Dogma

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DOGMA
id.


1999 - 130 minuti

Regia: Kevin Smith
Sceneggiatura: Kevin Smith
Cast: Ben Affleck, Matt Damon, Linda Fiorentino

Trovo che "Dogma", film del 1999 di Kevin Smith (ma uscito da noi nel 2003 - la causa non sarà mica il Giubileo?), sia un film sottovalutato. A volte le persone hanno delle concezioni di un certo tipo, cose che devono essere così, quindi se un film di Kevin Smith non fa ridere, fa schifo. Ma io dico, e se non fosse così? E se il film fa ridere meno degli altri perché Smith ha voluto differenziarsi un po' e provare a dirci qualcosa oltre a cazzo e scopare?
Ma andiamo con ordine... "Dogma" è un film complesso e riassumere la storia in poche righe non è né semplice né tanto meno convincente (la reazione di tutti sentendo di cosa parla il film è: «Che cavolata!»), quindi sappiate solo che parla di due angeli, Loki e Bartleby che sono stati esiliati in Wisconsin. Ma a loro non va giù; con l'aiuto del demone Azrael vogliono tornare in paradiso e ne hanno l'occasione perché il cardinale Glick concede l'indulgenza plenaria; ai due reietti basterà diventare umani (tagliandosi le ali), purificarsi dai peccati (passando la porta della chiesa di Glick) e morire per entrare in paradiso. Ma non sanno che così, creando un paradosso sull'infallibilità di Dio, porrebbero fine all'esistenza. Per fortuna però ci sarà qualcuno di molto speciale che avrà la missione di fermarli in tempo.
"Dogma" è un atipico film on the road. Il viaggio dal Wisconsin al New Jersey è più mentale che fisico; certo, l'auto, il pullman, il treno ci sono, ci sono incontri coi più svariati personaggi, ma alla fine il film permette di iniziare un viaggio di riflessione su concetti su cui magari non ci eravamo mai soffermati.
La trama del film si costruisce su elementi dogmatici più o meno discutibili - Dio che è femmina e ama gli scherzi e l'ironia (come si spiegherebbe altrimenti l'ornitorinco?), un tredicesimo apostolo di colore, l'ultima discendente di Gesù Cristo, che non era figlio unico, muse, angeli, profeti... -, alcuni politicamente scorretti, altri meno, alcuni buffi e divertenti, altri più seri e indubbiamente interessanti (a meno che già partiate con molti pregiudizi); probabilmente ad un primo sguardo questi concetti appaiono solo come una confusa accozzaglia di vedute mitologiche/religiose, ma in realtà in "Dogma" niente è lasciato al caso. Ogni personaggio ed ogni situazione fanno riferimento in qualche modo a culture diverse e la narrazione, che si evolve in modo leggero ma coinvolgente, lascia anche ampio spazio a riflessioni su Dio, sull'uomo e sulle religioni (cattolicesimo in primis).
Ho letto su uno dei tanti forum di cinema che "Dogma" è un film anti-cattolico. Ora, non ricordo chi ha scritto questa cosa o che età avesse, ma mi pare chiaro che del film non ha capito niente. "Dogma" non è per niente anti-cattolico, anzi proprio il contrario, è un film che mette in evidenza i veri valori del cattolicesimo e accusa ogni falsificazione di questa religione; mette bene in evidenza la differenza fra cattolicesimo e Chiesa, fra credere e fare qualcosa perché siamo abituati o perché ci è stato detto così; vedere a questo proposito la ridicolizzazione del cardinale, personaggio senz'altro negativo, che gioca a minigolf con mazza e calice della comunione e a cui importa solo sponsorizzare la sua chiesa per riempirla di gente, tanto da arrivare a promuovere l'iniziativa Cattolicesimo Wow (con tanto di Gesù compagnone); vedere anche l'accusa verso tutti coloro che vanno in chiesa e poi si annoiano pensando ad altro e lo fanno solo per abitudine; e la lista non finirebbe qui, ma vi lascio la libertà di scoprire tutti questi riferimenti da soli.
Ci sono inoltre diversi spunti che indirizzano lo spettatore verso altri svariati ragionamenti religiosi e non, tra cui alcuni inerenti concetti discutibili come l'indulgenza oppure eventuali distorsioni della Bibbia (a tal proposito rimando anche a diversi libri, tra cui Gesù non l'ha mai detto di Bart D. Ehrman), indecifrabili posizioni della Chiesa di fronte a tragedie come l'Olocausto o paradossi di una religione che vede un Dio buono e misericordioso che per esempio distrugge intere città, sterminandone la popolazione o che uccide i primogeniti dei nemici del popolo eletto.
Strettamente a livello filmico, nonostante la lunghezza della pellicola, il ritmo non manca e, anche se meno presente rispetto a "Clerks - Commessi" o a "Generazione X", il tasso ironico è comunque tenuto alto (soprattutto dall'accoppiata Jay + Silent Bob). Da notare anche il cambiamento nella scelta della colonna sonora: non più pezzi rock, ma adatte musiche del compositore Howard Shore ("Il silenzio degli innocenti" e moltissimi altri).
Rispetto ai primi film del regista di Red Bank, il cast conta nomi decisamente più famosi - il mediocre Matt Damon/Loki, il passabile Ben Affleck/Bartleby, la scarsa Salma Hayek/Serendipity, e i tutto sommato bravi Chris Rock/Rufus, Linda Fiorentino/Bethany e Alan Rickman/Metatron -, senza però rinunciare anche a svariate vecchie fiamme - Jay e Silent (Zittino da noi) Bob su tutti, ma anche Azrael/Jason Lee ("Generazione X") e i due clerks: Brian O'Halloran (Grant Hicks, il giornalista del tg) e Jeff Anderson (il venditore di armi) -.
Quindi "Dogma" non è un capolavoro, su questo siamo d'accordo, ma è comunque qualcosa di nuovo che Kevin Smith ha sperimentato, pur non abbandonando completamente lo spirito dei film che l'hanno portato al successo. Non è un film privo di difetti (comprese alcune cose secondo me esagerate o di cattivo gusto, come per esempio il Golgotiano), ma non si può non premiare il coraggio del regista con cui ha portato in vita un prodotto di questo genere.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti
Martina Macchi  n.v.

Commenti (1)

  1. Commento inserito da Lemke:

    film caotico ma godibile, uscito con anni di ritardo in italia per non urtare le coscienze cattoliche (ma non si diceva ” libera chiesa in libero stato”, un tempo?). Non è un capolavoro, ma diverte. Kevin Smith ha fatto poche volte di meglio e spessissimo di peggio.

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