Fast & furious 8

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FAST & FURIOUS 8
The fate of the furious


2017 - 136 minuti

Regia: F. Gary Gray
Sceneggiatura: Chris Morgan
Cast: Vin Diesel, Dwayne Johnson, Jason Statham

Ottavo capitolo, il primo senza il compianto Paul Walker, "Fast & furious 8" è diretto da F. Gary Gray, quinto regista a realizzare un film della serie F&F. Internazionalmente intitolato The fate of the furious, questo nuovo episodio si pone la domanda di quale sarà - appunto - il destino di Dominic, ora che Brian e Mia sono immutabilmente usciti di scena. Qual è, ora, il senso delle automobili e delle corse per Toretto? Ad un certo punto anche la nuova antagonista, Cipher (Charlize Theron), pone Dom davanti a questo interrogativo. E' per gli amici o per la famiglia? O è per la sempre meno menzionata, anzi, forse addirittura sbiadita passione di correre per sentirsi libero?
Il quesito è evidentemente metacinematografico, dato che ora è già da un pezzo che molti cominciano a chiedersi che senso ha aver portato questa saga a questo discutibile livello e a questa discutibile longevità (che di certo aumenterà ancora con due ulteriori sequel). Peccato che però, purtroppo, Gray evita volutamente di cercare una risposta credibile alla domanda e si concentra invece sull'ennesimo modo per proseguire ancora, ancora e ancora in una narrazione che oramai inizia a non aver nulla da invidiare a quelle delle più secolari telenovele.
La sceneggiatura del solito Chris Morgan si fa quindi venire l'idea di prendere l'iconico protagonista, Toretto, ed impiegarlo come villain. In effetti, dopo essersi inventati cattivi di tutti i tipi, lui è l'unico che potrebbe mettere in difficoltà il suo stesso team. Per questo Petty, il Signor Nessuno (Kurt Russell), è costretto a convocare Luke Hobbs (Dwayne Johnson, con cui Vin Diesel ha avuto parecchi diverbi sul set) e persino il Deckard Shaw (Jason Statham), il temibile antagonista di "Fast & furious 7", per aiutare Letty (Michelle Rodriguez), Roman (Tyrese Gibson) e tutti gli altri a capire il perché del tradimento di Dom.
Gray, che nella sua carriera aveva già avuto a che fare sia con numerosi thriller (tra cui uno, "Il risolutore", con Vin Diesel) che con un action-movie automobilistico ("The italian job", peraltro con gli stessi Theron e Statham), instilla dunque in "Fast & furious 8" tutti i difetti che avevano già avuto gli ultimi due capitoli della serie, e cioè il totale abbandono della vecchia personalità da racer di Toretto & co. e il suo focus nei confronti di una trama action-thriller che fa sì grande impiego di auto truccate e di svariati altri veicoli (moto, aerei, carri armati, e questa volta addirittura un sottomarino!), ma che comunque punta soprattutto a quell'azione calcata ed implausibile à la M:I.
Per questo la pellicola ancora una volta delude per la sua incapacità di rinnovarsi ed uscire da questo genere che ha fatto suo, un genere che delude sia i fan dei primi film (amanti del tuning e delle gare clandestine), sia quelli degli action-movie (che non hanno modo di reputarlo diverso o più originale di mille altri prodotti di questo tipo). Alcune sequenze sono spettacolari (lo scontro a New York, ad esempio), ma dal punto di vista narrativo inizia ad essere frustrante dover accettare davvero ogni cosa: non c'è più la minima traccia della passione che trapelava dai primi episodi ed ormai, per lo spettatore, è tutto un dover subire spacconate infantili o stupide situazioni ben oltre il limite del credibile.
Di buono la sceneggiatura ha però alcuni significativi raddrizzamenti su sottotrame che, col tempo, si erano trovate ad essere - per un motivo o per l'altro - un po' scomode: stiamo parlando, ad esempio, dell'interrotto rapporto fra Dom e Letty e del temporaneo inserimento di Elena (Elsa Pataky), dei singoli nodi relativi ai fratelli Shaw (qui coerentemente uniti) o del definitivo addio di Brian. Certo, alcune forzature appaiono sempre molto discutibili, ma dato che i prossimi sequel saranno inevitabili (anzi, oltre ai due sequel, ci sarà anche - sigh! - uno spin-off incentrato su Hobbs e Shaw), speriamo che queste soluzioni possano comunque gettare qualche buona base su cui costruire qualcosa di nuovo, differente o in qualche modo interessante.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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