Oceania

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OCEANIA
Moana


2016 - 107 minuti

Regia: Ron Clements, John Musker
Sceneggiatura: Jared Bush
Cast: -

Uscito nel 2016, stesso anno in cui già la Disney aveva distribuito "Zootropolis", "Oceania" è il 56.o Classico Disney ed è ambientato nel Pacifico meridionale. La protagonista è Vaiana, figlia del capo-villaggio della piccola isola di Motu Nui, uno spirito libero che non ha nessuna intenzione di raccogliere l'eredità del padre, ma che invece desidera partire, navigare al di là del reef, per vivere avventure solo immaginate. E l'Oceano le darà la possibilità.
La pellicola è diretta dai veterani Ron Clements e John Musker, autori di classici come "La sirenetta", "Aladdin" e molti altri, fino al più recente "La principessa e il ranocchio". Per loro "Oceania" è il primo film in CGI, tra l'altro tecnicamente ottimo nella realizzazione computerizzata (l'unica animazione tradizionale è quella dei tatuaggi di Maui).
La protagonista, come detto, è Vaiana, personaggio che incarna l'ennesima particolare attenzione posta dalla Disney al genere femminile, di rappresentazione sempre meno convenzionale e sempre più emancipata. Siamo sostanzialmente di fronte al connubio fra le influenze Pixar subite dalla Disney (a partire da "Rapunzel - L'intreccio della torre") e la fiaba tipicamente Disney, che con "Frozen - Il regno di ghiaccio" ha avuto un boom tale che l'eco si fa sentire ancora a distanza di più di tre anni.
D'altronde la parentela di "Oceania" col film di Chris Buck e Jennifer Lee è evidente. Entrambi hanno la forma di fiaba con forti componenti mitologiche (là scandinave, qua del Pacifico), in entrambi l'aspetto grafico è comune (soprattutto nell'estetica dei personaggi, come Elsa e Vaiana), entrambi investono molto sull'inserimento di brani musicali, tra cui uno di punta (qui c'è How far I'll go, pronto a seguire la scia di successo di Let it go).
Ma la pellicola di Clements e Musker, più che figlia diretta, è la sorella di "Frozen - Il regno di ghiaccio". Infatti, "Oceania" non è una sua pura derivazione, bensì una rielaborazione di pari livello di tematiche diverse. E' vero che con Vaiana prosegue la ridefinizione di principesse sempre più informali, è vero che i due film si somigliano molto in alcuni tratti dell'impostazione narrativa, ma, attingendo più dall'esperienza Pixar che da quella Disney, per "Oceania" non si punta primariamente sulla trattazione di temi come l'amore o l'amicizia. Certo, c'è anche questo, ma il centro del racconto sono soprattutto la curiosità e il coraggio della protagonista, il suo non aver paura di andare contro le regole, la sua fatica a sottostare alla protettività paterna: come a un certo punto dice a Maui (una spalla tra l'altro più caratterialmente complessa e psicologicamente coinvolgente di quanto potrebbe sembrare a prima vista), lei non è una principessa, ma è solo la figlia del capo del villaggio e il unico suo desiderio è quello di affrontare il mare aperto per poter riportare indietro il cuore della dea Te Fiti e ridare così speranza al proprio popolo.
Il suo viaggio è, nel divertimento e nelle difficoltà, un percorso di crescita, di conquista dell'età adulta, della forza per assumersi le proprie responsabilità. La trama è lineare ed alquanto prevedibile, ma appunto forte della capacità di raccontare con intelligenza tutto ciò, e, a fronte di una prima parte spenta e poco interessante, lo è soprattutto nella seconda metà, quando la pellicola guadagna ritmo, ironia e sentimento.

Curiosità: Il nome nonché titolo originale della protagonista, Moana, non è stato modificato in Italia, come si potrebbe pensare, per un eventuale rimando alla pornostar Moana Pozzi, bensì in gran parte dell'Europa per motivi di copyright.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi

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