INTERVISTA A MATHIAS MAZZETTI di Matteo Contin


Mathias Mazzetti si diploma al liceo artistico e in Nuova Grafica e Illustrazione presso l'Istituto Superiore di Comunicazione di Milano. Lavora per cinque anni presso una piccola agenzia pubblicitaria e dal 2005 diventa Responsabile di grafica e creatività per la Mediafilm. L'approdo alla comunicazione per il cinema è stata una cosa pianificata o casuale?

La scelta di lavorare per l'industria cinematografica è stata una casualità alla "Sliding doors", per restare in tema. E' curioso come il proprio percorso professionale possa improvvisamente mutare per puro caso... soprattutto per quanto mi riguarda, non essendo per nulla fatalista. Divenne un'occasione straordinaria per poter coniugare due grandi passioni, quella per grafica e cinema.

Immagino quindi che da appassionato di cinema, entrare a far parte di un processo che ti coinvolge direttamente per la buona riuscita di un film (tra i tanti fattori, il marketing è uno di questi) sia stata una bella soddisfazione! Cos'è cambiato nel tuo modo di lavorare (se qualcosa è cambiato)? Penso che per realizzare la locandina di un film entrino in gioco fattori differenti dal realizzare un manifesto per un'automobile...

Sì, si tratta indubbiamente di grandi soddisfazioni professionali. Tra l'altro ho la fortuna, lavorando per Mediafilm, di poter lavorare su titoli decisamente particolari e molto diversificati. Si lavora su horror, commedie, film d'autore, animation, con una varietà di soggetti e situazioni che escludono monotematicità. E' un lavoro appassionante e coinvolgente, una sfida comunque impegnativa visto che le dinamiche dello sviluppo creativo cambiano di volta in volta. Riguardo la realizzazione del manifesto finale, entrano in gioco i più svariati fattori, anche se a dire il vero il processo creativo non è poi così differente rispetto a qualsiasi altro prodotto. Come per una qualsiasi campagna pubblicitaria, si lavora su target di riferimento, progetto d'impaginazione, sviluppo cromatico, copywriting etc. per raggiungere l'obiettivo: creare un "desiderio" e vendere il prodotto, cioè convincere la gente ad affollare le sale.
Per quanto riguarda i film acquisiti all'estero ci vengono forniti i manifesti originali, ed il lavoro spesso è già molto buono se non ottimo, quindi in diversi casi è stata fatta la scelta di non modificare l'artwork originale. In altri casi invece le scelte sono state radicali, in modo tale da poter rivolgere il film ad un pubblico differente o più vasto. Certo è che partire da zero rimane la vera sfida, la più difficile ma anche la più soddisfacente.
Personalmente non vedo l'ora di poter mettere le mani su due titoli in uscita nelle sale nei prossimi mesi che offrono notevoli spunti creativi: si tratta di "Black sheep" e "Denti", due horror originali ed intriganti. Cercheremo di stupire il pubblico, anche con strategie di marketing alternative. Lavorare su un film non è molto diverso rispetto al lancio promozionale di un qualsiasi altro prodotto, creativamente parlando.

Intanto ci dai l'ottima notizie che due pellicole strane come "Black sheep" e "Denti" usciranno anche qui in Italia: ho avuto già occasione di vederli entrambi e devo dire che sono due buoni prodotti, soprattutto quest'ultimo. Già con l'horror spagnolo "Rec" avete provato ad attuare strategie alternative di marketing, cosa che in Italia accade raramente. Com'è andato questo primo esperimento e come penserete di muovervi in futuro?

"Rec" è un film a cui tenevamo molto, in quanto si tratta di un horror di indubbia qualità. L'esperimento è andato molto bene. L'iniziativa più divertente è stata la promozione in centro a Milano, con delle sedicenti pompiere atte a far urlare i passanti. Gli urli sono finiti successivamente su YouTube e saranno disponibili sotto forma di contenuto extra nell'uscita dvd/blu-ray del film. Edizioni ricchissime in cui ci stiamo sbizzarrendo per garantire agli appassionati il massimo della qualità. Inoltre mi preme sottolineare che lo staff della distributrice Mediafilm è formato da giovani molto entusiasti e propositivi, lavorare in un contesto del genere è un vantaggio indiscutibile. Tornando al lancio cinematografico, è stata allestita una vetrina in un noto centro commerciale e degli stand con gadget omaggio in alcune sale cinematografiche che hanno avuto ottimi riscontri. Con "Denti" e "Black sheep" però cercheremo di fare un ulteriore passo avanti per stupire e soddisfare gli amanti di questo genere di film, categoria di cui faccio indubbiamente parte!

Allora per il lancio di "Denti" mi aspetto una comoda dentiera vaginale! A parte gli scherzi, trovo che la Mediafilm in questo ultimo anno abbia fatto un buon lavoro, e il coraggio di portare in Italia film come quelli già citati o "Go go tales" di Abel Ferrara, la confermano come una nuova e interessante realtà tutta italiana. Torniamo alle locandine: ci puoi illustrare il processo che sta dietro alla realizzazione di ogni manifesto?

Un poster originale viene realizzato innanzitutto analizzando le immagini che vengono fornite. Si tratta di una fase cruciale, spesso le immagini sono poche o poco rilevanti, a quel punto bisogna escogitare le strategia migliore per ovviare al problema. Soprattutto per titoli minori rivolti direttamente all'home video capita di dover utilizzare sfondi ed immagini che nulla centrano con il film. Non è detto che sia un dramma: la cosa risulta spesso un pretesto per dare il meglio di sé. Fortunatamente per le produzioni maggiori le stills fornite sono numerose e di buona qualità.
La seconda fase è rivolta alla ricerca. Grazie ai numerosi database on line si possono consultare le proposte internazionali sul titolo e le locandine di maggior successo sul genere trattato. Questa è una fase importante, visto che molti poster internazionali sono vere proprie opere d'arte realizzate da professionisti straordinari.
Senza dimenticare che spesso gli spunti migliori provengono dalle magnifiche locandine dell'era pre-Photoshop, illustrate a mano e ormai nell'immaginario collettivo.
Molta attenzione viene dedicata allo studio delle font da utilizzare e ai colori, determinanti per caratterizzare il film in maniera precisa.
Poi si inizia a lavorare con layout e visual per decidere la strada da seguire ed infine full-immersion in Photoshop: si passa a dare forma all'idea.

Hai accennato all'arte legata al manifesto cinematografico che, inconsciamente, rappresenta il modo di sentire di un determinato periodo storico. Mi vengono in mente i bellissimi primi piani delle locandine neorealiste, oppure quelle di gruppo dei grandi masterpiece come "Guerre stellari" o Indiana Jones. Volendo inquadrare indicativamente la grafica dei manifesti del nostro periodo, come la descriveresti?

Piuttosto ridondante. C'è un livellamento qualitativo dovuto alle nuove tecnologie che semplificano notevolmente il modo di lavorare. Quindi vediamo molti manifesti di indubbia qualità, però molto simili. Oggi con Photoshop si fanno veri e propri miracoli, anche se il rischio è quello di abusarne creando delle vere e proprie mostruosità digitali. Allo stesso tempo però le possibilità sono infinite, il giusto mix di idee e mezzi fa si che si possano ammirare delle opere straordinarie. Cito tra i miei preferiti il poster di "Hard candy", straordinario!

Parlando di guerrilla marketing abbiamo già detto (sottointendendolo) che il manifesto cinematografico non è l'unico modo per pubblicizzare il film, anzi, solitamente è solo l'ultimo tassello di una strategia pubblicitaria più estesa. In un'ideale classifica, quali metodi di marketing ritieni più funzionali per "vendere" un film?

Il discorso dipende direttamente dal budget a disposizione per la campagna pubblicitaria, ma trailer nelle sale ed in televisione rimangono i mezzi più funzionali in assoluto. Con "Rec" vi sono stati ottimi riscontri anche su canali alternativi come YouTube, grazie a banner pubblicitari su portali e siti a tema. Operazioni di guerrilla marketing sono un mezzo promozionale interessante, creativo e sorprendente: non escludo che vengano attuate per la promozione di film di cui abbiamo parlato anche in precedenza, anche perché non sempre c'è la disponibilità di budget "importanti". Ho ammirato recentemente l'ottimo lavoro svolto con la comunicazione virale di "Cloverfield", che con poco ha ottenuto molto.

Infatti secondo me "Cloverfield" è più interessante per l'hype che è riuscito a creare attorno a sé piuttosto che per il film in sé. Citi YouTube e, insieme al discorso "Cloverfield", possiamo ammettere che Internet è l'unico terreno ancora vergine dove è possibile sperimentare nove forme di comunicazione e, perché no, trovare un nuovo tipo di pubblico, che segue con interesse ogni tappa della pellicola mesi e mesi prima dell'uscita nelle sale. Si crea così un'attesa nel pubblico veramente alta, aspettative che però non sempre vengono esaudite (vedi ad esempio il recente e catastrofico insuccesso di "Speed racer"). Come pensi che si evolverà il web-marketing in relazione alle nuove uscite cinematografiche?

Esatto, sono d'accordo con te. L'ottimo lavoro svolto in rete spesso non porta ai risultati sperati. Per quanto mi riguarda ho avuto un'esperienza diretta con il lancio di "Snakes on a plane", straordinario successo su Internet, bassi riscontri in sala. La rete offre ottime opportunità promozionali ma da prendere con le pinze, un buon riscontro non significa certo garanzia di risultati al box office. L'evoluzione del web marketing sarà in continua ascesa visto che gli utenti sono in crescita, connettersi è più semplice e l'esigenza di informazione aumenta. Il futuro è sicuramente in rete.

Tu ti occupi anche della progettazione della grafica dei prodotti home video: che differenze ci sono tra manifesto e copertina di un dvd e perché spesso non sono uguali?

Si tratta di esigenze commerciali. Si cerca di rilanciare il prodotto che non ha funzionato a pieno, oppure si cerca semplicemente di allargarne il target di riferimento, cercando di offrire un prodotto che possa suscitare interesse ad un numero maggiore di spettatori. Ad esempio, con l'uscita home video di "Feed" non potevamo proporre l'eccessivo art dell'uscita cinema (con la frase lancio "cannibalismo, obesita', sesso gratuito: puoi digerirlo?"), sarebbe stato troppo limitativo, quindi abbiamo optato per una copertina decisamente più soft/action rendendo il film più thriller e meno splatter.

Matteo Contin

 
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