da quelli fissabili alla parete come televisori al plasma, fino a quelli da terra, per chi desidera dedicare al camino il suo spazio personale, contribuendo enormemente al design della casa.

Camini a gas

Un’altra variante molto valida al camino classico, è il camino a gas, che pur sembrano quasi identico nella struttura, si differenza grazie al processo di combustione messo in funzione dal gas. Questo tipo di camino è perfetto per chi non vuole, o per svariate ragioni non può, impegnarsi con l’acquisto e il trasporto della legna, che come ben sappiamo richiede molta cura.

Essendo un prodotto funzionante a gas è equipaggiato di ogni misura di sicurezza possibile, in commercio troverete sempre e soltanto camini a gas con la certificazione europea, che assicura affidabilità ed efficienza. I camini a gas ovviamente non producono ne cenere ne fumo, tuttavia a seconda del modello che si intende acquistare, possono essere dotati di una lastra protettiva di vetro che ne accentua il design, riducendo in parte l’efficienza, per cui se si è alla ricerca di un camino in grado di riscaldare un grande spazio, come il soggiorno o la camera da letto matrimoniale, vi consigliamo di scegliere un modello a fiamma aperta, che oltre ad essere dotato di tutti i sistemi di sicurezza necessaria, è anche in grado di riscaldare molto più velocemente l’ambiente circostante.

Alcune affascinanti informazioni che non sapevi sulla storia delle spille

Storia delle spille

Che voi ci crediate o no, la storia delle spille è lunga e tortuosa e risale a ben 800 anni fa. Da allora le spille si sono evolute, in ogni senso, e ad oggi sono diventate un elemento fondamentale ed elegante, utile per poter mostrare la propria personalità.

Indipendentemente che tu le stia utilizzando per mostrare l’amore verso il tuo Paese o verso una fede musicale, siamo sicuri che svolgeranno a pieno il proprio compito. Ecco allora 6 divertenti aneddoti che sicuramente non sapevi riguardo alla loro storia.

La decorazione delle spille risale al 13° secolo

Le prime spille sono state ideate e create durante l’impero bizantino nel Vicino Oriente e successivamente questa moda è dilagata fino alla Cina. A quei tempi la tecnica con la quale venivano fabbricati e decorati questi monili era alquanto approssimativa ma con il passare degli anni si è andata perfezionando sempre di più, facendo diventare le spille anche elementi decorativi per capelli ecc.

Non esiste uno scopo reale

Nonostante si possa pensare che le spille personalizzate (scopri tutte le tipologie su professionalpins.com) rappresentino una vera e propria dichiarazione di fede o appartenenza, in alcuni casi politica, queste possono rappresentare una semplice moda per tutti gli uomini e le donne che hanno voglia di esternare una parte del proprio essere. Ovviamente, in tal senso le spille a volte possono servire anche per mantenere in ordine qualcosa o avere una funzione affettiva ed in altri casi ancora abbelliscono semplicemente un abito.

Spille da bavero

Una volta, il buco nel bavero degli abiti da uomo veniva usato per contenere fiori freschi: il cosiddetto fiore all’occhiello, che nel XVI secolo divenne un modo per allontanare la sfortuna. Nel diciannovesimo secolo, invece, le spille si unirono alle catene, orologi e quant’altro per formare il look quotidiano di ogni uomo.

Le spille da bavero sono spille normali

Le spille da bavero e le spille sono tecnicamente la stessa cosa anche se, al giorno d’oggi, si usa fare questa distinzione letterale. Le spille possono essere anche da balia o da cucito, utili per tenere unite più parti ma fanno parte di questa categoria anche quelle decorative.

Alcune spille sono servite per mostrare l’appartenenza ad uno specifico settore

Nel XVI secolo gli uomini italiani indossavano una spilla particolare sul bordo dei propri cappelli per indicare un pellegrinaggio religioso di successo o una benedizione dopo aver visitato un particolare santuario. Su questa lunghezza d’onda, l’applicazione delle spille personalizzate può riflettere anche l’appartenenza ad un particolare gruppo politico o militare.

Evoluzione delle spille

Molti anni fa le spille personalizzate venivano utilizzate per molti scopi mentre ad oggi il loro fine è quello di decorare e perfezionare un determinato look. Esistono molte forme di spille: floreali, a bandiera, a forma geometrica e molto altro ancora. Alcune possono essere applicate sulla camicia, alcune sul bavero mentre altre sul colletto o su una cravatta.

Entra anche tu nel mondo delle spille e scegli quelle più adatte ad esprimere la tua personalità!