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Amore e guerra

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AMORE E GUERRA
Love and death

Francia/Usa, 1975 - 85'

Regia: Woody Allen
Sceneggiatura: Woody Allen
Cast: Woody Allen, Diane Keaton, Georges Adet

Ma dico, se il titolo originale è Love and death, perché il film in Italia si deve chiamare "Amore e guerra"?! A qualcuno non viene in mente che il senso potrebbe non rimanere lo stesso? Non sarebbe bastata un semplicissima traduzione letterale? Boh, sarò io che forse mi fisso troppo su questi particolari, ma questa cosa ancora non riesco a capirla...
Comunque, passiamo direttamente al punto, "Amore e guerra", film del 1975 scritto e diretto da Woody Allen. Nel cast lo stesso Allen e la sua musa dell'epoca, la bella Diane Keaton.
Il film è ambientato in una Russia minacciata dall'avanzata dell'esercito di Napoleone e Boris (Allen), un goffo e pacifico figlio della Madre Patria, viene riluttantemente arruolato per combattere. Lui è segretamente innamorato di sua cugina Sonia (Keaton) ma lei, dopo la sua partenza, sposa (con non troppa convinzione) un altro e inizia ad avere un'infinità di amanti. Dopo qualche tempo Boris torna e lei, vincolata da una promessa, è costretta a sposarsi per l'ennesima volta. Quando poi giunge la notizia che Napoleone dà un ricevimento per i suoi generali e i suoi alleati in terra conquistata, ai due (a dir la verità Boris è riluttante anche in questo, è Sonia a prendere l'iniziativa) viene l'idea di assassinare l'imperatore.
Parrebbe quasi la descrizione di un film storico un po' fuori dalla norma, ma non è così. Tutta questa trama non è altro che la base su cui sviluppare la vera essenza della pellicola. Quindi tenete presente quelle righe più sopra ed ora aggiungeteci una notevole quantità di ironia, sarcasmo, situazioni e freddure esilaranti e avrete il quadro complessivo di questo film. Anzi, in realtà no, manca ancora qualcosa. Bisogna anche dire che, anche se lo potrebbe sembrare, il film non è (solo) un film comico: in quegli anni nel cinema di Allen stava maturando una certa importanza anche nei significati; più volte, dopo questo film, Allen è ritornato su diversi dei temi toccati (già dagli immediatamente successivi "Io e Annie" e "Manhattan").
Sicuramente questo è il suo film più spassoso, è divertentissimo in ogni singola battuta, in ognuna delle sue impensabili e sfacciate gag. Contiene inoltre un'infinità di citazioni letterarie, cinematografiche, politiche e chi più ne ha più ne metta, praticamente un'autentico paradiso per cinefili e lettori più incalliti. Non sarebbe giusto privarvi del piacere di assaporare tutta la genialità di questo film, ma voglio comunque citarne, in questo contesto, la satirica danza con la morte direttamente parodiata da "Il settimo sigillo" di Bergman (regista ammiratissimo da Allen).
L'irrefrenabile comicità, pur rimanendo sempre personale e intelligentemente raccontata, è spesso ripresa dal cinema dei fratelli Marx (pensate per esempio alla scena dell'incontro di Boris, Sonia e Napoleone, ma anche solo il personaggio di Allen è fortemente esplicativo).
E' importante però far notare anche l'eccelso lavoro di doppiaggio. Trasporre dialoghi di questo tipo non è per niente facile, ma anche in italiano, grazie alle ottime traduzioni e voci, questi rendono comunque molto bene.
Da un regista geniale, un film geniale. Fra i suoi migliori.

Questa e' l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin
Marta Mischiatti  n.v.
Matteo Ruzza  n.v.

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Ci sono 1 commento | Inserisci un commento

  1. Commento inserito da Wast:

    molto piacevole, l’ambientazione storica fornisce una marcia in piu’ a questo film!

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