Come considerare il GDPR come un’opportunità e non un obbligo

Come considerare il GDPR come un'opportunità e non un obbligo

Il GDPR, ossia la normativa che serve a tenere sotto controllo tutti gli elementi relativi alla propria privacy, è stato introdotto il 25 maggio 2018 per proteggere i dati delle persone fisiche. Si tratta di un diritto fondamentale per la società moderna, che spesso viene considerato come un obbligo fastidioso. Ecco come muoversi per fare in modo che un insieme di regole di questo tipo possa tramutarsi in un’opportunità da sfruttare.

Investire per rendere il GDPR un vantaggio per la propria impresa

Cosa si può fare per sfruttare le potenzialità del GDPR e non considerarlo più come un obbligo? Di sicuro, non bastano soluzioni economiche per sostenere i clienti e dare vita ad un modello organizzativo pienamente conforme a tutte le regole stabilite. In tali casi, sarebbe opportuno chiedere aiuto ad autentici professionisti del settore, capaci di valutare al meglio ciascun contesto e di analizzare gli eventuali rischi ai quali si può andare incontro. Un buon consulente effettua un’intervista ai professionisti e alle funzioni, redigendo un modello organizzativo di privacy che deve essere adatto ad un determinato contesto.
A tutto ciò, bisogna aggiungere l’assistenza di una società informatica di qualità e formare al meglio il personale che si occupa del trattamento. È sufficiente un simile accorgimento per consentire ad un’azienda di essere più consapevole sui rischi di una simile normativa, oltre a migliorare la propria reputazione. Ogni piccola e media impresa dovrebbe darsi da fare per adeguarsi a tali norme, aiutandosi con un’app gratuita e con vari sistemi di autovalutazione. In questo modo, è possibile studiare al meglio i diritti e i doveri decretati dal Regolamento europeo, implementando diverse misure di sicurezza e affidando i giusti incarichi di consulenza.

GPDR, un elemento visto ancora come un fastidio burocratico

Diverse aziende che non mettono in atto i consigli menzionati in precedenza trovano molta fatica ad adattarsi a dovere ai principi descritti dalla nuova legge sulla privacy 2018. La crescita di numerose imprese viene frenata proprio da una concezione errata, in base alla quale il GDPR non è altro che un’inutile scocciatura. La conoscenza del Regolamento Europeo è ancora piuttosto limitata, così come si sa ben poco delle regole proposte a livello nazionale. Tuttavia, basterebbe ben poco per convertire simili normative in opportunità tutte da sfruttare nel modo migliore possibile.
Ormai la legge moderna sulla privacy impone una serie di accorgimenti tecnici che servono a proteggere i dati personali, che vanno utilizzati seguendo una procedura attenta e metodica. Aziende e multinazionali si sono adeguate abbastanza presto ad una novità di questo genere, mentre le PMI hanno molta fatica anche a nominare un Responsabile della Protezione dei Dati, convinte che fosse una figura tutto sommato inutile. Ad ogni modo, bisogna attuare ogni movimento affinché il Regolamento europeo 2016/679 non provochi alcuna preoccupazione, ricordando la sua validità assoluta per ogni genere di realtà aziendale. Se determinate regole non vengono rispettate, si rischia di andare incontro a multe estremamente salate.

Quanto costa l’adeguamento e quali fattori includere

In virtù di tutto ciò che è stato detto in precedenza, l’insieme delle PMI italiane dovrebbe spendere oltre 3 miliardi di euro per adeguarsi perfettamente al GDPR. Entrando nello specifico, le spese variano di realtà in realtà e comprendono numerose voci, tra le quali l’organizzazione di una policy corretta, la consulenza e l’aggiunta di sistemi informatici ad alta tecnologia.
La scelta del professionista adatto a risolvere determinati problemi può essere effettuata in base alle regole dettate dagli articoli 24 e 32. Il primo parla di un trattamento che tiene conto dell’ambito, della natura e del contesto specifico. Il secondo, invece, dispone varie misure tecniche e organizzative da attuare per incrementare la sicurezza complessiva in ogni circostanza professionale. Tra queste, vanno segnalate la protezione massima dei dati personali, la riservatezza e l’integrità dei sistemi di trattamento, la nuova disponibilità in caso di incidenti tecnici o fisici e la verifica periodica dell’efficacia delle misure attuate.

Come configurare imap e pop su tiscali

Come configurare imap e pop su tiscali

Per configurare imap e pop su Tiscali è opportuno procurarsi tutti i parametri utili per l’utilizzo della casella di posta elettronica su tutti i dispositivi. Questi sono fondamentali quando si vuole inserire l’utilizzo della propria email su un programma di posta elettronica tipo Outlook o da smartphone in modo diretto, senza quindi dovervi accedere da internet. Una procedura che semplifica molto l’utilizzo dei messaggi di posta elettronica e l’invio degli stessi.

Quando si tratta di configurare la posta elettronica si sente sempre parlare dei due protocollo IMAP e POP, questi indicano rispettivamente Interactive Mail Access Protocol e Post Office Protocol e servono a utilizzare la posta elettronica da un server remoto. Sono fondamentali e creati in periodi differenti. Pop è quello più datato, nato nel 1984 e IMAP successivo nel 1986 per gestire l’accesso in modo diretto. In pratica POP serve a scaricare in locale i messaggi mentre IMAP serve a memorizzare i dati sul server.

Perché questi protocolli sono utili e necessari insieme

Se si possiede un protocollo ma non si conosce l’altro è praticamente inutilizzabile ad oggi il sistema, questo perché solo insieme permettono di settare un client di posta. Il protocollo POP permette di conservare sul server locale tutta la posta. In pratica non si connette il sistema, restando poi online. Di fatto questo sistema si connette, attua la procedura e poi si disconnette. IMAP invece ha un ruolo diverso, salva i messaggi in via temporanea sulla cache, quindi tutte le modifiche attuate vengono riportate anche sugli altri dispositivi.

Vantaggi del protocollo POP3

POP è fondamentale perché consente di accedere ovunque alla propria mail, salvando i dati anche in locale, quindi ad esempio sul proprio computer o sul cellulare. Questo vuol dire che anche in un secondo momento, quando ad esempio non è disponibile la connessione, si può accedere e consultare le email, rileggerle e vedere i contenuti. Ciò permette di risparmiare spazio di archiviazione e anche connessione.

Vantaggi del protocollo IMAP

Questo protocollo è fondamentale e molto complesso e per questo alcuni tipi di caselle elettroniche non lo utilizzano. La posta in questo caso viene salvata in remoto ed è quindi gestibile da tutti i server che ad essa si connettono. Ciò vuol dire però che bisogna essere sempre connessi e che l’archiviazione avviene sul server e non sui dispositivi. Le mail possono essere salvate in locale ma questo non avviene in modo automatico, vengono di fatto scaricate solo le intestazione dei messaggi.

POP e IMAP: privacy, sicurezza e convergenza

L’ideale è conoscere e sfruttare entrambi per non avere problemi. In linea generale è possibile affermare che è meglio usare il protocollo POP per accedere da un unico sistema, ad esempio se si accede sempre dal computer. Meglio scegliere IMAP se si sfruttano postazioni diverse o anche sistemi diversi, quindi per chi legge la posta dal pc e poi dal telefono e così via. Per una maggiore attenzione alla privacy si possono utilizzare entrambi a seconda dei casi.

Configurare IMAP e POP su Tiscali

Per configurare la propria casella di posta elettronica su Tiscali bisogna fare attenzione e seguire dei semplici passaggi. Per inviare messaggi, riceverne e salvare le bozze su un client esterno bisogna conoscere i parametri giusti. L’IMAP di tiscali è imap.tiscali.it, la porta con SSL abilitato è 993 mentre per la porta in uscita è smtp.tiscali.it, porta SMTP con SSL abilitato è 465. Per configurare il proprio accesso con POP3 è possibile utilizzare pop.tiscali.it, e i medesimi parametri per gli altri livelli.

Opzioni client di posta elettronica Tiscali

Per configurare la casella di posta elettronica bisogna avviare il programma che si intende utilizzare, cliccare sul menu File e poi andare sulle impostazioni dell’account. A questo punto selezionare l’account Tiscali che si vuole configurare e cliccare su impostazioni.

Sarà ora possibile scegliere l’utilizzo del protocollo e quindi inserire ogni valore indicato nello spazio dedicato. Dopo aver copiato i dati basta andare avanti, indicare come server di posta in entrata e in uscita quelli indicati e poi nome utente e password. Cliccare su chiudi e terminare la procedura.

Configurazione client email Tiscali su Smartphone

Dallo smartphone è possibile cliccare sull’icona che indica la mail e poi andare su menu e quindi impostazioni. A questo punto si procede inserendo in ogni campo i dati riportati quindi email nome utente, tipo di account, server della posta, IMAP della posta in arrivo, tipo di sicurezza, server della posta in uscita e infine su configura.

A questo punto la sincronizzazione automatica è stata impostata e ogni tot di tempo lo smartphone connesso a Internet potrà scaricare le email in entrata.

Semplici passi per un sito web di successo

Se si vuole creare un blog o un sito web di successo, bisogna tener conto della strategia SEO. L’abbiamo letta molto spesso questa parola ma per capire di cosa stiamo parlando e come veramente può esserci utile, ecco una semplice guida.

SITO WEB

Partiamo dal principio. Come sviluppiamo un sito web?
Esso deve essere semplice e intuitivo, con le pagine più importanti direttamente accessibili dalla home page, cioè dalla pagina principale.
Bisogna inserire dei link interni, cioè collegamenti che permettono di spostarsi da una pagina all’altra all’interno dello stesso dominio.
Il testo che utilizziamo nel link interno deve ssere scelto in modo strategico: essere descrittivo di ciò che andiamo a trovare spostandoci su quella pagina.
Grazie ai link interni l’utente può navigare comodamente e facilmente all’interno del nostro sito.

I MOTORI DI RICERCA

Il significato della parola SEO è “Search Engine Optimization”, ovvero Ottimizzazione per i motori di ricerca.
Ci serviamo dei motori di ricerca ogni volta che cerchiamo qualcosa in Internet. Il più famoso e più utilizzato è sicuramente Google (altri sono Bing, Yahoo! e altri).
I motori di ricerca funzionano in modo molto semplice: scriviamo nell’apposito spazio l’argomento per il quale stiamo cercando informazioni e cliccando sul tasto “Cerca” ci vengono mostrati in pochi secondi le relative notizie e immagini. Questo è possibile grazie ad un algoritmo, che individua i contenuti e li mostra a partire dai più pertinenti alla nostra ricerca.
Per far si che il nostro sito appaia fra i primi risultati della ricerca, occorre ottimizzare i contenuti seguendo le regole dell’algoritmo.
Possiamo poi effettuare un’analisi del traffico organico con la quale possiamo misurare il numero di visitatori dei motori di ricerca, per capirne il comportamento.

AREE FONDAMENTALI

Riassumendo quindi, grazie al SEO possiamo migliorare la posizione del nostro sito quando viene cercato un contenuto attraverso un qualsiasi motore di ricerca.
Ci sono tre aspetti che riguardano l’ottimizzazione di un sito.
La SEO on – site ottimizza gli aspetti generali e tecnici del sito, tra cui: la velocità, la sicurezza, il suo utilizzo da dispositivi mobili.
La SEO on – page si occupa delle singole pagine, con particolare riguardo alle parole chiave (keyword). Se si utilizzano le giuste parole chiave del settore di cui si occupa il nostro sito, esso risulterà più facile da trovare quando un utente inserisce determinate parole nel motore di ricerca. Ma La SEO on – page si occupa anche dell’ottimizzazione delle immagini per far si che i file siano leggeri e il sito si apra velocemente. Troviamo poi la terza area della SEO, la SEO off – site, che pubblicizza il nostro sito all’esterno, inserendo dei link in altri siti che hanno una buona visibilità.

LE KEYWORD

Come detto nel paragrafo precedente, un giusto utilizzo delle parole chiave rende il nostro sito più facile da trovare e quindi bisogna sceglierle accuratamente.
Il più popolare strumento di pianificazione delle parole chiave ci viene fornito da Google Ads. Si tratta del Keyword Planner, il quale ci aiuta basandosi su tre parametri: il numero di volte che una determinata parola viene utilizzata per una ricerca; la rilevanza con il proprio sito; la concorrenza (le parole chiave più ricercate hanno piuù concorrenza, quindi vengono consigliate parole chiave più articolate, dette “a coda lunga”, ma con meno concorrenza).

In sostanza la SEO è una relazione fra persone e contenuti. Ci aiuta a stabilire quale sia il nostro pubblico così da creare contenuti adatti.
E’ molto semplice infatti pensare alla SEO come ad uno strumento che studia numeri, codici, e fa dei continui calcoli. Ma dietro a tutto ciò ci sono semplicemente delle persone. Senza persone che fanno ricerche, non esisterebbero pagine di risultati di ricerca (SERP). Sono le persone, che esprimono i loro bisogni digitanto semplicemente una parola o un concetto su un motore di ricerca. Sta a noi rendere il nostro sito semplice, intuitivo, piacevole da leggere e ricco di contenuti e risposte a quei bisogni; così da permettere una navigazione fluida.

Come tradurre dialetti con Google

Come tradurre dialetti con Google

Google translate è una delle app più più utilizzate al mondo, ma come funziona esattamente? Quest’app è approdata sul web nel 2006 e ad oggi sono più di 500 milioni gli utenti che ne usufruiscono. Google translate è disponibile su tutti i device elettronici e permette la traduzione istantanea in 103 lingue del mondo.

Il suo creatore, Barak Turovski, ha voluto creare un prodotto che sia utile alle persone nella vita di tutti i giorni e che potesse essere di aiuto anche ai Paesi in via di sviluppo che si approcciavano al mondo di Internet per la prima volta, senza avere impedimenti linguistici. Inoltre, si tratta di un’app ad hoc anche per facilitare la comunicazione in vacanza o in ambito professionale.

Il funzionamento di Google Traduttore si basa su testi già scritti e tradotti da professionisti. Tali testi, vengono analizzati e scansionati dalla cosiddetta Machine Translation che ne individua i campioni statistici più significativi. I campioni individuati sono milioni e milioni, questi poi vengono utilizzati per creare degli schemi servono per l’appunto per tradurre testi simili.

Google Translate riconosce anche i dialetti

Con il passare del tempo Google Translate ha fatto passi da giganti. Il servizio, in origine si basava sulla traduzione automatica statistica incentrata su modelli bilingue. In pratica, i testi venivano dapprima tradotti in lingua inglese, poi venivano confrontati con diversi milioni di testi già tradotti provenienti dall’Onu e dal Parlamento Europeo.

Questo meccanismo, però, rendeva le traduzioni molto approssimative e spesso del tutto inutilizzabili. Con gli anni, Google ha quindi apportato diversi miglioramenti, senza però mai assumere dei linguisti, poiché avrebbero reso le traduzioni troppo complesse a livello grammaticale e, di conseguenza, sarebbe stato tutto meno fluido e fruibile dagli utenti.

L’evoluzione di Google Translate non finisce qui, in quanto negli ultimi anni è stata introdotta anche una novità, ovvero i dialetti e le derivazioni idiomatiche. La novità riguarda la funzione text-to-speech, ovvero il pulsante che si trova in basso a destra della schermata dell’app che consente di ascoltare il testo scritto grazie ad un sintetizzatore vocale.

Con questa novità, il servizio consente di ascoltare una frase nella stessa lingua, ma con pronunce diverse. Per fare un esempio, un testo tradotto in inglese, sarò disponibile non solo con accento britannico, ma australiano, americano, ecc.

Per quanto riguarda i dialetti, invece, al momento sono disponibili solo per queste lingue: inglese, portoghese, spagnolo e cinese. Secondo alcune indiscrezioni, inoltre, in cantiere ci sarebbero anche altre novità.

Tra queste, vi sarebbe una specie di frasario che include tutte frasi utili per chiedere informazioni su trasporti, ristoranti o luoghi particolari, in modo tale da poter interagire senza problemi con gli abitanti del posto. Un’altra novità importante riguarda l’introduzione di alcune migliorie importanti per quanto riguarda il controllo ortografico. Nonostante l’aggiornamento sia arrivato sia per Andriod che per IOS, le novità sono visibili solo per gli utenti che utilizzano quest’ultimo.

Come utilizzare al meglio Google Traduttore se siete in viaggio

Se state per partire per un viaggio in un paese straniero non potrete fare a meno di Google Translate. Il servizio è disponibile sia in versione desktop che in versione mobile, ovvero sottoforma di app. Si consiglia di scaricare l’applicazione prima di partire per un viaggio, in modo da poter scaricare anche la lingua che vi serve.

Non tutti, infatti, sanno che Google Translate funziona anche in modalità offline, basta semplicemente scaricare la lingua di cui si ha bisogno. Il servizio offline funziona per ben 52 lingue diverse ed è molto utile quando si viaggia, poiché può capitare di non avere una connessione a disposizione.

Google Translate può essere utilizzato in diversi modi, il primo fra tutti è sicuramente quella scritta dove basta semplicemente digitare la parola o la frase da tradurre e verrà mostrato in maniera istantanea il testo tradotto nella lingua desiderata. Un’altra funzione molto utile è quella di poter tradurre tramite immagini, quindi basta scattare una foto ad un testo e questo verrà tradotto.

Altrettanto utile è la traduzione vocale che adesso permette anche di selezionare il vostro dialetto per avere una traduzione migliore. Per avviare la traduzione vocale è necessario cliccare sull’icona del microfono e pronunciare la parola e lo frasi che si vogliono tradurre.

Quando si è in viaggio, un’altra funzione molto utile di quest’applicazione è sicuramente la traduzione di conversazioni, grazie alla quale è possibile intrattenere una conversazione con un’altra persona anche se non si conosce la lingua. Questa funzione permette di ascoltare e vedere tutto ciò che si è detto in tempo reale, ma attenzione, il numero di lingue supportato è limitato, per questo prima di avviarlo è meglio controllare se quella che vi interessa è disponibile.

Strategie d’impresa: come sfruttarle al meglio


Per avere successo in un mondo competitivo come quello del commercio, è molto importante avere delle strategie d’impresa giuste. In particolare occorre approfondire alcune conoscenze di marketing e di management che potranno essere molto utili per il raggiungimento del proprio obiettivo e soprattutto per deragliare la concorrenza.

Strategie d’impresa efficaci: a cosa dare importanza

Prima di entrare nel dettaglio dei concetti quali marketing e management, è molto importante capire dove si vuole arrivare. Questo aspetto non va sottovalutato poiché solo in questo modo potranno essere poste in essere delle strategie d’impresa efficaci. L’obiettivo della maggior parte delle imprese è quello di creare fatturato ma, in realtà, quello che conta di più è l’utile.

Un fatturato molto alto con dei costi altrettanto alti non danno un utile soddisfacente e remunerativo per cui è bene evitare di concentrare l’attenzione solo sul fatturato. Puntando solo all’incremento del fatturato si rischia di fare molti errori che possono diminuire il rank di un’azienda e peggio ancora, farla finire in perdita.

Quello che invece permette di fare una corretta strategia aziendale è incrementare i profitti che sono il punto di forza di un’impresa e quindi l’unico obiettivo perseguibile. I profitti sono la sola cosa che può far crescere un’azienda e quindi l’attenzione va porta sui margini e non sul fatturato legato a costi eccessivamente alti.

Strategie d’azienda tradizionali

Le strategie d’azienda tradizionali non sono oggi molto consigliate perché la concorrenza nel settore è troppo elevata per avere successo.
In passato per cavalcare la cresta dell’onda con l’obiettivo di aumentare il fatturato si tendeva a eseguire una serie di strategie d’azienda come per esempio il lancio di nuovi prodotti. Questo può essere valido solo se i costi per la nuova produzione non superano i potenziali ricavi.

Analogamente è importante non lasciarsi fuorviare da strategie legate a fusioni e acquisizioni che possono rivelarsi deleterie oppure entrare in mercati sconosciuti solo per ampliare le vendite (di fatto si rischia di perdere solo tanti soldi). Queste strategie possono essere considerate valide e remunerative solamente se studiate alla perfezione e quindi solo quando i concetti di marketing sono chiari.

Strategie d’impresa e marketing

A oggi il marketing è l’anima del commercio. Con le giuste nozioni e passi ben definiti e studiati, è possibile aumentare i profitti della propria attività. Le regole di marketing parlano chiaro, non bisogna lasciarsi fuorviare da alcune meteore ma analizzare bene il mercato.
Per aumentare i profitti è possibile lanciare un nuovo prodotto tuttavia, prima di farlo, va studiato il mercato di riferimento, prendendo spunto dai concorrenti che hanno avuto successo e cercando di capire dove quelli fallimentari hanno sbagliato.
Il lancio del nuovo prodotto deve poi essere fatto in momenti specifici dell’anno, quelli più profittevoli dove la domanda della clientela supera l’offerta.

Il marketing è la chiave anche per altre strategie d’azienda come quelle legate alle fusioni o acquisizioni. Tutto quello che riguarda la ditta da fondere o da acquisire deve essere studiato alla perfezione e passare alla fase operativa solamente nel momento in cui l’operazione potrà portare dei benefici e quindi dei profitti nuovi (legati per esempio a una nuova clientela che prima non si aveva).

Delegare la produzione in succursali estere può rivelarsi giusto solamente nel mo0mento in cui la tassazione in quel determinato paese è minore, oppure se i costi di produzione in quel luogo sono più bassi.

Analogamente delle buone strategie d’impresa (segui i suggerimenti di Vittorio Pupillo) legate all’apertura di nuove filiali potranno essere profittevoli solamente se i costi legati a questa operazione saranno più bassi dei ricavi. In questo caso quindi le varie tecniche di marketing sono necessarie per studiare la situazione di partenza.



Pokemon Go non funziona: come risolvere il problema in 4 passaggi

Pokemon Go non funziona: come risolvere il problema in 4 passaggi

Sono sempre più le segnalazioni in merito alla questione Pokemon Go, che non funziona e non sembra trovare una soluzione. Le ipotetiche cause sono tutte collegabili al fatto che ci sono sempre più problemi di compatibilità con il gioco, dovuta anche ad un’aumentata percezione della realtà dai progressi della grafica e della tecnologia.

Molte persone stanno esperendo problemi con l’account Pokemon Go, alcuni si lamentano dei passi, altri invece criticano la modalità di attivazione dell’account Pokemon ed ulteriori problemi si hanno nel caricare il gioco. 

Progressi del gioco Pokemon Go azzerati

Alcuni aggiornamenti recenti della compagnia sviluppatrice del gioco Pokemon Go, la Niantic Inc., ha portato alla luce molti problemi per i giocatori che hanno attestando che tutti i progressi del gioco sono stati annullati definitivamente.

Tutti i personaggi di Pokemon Go che questi giocatori avevano avuto la fortuna e la bravura di catturare sono stati irrimediabilmente andati persi, e, di conseguenza sono tutti ripartiti dal primo livello (Livello 1) del gioco.

Una soluzione, se hai aggiornato la versione del tuo gioco Pokemon Go all 0.31.0 dovresti provare a fare il logout dall’applicazione del gioco e a fare nuovamente il log in.

O, in caso anche questo tentativo dovessere risultare fallace, prova invece ad uscire da i tuoi account, o di Google se hai un dispositivo Android, o da Apple se hai un iOS, allora esci da questi account, rientra, e poi ri-registrati utilizzando degli indirizzi nuovi ed aggiornati.

In linea di massima, questi provvedimenti dovrebbero ristabilire nuovamente i tuoi livelli e non dovresti avere grossi patemi a ripristinare i tuoi livelli di gioco. Se non riesci, non disperare, è un problema comunissimo tra i player di Pokemon Go, che dovrebbe far muovere Niantic a prendere una decisione univoca e generale per tutti che risolva il problema su larga scala.

Non riesco a connettermi al server del gioco

Quando il server va giù, solitamente il gioco di Pokemon Go non carica, e questo è forse il problema più comune trovato per chiunque abbia mai deciso di giocarci.

Come nel problema precedente, i “catturatori seriali di Pokemon” sono tantissimi in tutto il mondo, e, quando si connettono tutti contemporaneamente possono mandare in seria sofferenza tutto il sistema dei server che regolano il gioco.

Siccome è un problema lato server, dunque dipende dai loro software e non un problema lato user, non c’è praticamente quasi nulla che un utente di Pokemon Go possa fare da parte sua affinché il gioco carichi correttamente.

Tuttavia sembra esserci un’apparente soluzione, collegarsi tramite questo link per controllare lo status dei server, e nel nostro caso, segnalare e spuntare l’opzione che si riferisce a Frankfurt, che ha sede in Germania ed è quello più vicino come server.

Questa segnalazione tramite i server utilizzati da Pokemon Go, ti farà capire se i oloro server sono attivi e stanno funzionando correttamente o meno.

E’ importante in quanto sarai a conoscenza esattamente quando ci sono stati dei “down” nei server, da che ora a che ora, ma anche il periodo in cui si sono ripresi e se attualmente il gioco è funzionante o meno.

Potrai anche ricevere delle notifiche sia quando il gioco è attivo sia quando questo invece risulta inattivo, dunque potrai fare tutt’altro nel frattempo che il gioco Pokemon Go sia nuovamente funzionante.

Il gioco Pokemon Go mostra : “Segnale Gps non trovato”

Ovviamente sfruttando la potenza e la disponibilità del segnale GPS, ossia il Global Positioning System, sarà possibile usufruire del segnale per usufruire a pieno del gioco.

Quando questo dovesse mostrare la scritta Segnale Gps non trovato, potrebbe trattarsi di un problema relativo alle impostazioni del Gps o non configurate in maniera corretta oppure non attivo. 

Sui dispositivi Android, tutto ciò che dovrai fare sarà abbassare la tendina del tuo smartphone, che si tiene giù dall’alto verso il basso, per un accesso veloce al menu.

Dovrebbe comparire una spunta con la scritta “GPS”, a seconda della tua versione Android dovrebbe mostrare un nome piuttosto che un altro, ma sarà abbastanza intuitivo da trovarlo.

Dovresti trovare un’icona con la scritta “Posizione”, fai in modo che sia attiva e non compaia la scritta ingrigita, in quanto questo sta a significare che la Geolocalizzazione non è attiva.

Invece per quanto riguarda l’Apple bisogna andare nella cartella “Impostazioni” e sulla categoria “Privacy” e nei Servizi di Localizzazione controlla che sia spuntato sul verde.

Pokemon Go non si apre

Se non sei grado di aprire l’applicazione di Pokemon Go prova a riavviare il dispositivo, spegnendolo e riaccendendo il tuo smartphone o tablet per far rientrare il problema.

Potrebbero anche esserci dei problemi relativi al server, e dunque puoi consultare il sito qui sopra che ti ho descritto, nel quale potrai sempre controllare la disponibilità o meno del server online.

Se anche in questo caso non dovesse funzionare prova ad andare sullo store e controlla che, digitando Pokemon Go non sia disponibile qualche aggiornamento, in tal caso effettua l’update.

Anche in questo caso non sembra riavviarsi? Dovrai reinstallare nuovamente l’applicazione da zero, però non preoccuparti perché i dati salvati rimarranno salvati in Cloud, dunque non verranno inficiati affatto i dati.

Parlare in pubblico senza paura

Parlare in pubblico senza paura

Il problema più comune tra le persone è quello dell’ansia da prestazione quando vi è la necessità di parlare in pubblico. Per questo motivo ci è il public speaking, una materia che consente di studiare molteplici strategie di comunicazione. A questo proposito sono stati scritti dei libri sul public peaking, come Parlare in pubblico senza paura di Massimiliano Cavallo, ha l’obiettivo di poter dare qualche dritta anche ai più timidi ma che per motivi personali o professionali devono necessariamente imparare a gestire le emozioni che ci colpiscono il nostro stomaco prima di parlare davanti a qualcuno.


Un libro può essere fondamentale per avvicinarsi alla pratica del public speaking. Mette in risalto tutte quelle che possono essere le emozioni avvertite da un soggetto prima del debutto e cercare di controllarle. Anche l’attenzione è uno dei problemi fondamentali nel momento in cui si espone, per questo motivo il libro sottolinea tutte le fasi più importanti per il raggiungimento degli obiettivi. Può essere molto utile la sezione che riprende il concetto dell’uso della voce, proprio per aiutare i soggetti a prendere più confidenza con se stessi.

Enciclopedia del public speaking

Questa enciclopedia sul public speaking è suddivisa in cinque sezioni. Ognuno di questi cinque libri prende in considerazione un aspetto diverso e fondamentale del pubic speaking. In particolare fa riferimento alle parole giuste da utilizzare al momento giusto.

Il manuale tratta dell’importanza dei contenuti da comunicare in base al target di pubblico e il linguaggio adeguato per ogni situazione. Altro pilastro portante è quello dell’attenzione del pubblico. Queste pratiche consentono di svolgere una presentazione coinvolgente ed interessante.

La comunicazione per essere efficace deve cercare di coinvolgere tutti i presenti. La comunicazione non è solo questione di apparenza ma fa riferimento alla parte più intima di una persona e per questo motivo è sempre bene concentrarsi prima su sè stessi e poi sugli altri. Anche la pratica del mindfulness ripresa in questo testo è un ottimo metodo per la concentrazione e per gestire le emozioni.

Esperienze di public speaking

Condividere esperienze è importante nel public speaking per combattere il gelo del primo impatto con il pubblico. Questo consente senza alcun dubbio di porre voi e il pubblico sullo stesso piano garantendo una comunicazione senza ogni tipo di timidezza. Anche fare esempi può essere molto utile in quanto può aiutare il pubblico a capire meglio l’argomento e magari riflettere facendo riferimento a delle esperienze personali. In questo testo si fa riferimento all’ambito aziendale.

Per questo motivo la comunicazione può essere un punto a nostro favore garantendoci di sviluppare delle capacità di leadership e di diventare un comunicatore eccezionale. In questo testo vengono analizzati otto casi specifici presi in esame dall’autrice, quelli che sono i punti fondamentale del public speaking e le tecniche da mettere in pratica per diventare un bravo oratore.

L’autrice spiega inoltre che nella società odierna non è più necessario essere discretamente bravo ma bisogna sempre puntare all’eccellenza per non essere schiacciato dalla concorrenza. Questo è uno dei punti che l’autrice tratta nel suo libro ma cerca allo stesso tempo di motivare il lettore a dare sempre il massimo impegno per raggiungere gli obiettivi. Diventare un eccellente speaker è possibile seguendo solo poche regole ma praticando questa pratica con costanza.

Come parlare in pubblico


Questo manuale prende in considerazione il public speaking come una capacità che permette di fare carriera nel proprio ambito lavorativo. Saper parlare in pubblico facilita la realizzazione personale dell’individuo anche nella sfera privata

Tutto ciò però è determinato dalla capacità che ha ognuno di trasmettere con chiarezza il proprio pensiero. Questo manuale espone tutto ciò che è necessario sapere per poter parlare in pubblico in maniera disinvolta e naturale, divertendo gli altri ed aumentando notevolmente il loro grado di attenzione verso l’argomento che stai esponendo.

Un trucco per far interessare il pubblico è fare in modo di divertirlo e rendere l’argomento sempre più avvincente in modo tale che nel pubblico cresce la voglia di scoprire sempre più di ciò che si sta parlando. Attraverso questo manuale si abbandona la timidezza e si cerca di far emergere il lato coraggioso e consapevole dell’oratore.

Acquistare libri sul public speaking è sicuramente il primo passo per aprirsi ed avvicinarsi al pubblico. Il primo intervento è quello effettuato su sè stessi, per la comprensione e la gestione delle emozioni, in seguito è anche possibile attuare vere e proprie strategie di comunicazione per rendere un incontro naturale ma mirato ad un solo obiettivo:far comprendere.

Da cosa è composto un ventilatore centrifugo?

Da cosa è composto un ventilatore centrifugo?

INTRODUZIONE

Gli impianti di processo industriali rappresentano l’elemento più importante per raggiungere un buon livello di produzione garantendo ottime prestazioni e prodotti di qualità. Questi impianti giganteschi sono composti da tubi e condotti ma tra le tante cose anche da innumerevoli ventole e ventilatori. Le ventole più importanti nella categoria di ventole per impianti è senza alcun dubbio il ventilatore centrifugo ( su https://ventilazionesicura.it/ trovi interessanti spunti e approfondimenti).

DA COSA E’ COMPOSTO UN VENTILATORE CENTRIFUGO

Nel ventilatore centrifugo l’aria entra in direzione assiale, ossia perfettamente in parallelo con l’asse di rotazione e con il foro di entrata del flusso. Successivamente, l’asse di rotazione principale devia il suddetto flusso di 90 gradi in direzione radiale. Il ventilatore centrifugo inoltre, si compone di una cassa a forma di chiocciola da cui prende il nome. Si tratta appunto di una spirale utile per poter orientare in ogni direzione desiderata il ventilaotre. Nonostante ciò, bisogna tenere in considerazione che il foro di uscita dell’aria rimane sempre perpendicolare rispetto allo spazio di ingresso del flusso d’aria.

FUNZIONAMENTO DEL VENTILATORE CENTRIFUGO


Questo fenomeno è garantito dalla deviazione a 90 gradi che porta l’aria ad un’altezza maggiore rispetto al livello in cui è entrata. Queste trasformazioni generano a loro volta l’effetto centrifugo. Questo effetto prende anche il nome di energia potenziale ed è il principale metodo di funzionamento di questi tipi di dispositivi per la termoregolazione. E’ proprio lo spostamento del livello di uscita rispetto a quello di entrata dell’aria che permette al ventilatore di generare e avere più energia.

I VANTAGGI DEL VENTILATORE CENTRIFUGO

Questo rappresenta un enorme vantaggio rispetto agli altri tipi di ventilatori utilizzati negli impianti industriali. Gli altri ventilatori non spostano l’aria deviandola di 90 gradi e per questo non riescono ad avere abbastanza energia o hanno una pressione statica molto bassa. Per ogni cosa sappiamo però che ci sono dei pro e dei contro. Nonostante la forte potenza e i vantaggi che può portare un ventilatore centrifugo, è necessario guardare accuratamente anche agli svantaggi di questo meccanismo.

GLI SVANTAGGI DEL VENTILATORE CENTRIFUGO

Il problema maggiore è che il ventilatore centrifugo necessita di una struttura in termini di tubazione molto più ampia e complessa rispetto agli altri ventilatori. La necessità di avere una struttura molto grande è dovuta innanzitutto dal fatto che all’interno del ventilatore centrifugo avviene una deviazione dell’aria, che quindi necessita di maggiore spazio ed è impossibile installarlo in maniera lineare continua. Inoltre è necessario che siano presenti diverse tipologie di tubazioni, uno che fa riferimento ad un raccordo rettangolare, l’altro invece fa riferimento ad un tipo di raccordo composto da quadrato-tondo sulla mandata.

CONCLUSIONI RIGUARDO QUESTO MACCHINARIO

Questi sono in media i vantaggi e gli svantaggi che un ventilatore centrifugo possiede ma, se possiedete un impianto industriale è necessario prendersene cura per garantire un lungo e perfetto funzionamento. Scegliere di installare questa tipologia di ventilatore sicuramente richiede più spazi e più manutenzione ma essendo un macchinario che lavora di precisione,il vostro impianto sarà sicuramente più efficace ed efficiente allo stesso tempo. efficace in quanto si potranno raggiungere gli obiettivi prefissati grazie ad un ottimo impanto, efficiente in quanto si cercheranno di utilizzare il minor numero di risorse possibili per il raggiungimento degli obiettivi stessi. Sicuramente si tratta di un investimento su cui ragionare e per questo motivo il testo potrà facilitarvi la scelta.
in conclusione tra i vari tipi di ventilatori industirali è sicuramente il migiore in termini di costi e benefici.

Muoversi smart? La city car le batte davvero tutte

Muoversi smart? La city car le batte davvero tutte

È l’era del muoversi smart, del ridurre il proprio impatto sull’ambiente senza rinunciare alla propria libertà e alla propria mobilità.

Questo nuovo modo di intendere l’auto è sintetizzato al meglio dalle city car, vetture compatte nei volumi ma che nascondono al loro interno, sempre più spesso, quanto non avremmo potuto neanche immaginarci.

Nella guida di oggi parleremo di 4 ottimi motivi per scegliere una city car a dispetto di segmenti magari più accattivanti, ma che hanno appunto un approccio molto meno smart.

Vediamo insieme perché continuiamo a ritenere le city car il meglio che il mercato dell’auto moderno ha da offrire.

1. Consumi: le city car sono prime della classe

E non intendiamo che le city car siano poco efficienti, anzi, intendiamo l’esatto contrario.

Le city car, grazie ai loro volumi ridotti (e dunque al peso minore) e grazie ad allestimenti di potenza ridotta (ma più efficienti) hanno bisogno di molto meno carburante per viaggiare all’interno delle nostre città.

Questo si traduce da un lato in un risparmio in termini di spesa molto importante, dall’altro in un minore impatto sul nostro ambiente.

I proverbiali due piccioni con una fava, perché al risparmio riusciremo ad abbinare appunto un atteggiamento maggiormente responsabile verso un pianeta che non è da tempo in buone condizioni.

2. Parcheggio? No problem

Altro innegabile vantaggio per quanto riguarda le city car è l’estrema facilità con le quali possiamo parcheggiarle anche negli spazi più angusti.

Non servono parcheggi di enormi dimensioni e spesso riusciamo a posteggiare proprio laddove altre vetture, dai volumi più importanti, non riuscirebbero mai a parcheggiare.

Questo si traduce in un enorme vantaggio per chi vive in città, dove appunto gli spazi per parcheggiare non sono mai sufficienti.

Niente di meglio per chi macina i propri chilometri nel centro della città.

3. Anche per neopatentati

I neopatentati devono sottostare a delle restrizioni importanti per quanto riguarda la potenza dei veicoli che acquistano e che guideranno.

Le city car in genere rispettano, almeno negli allestimenti meno potenti, questo tipo di restrizioni.

Questo si traduce appunto nella possibilità di guidare senza problemi una vettura scelta proprio da questo segmento. E quando si sceglie appunto la qualità, non avremo assolutamente problemi a guidare la vettura acquistata anche dopo, quando le restrizioni non saranno più rilevanti.

4. Smart, connessa e sempre in viaggio

Le city car di oggi non sono più le utilitarie di un tempo. Sono dei piccoli gioielli di tecnologia dove si cerca di ottenere il meglio da volumi e allestimenti ridotti.

I risultati di questo ulteriore sforzo da parte delle migliori Case automobilistiche del mondo sono d’altronde sotto gli occhi di tutti.

Oggi chi sceglie una city car di qualità può mettersi alla guida di una vettura che non ha nulla da invidiare a quanto potremmo trovare in segmenti decisamente più importanti e soprattutto più costosi.

Lattoneria e grondaie in rame: perché rivolgersi a dei professionisti?

Lattoneria e grondaie in rame: perché rivolgersi a dei professionisti?

Per trovare la migliore soluzione fra le attività a base artigianale della lavorazione lamiere è sempre meglio rivolgersi a dei professionisti (come Opera lattoneria Roma). Per la ristrutturazione delle case, villette o dell’impianto di elementi di nuova installazione come le grondaie.

Ci sono diversi metalli impiegati nell’arte della lattoneria, dall’acciaio all’alluminio. In questo articolo, verrà affrontato un focus sulle grondaie fatte in rame: i pro e i contro di questa possibile scelta e ogni quanto tempo bisogna pulirle.

Perché scegliere il rame

Poche cose offrono più bellezza e carattere a una casa quanto delle grondaie di rame modellate dal sapiente artigianato della lattoneria Roma. La bellezza particolare di questo materiale può essere facilmente compresa solo dando uno sguardo alle case storiche. Il rame invecchia naturalmente insieme alla casa, sviluppando così lentamente nel tempo una patina che arricchisce e approfondisce i colori e i riflessi. Le grondaie fatte di rame, comunque, non sono per tutti. Bisogna assicurarsi prima di aver compreso i pro e i contro del loro utilizzo prima di prendere la decisione sul materiale da lamiera da utilizzare in casa e che la lattoneria Roma modellerà su misura per ogni esigenza.

Il più grande vantaggio nell’utilizzare questo tipo di metallo per le installazioni necessarie nei grandi e piccoli edifici sta tutto principalmente nell’estetica. Quelle in rame, ad esempio, sono generalmente più decorative delle tradizionali grondaie che si possono trovare in vinile, alluminio o zinco.

I Pro e i Contro dell’utilizzo delle grondaie di rame

Il rame possiede ciò che è comunemente noto come “finitura vivente”, questo vuol dire che, nel tempo, l’aspetto delle nuove lamiere personalizzate cambierà per riflettere il loro ambiente. Questo processo, nello specifico, aiuta solo a migliorare la bellezza e il fascino della grondaia, come accennato.

Un altro pro importante nella scelta di questa tipologia di materiale sta nella longevità delle costruzioni. Mentre resiste alle intemperie, infatti, il rame non arrugginisce, né è suscettibile di usura. Non si rompe, né sviluppare altri problemi nel tempo. Perciò, è davvero improbabile dover cercare lattoneria Roma per dover sostituire delle installazioni in rame vecchie di 10 o 20 anni. Il rame, prima di essere sostituito, dura anche fino a 50 anni (da qui la sua presenza ancora nelle case storiche).

Una parte contro non indifferente nella scelta di grondaie fatte di rame è il costo. Rispetto all’alluminio, ad esempio, il prezzo a lunghezza è molto più elevato. Inoltre, quando si utilizzano installazioni in rame, anche tutti i raccordi, i chiodi e gli elementi di fissaggio devono essere in rame. L’uso di un altro materiale, come l’alluminio, potrebbe corrodere effettivamente il rame. Quindi è necessario assicurarsi che ogni parte dell’impianto sia fatto di rame, anche i pezzi che non si possono vedere. Questo non fa che aumentare il prezzo totale dell’intervento.

Ogni quanto tempo pulire le grondaie

La pulizia delle grondaie è un lavoro necessario, ma che di solito è facile da rimandare. A causa della pioggia, nel tempo questi elementi si intasano con le foglie e altri detriti. La buona notizia è che non è difficile pulirle o comunque non bisogna essere dei professionisti per farlo.

Il sistema di grondaie di una casa controlla il flusso di acqua piovana. Questo protegge il tetto, i muri e le fondamenta della casa. Se si accumulano detriti al loro interno, ciò può portare a grondaie cadenti, crescita di muffe, scantinati bagnati, un tetto che perde o altri danni più gravi causati dall’acqua che fluisce all’interno dell’appartamento. Queste installazioni quando si riempiono di detriti rappresentano anche delle ottime tane accoglienti per i roditori e altri parassiti.

Le grondaie, e altre lamiere modellate ad hoc per ogni esigenza, devono essere pulite almeno due volte l’anno, in primavera e in autunno. Soprattutto se si vive vicino ad alberi di pino dovranno essere pulite ogni tre mesi per ridurre il potenziale di intasamento.

Come sapere se le grondaie devono essere sostituite o pulite?

La manutenzione regolare prolungherà la longevità delle grondaie. Ad un certo punto, però, potrebbero comunque avere bisogno di riparazioni o sostituzioni. Ecco alcuni segni che aiutano a determinare se le grondaie devono essere riparate o sostituite:

  • Crepe o spaccature
  • Danni alla vernice e ruggine
  • Stagni di acqua e muffe
  • Danni o segni d’acqua
  • Parti che cadono