Auto focus
AUTO FOCUS
id.

2002 - 107 minuti
Regia: Paul Schrader
Sceneggiatura: Michael Gerbosi
Cast: Greg Kinnear, Willem Dafoe, Maria Bello
Nel 1978 Bob Crane viene trovato morto in una camera d'albergo. Al pubblico italiano questo nome non dirà più di tanto, ma negli States lo stesso identico nome animò almeno per due decenni la neonata televisione. Prima conduttore radiofonico, Crane diventò celebre grazie al ruolo da protagonista nella serie Gli eroi di Hogan. Durante le riprese del serial il nostro protagonista conosce però John Carpenter, un tecnico video nonché distributore affiliato della Sony. I due presto diventeranno intimi e Carpenter spingerà Crane a diventare un vero e proprio malato del sesso, che adesca ragazzine per poi filmarle durante le performance e rivedere i video per eccitarsi. Crane cade quasi inconsciamente dal podio sul quale era salito: gli insuccessi sono troppi, le parti assegnate troppo poche.
Il divorzio con la moglie non fa altro che aggravare la situazione. Bob Crane taglia il filo con Carpenter ma lui lo ucciderà. Sebbene non sia mai stato condannato.
Il regista Paul Schrader, per dirigere "Auto focus", parte dalla biografia di Bob Crane per ritornare sui discorsi moralistici (intendetelo nel migliore dei modi) che gli sono tanto cari. Schrader è da sempre affascinato dalle parabole discendenti e in questo caso affronta il tema scottante del sesso nell'America degli anni '50/'60/'70 rapportato al mondo dello showbiz come scusante per poterci parlare degli uomini e dei loro vizi. Ma la marcia in più della pellicola è la lettura tecnologica che si fa del vizio. Crane non avrebbe potuto fare tutto ciò che ha fatto se non fossero state inventate le videocamere amatoriali, le piattaforma amatoriali per il montaggio ed infine i videoregistratori. Anche i vizi sono figli dei tempi in cui vivono (e non stupiamoci quindi dei video porno girati con i videofonini). La messa in scena di Schrader è stilisticamente apprezzabile soprattutto per le ottime scenografie. Importante per la narrazione
anche la fotografia cromaticamente satura (nel primo tempo) e monocromatica (nel secondo). Buona la regia, soprattutto nel finale (la telefonata tra i due amici è qualcosa di tremendamente angosciante) dove la paranoia e la paura di Bob sono portavoce di uno stile sfocato, frammentario, vero. Bella la colonna sonora vintage di Angelo Badalamenti.
Ottime le due interpretazioni principali. Greg Kinnear ha la faccia da padre di famiglia e da marito fedele, ma ha negli occhi quel pizzico di follia che gli fanno fare il salto di qualità. A Willem Dafoe la follia di certo non manca e il personaggio di Carpenter non fa altro che accentuarla ulteriormente. Personaggi femminili inconsistenti.
"Auto focus" è un biopic che strizza l'occhio ai recenti "Prova a prendermi" e "Confessioni di una mente pericolosa" grazie ad un approccio accattivante alla storia, ma che si discosta da essi sia per intreccio che per funzione morale.
Auto focusRecensito da Matteo Contin3,5
Questa e' l'opinione di
Matteo Contin. I pareri del resto dello staff:
| Maurizio Macchi | n.v. |
Marta Mischiatti | n.v. | Matteo Ruzza | n.v. | | |
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