Pulp fiction

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PULP FICTION
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1994 - 154 minuti

Regia: Quentin Tarantino
Sceneggiatura: Quentin Tarantino
Cast: John Travolta, Samuel L. Jackson, Uma Thurman

Per scrivere questa recensione ci vogliono 3000 parole. Ce ne metterò 1000.
Chi ha visto "Pulp fiction" cento volte (come me) e lo conosce a memoria battuta per battuta (come me), non avrà avuto molte difficoltà a cogliere la citazione. A dir la verità anche chi l'ha visto soltanto una volta dovrebbe aver capito. Se invece non avete mai visto "Pulp fiction" e non sapete a cosa mi riferisco… smettete di leggere e correte subito a vederlo!
Ecco, dunque, ora qui ci dovrebbero essere tutte persone serie che sanno di cosa stiamo parlando. Allora, come ben sappiamo, il secondo film di Quentin Tarantino, nominato a 7 Oscar (vinse solo quello per la sceneggiatura), vincitore della Palma d'Oro a Cannes e di altre decine di premi internazionali, è un film come solo Tarantino avrebbe potuto farne. E' un film che si ama, o che si odia. Ovviamente, a giudicare dal successo, mi pare più raro che lo si odi, data l'indiscutibile qualità tecnica e artistica.
Ma partiamo dal principio; come i pulp-magazine degli anni '40 e '50, riviste economiche stampate su carta di bassa qualità (la polpa, pulp, dell'albero), "Pulp fiction" segue tre (forse quattro) storie principali, narrate alla maniera de "Le iene", e cioè incrociando piani temporali diversi in un ordine non cronologico. Qui questi stravolgimenti temporali sono perfezionati e anche meglio usati rispetto a "Le iene" (intendiamoci; non che lì non funzionassero, anzi); ma in "Pulp fiction", in qualche modo, con quest'approccio narrativo Tarantino riesce a colpire in maniera eccezionale lo spettatore, facendolo divertire a seguire le vicende dei protagonisti e, allo stesso tempo, a sbrogliare la matassa di quello a cui sta assistendo.
Matassa in fondo di poco spessore (come i pulp-magazine, d'altronde), intrisa duramente di violenza, sesso, droghe, parolacce, fatti tragici, divertenti e grotteschi (insomma i temi portanti delle storie d'exploitation), ma che comunque, ripresa attraverso lo stile eccessivo ed esasperato del regista di Knoxville (ah, guarda caso proprio il luogo in cui l'orologio d'oro di Butch era stato comprato!), riesce a divertire più che mai chi guarda.
Uno dei maggiori punti di forza della pellicola ovviamente è la sceneggiatura, scritta da QT a partire dal soggetto dell'amico Roger Avary (già sceneggiatore di titoli pulp come "Una vita al massimo", "Killing Zoe" ed il già citato "Le iene"), che non solo porta avanti caparbiamente le parallele trame e sottotrame che stupiscono con colpi di scena e stravolgimenti di fronte, ma coinvolge per tutta la durata grazie ai suoi dialoghi - che più tarantiniani non si può - che, pur parlando di tutto e di niente, lasciano magicamente lo spettatore a bocca aperta.
Ma anche la regia è straordinaria; Tarantino non sbaglia un'inquadratura, sono diverse le sequenze da ricordare per la loro capacità di essere al contempo rivoluzionarie e funzionali (vedi per esempio il lungo piano sequenza in cui Jules e Vincent parlano degli ormai storici massaggi ai piedi, l'incontro-scontro fra Butch e Marsellus oppure l'intera overdose di Mia (la scena dell'iniezione di adrenalina dovette essere girata al rovescio e inserita correttamente in fase di montaggio)). Ricordiamo anche il bell'inserimento del simpatico McGuffin della valigetta.
A proposito di montaggio, citiamo l'eccellente lavoro di Sally Menke (montatore di tutti i film di Tarantino, ma anche di "Scomodi omicidi" di Tamahori e "Nightwatch" di Bornedal).
Sarebbero da menzionare gli infiniti dialoghi, sequenze e battute memorabili, senza contare le innumerevoli citazioni cinematografiche e non. Ma per non togliervi il divertimento (e anche non sforare dalle 1000 parole promesse all'inizio), lascio a voi tutto il piacere.
Cast stellare che interpreta alla perfezione i personaggi super-cool entrati di diritto nella storia del cinema: i due killer in bianco e nero (Samuel L. Jackson e John Travolta - prima di quest'ultimo si era pensato a Michael Madsen o a Daniel Day-Lewis), il vecchio pugile alla ricerca dell'orologio di suo nonno (Bruce Willis - le alternative erano Sylvester Stallone, Mickey Rourke e Matt Dillon), la moglie del capo che va in overdose (Uma Thurman - erano già state chiamate Meg Ryan e Holly Hunter), i due rapinatori da strapazzo del ristorante (Tim Roth e Amanda Plummer).
Ruoli secondari ottimamente ricoperti da attori del calibro di Harvey Keitel (l'indimenticabile signor Wolf, uno dei miei preferiti), Ving Rhames (Marsellus Wallace), Eric Stoltz (Lance), Christopher Walken (il capitano Koons che appare nel breve flash-back di Butch), Maria de Medeiros (Fabienne) ed infine anche Tarantino, che appare (come fece già il grande Hitchcock) in ogni suo film.
Nota a margine per la colonna sonora, composta da pezzi che spaziano fra i più svariati generi che solo QT poteva combinare insieme in un solo film: Chuck Berry, Kool & the gang, The lively ones, Urge overkill, Al Green…
Come si dice, la seconda opera è sempre la più difficile nella carriera di un artista, ma Tarantino ha superato più che brillantemente la prova. Già con "Le iene" nel 1992 aveva stupito pubblico e critica, ma è solo nel 1994, a 31 anni, che sale nell'Olimpo dei più talentuosi registi del panorama americano e mondiale. "Pulp fiction" raccoglie infatti consensi ovunque ed è (e sarà) uno dei film più apprezzati ed amati di sempre.

Curiosità 1: Nel film la parola fuck viene pronunciata 281 volte.
Curiosità 2: Il celebre Ezechiele 25, 17 nella Bibbia non recita esattamente le parole dette da Jules, ma solo una minuta parte. In realtà il tutto è un riferimento al film "Karate Kiba", dove il protagonista usa le stesse frasi prima di uccidere qualcuno.
Curiosità 3: Avevate mai notato che la toilette in "Pulp fiction" ricopre un ruolo fondamentale? Sì, insomma, ogni volta che fa la sua apparizione, subito la situazione cambia radicalmente. 1) Quando Jules e Vincent freddano Brett e i suoi amici, il quarto uomo è nascosto nella toilette. 2) Butch uccide Vincent non appena esce dal bagno. 3) Mia torna dalla toilette e c'è la memorabile gara di twist. 4) A casa di Mia, Vincent esce dal bagno e trova la ragazza in overdose. 5) Alla fine, quando Vincent torna dal bagno, la colazione si è trasformata in rapina.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin
Marta Mischiatti
Martina Macchi

Commenti (1)

  1. Commento inserito da francesca:

    complimenti…recessione perfetta!!!anche a ma è piaciuto molto e me lo riguarderei volentieri!.Cavolo è vero non ci avevo pensato alla toilette che era così fondamentale!!!.

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