L'impero e la gloria

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L'IMPERO E LA GLORIA
Myeong-ryang


2014 - 126 minuti

Regia: Han-min Kim
Sceneggiatura: Cheol-Hong Jeon, Han-min Kim
Cast: Min-sik Choi, Jin-woong Jo, Seung-ryong Ryu

In italiano il titolo del quarto film del sudcoreano Han-min Kim è "L'impero e la gloria". Questa è però una scelta di adattamento demenzialmente generica dell'originale Myeong-ryang, traslitterazione anglofona di Myeongnyang, lo stretto che diede il nome all'omonima battaglia avvenuta nel 1597 fra le flotte giapponese e coreana. Anzi, parentesi - a voler essere precisi, all'epoca la Corea non esisteva ancora e si chiamava Joseon, dal nome della dinastia che salì al potere alla fine del XIV secolo e che spostò la capitale a Seul (allora conosciuta come Hanyang). Chiusa parentesi.
Figura centrale della battaglia di Myeongnyang fu l'ammiraglio Sun-sin Yi, eroe nazionale coreano che nel film è interpretato dal grande Min-sik Choi ("Oldboy"). Yi, con la sua ammiraglia e le sue appena dodici navi al seguito, sfruttò magistralmente le caratteristiche morfologiche dello stretto e delle sue correnti, tenendo testa alle centinaia di navi della flotta nipponica (stime dicono fra 120 e 330) ed assicurandosi infine la vittoria.
Spezzando nettamente in due la narrazione, Kim prima introduce la situazione storica, i personaggi, la loro appartenenza agli eserciti coinvolti e la loro caratterizzazione, e poi proietta lo spettatore in un lungo racconto della battaglia. Rispetto ai frangenti preparatori (che, in effetti, sono i più difficoltosi da seguire), il regista è molto più in gamba a realizzare le sequenze belliche, messe in scena in maniera altamente immersiva. La battaglia occupa infatti, ininterrottamente, più della metà della durata complessiva del film: con grande potenza vengono rappresentati Yi, le sue decisioni, le sue geniali strategie e tutte le incalzanti fasi dello scontro, magnificamente dipinto nell'azione e nella resa tecnica (costumi, effetti speciali).
Rispetto ad un recente riferimento fra i war-movie storici orientali, e cioè il doppio La battaglia dei tre regni di John Woo, "L'impero e la gloria" è sicuramente inferiore, in quanto le vette delle parti belliche di Woo non sono raggiunte. Kim, però, a differenza della particolareggiata concretezza di Woo, compie la scelta molto personale di sforare a tratti nell'iperrealismo, così da amplificare sullo spettatore l'impatto della figura di Yi, coi suoi rigidissimi codici e valori di onore, obbedienza e spirito di sacrificio.
Per questo, in effetti, la pellicola è qua e là narrata con diversi didascalici patriottismi, ma, comunque, il gran senso dell'azione che esalta il fine ingegno tattico dell'ammiraglio e celebra il suo indomito eroismo, alla fine è quello che prevale su tutti gli altri possibili difetti.
Costato 11 miliardi di won sudcoreani (circa 9 milioni di euro), "L'impero e la gloria" è ad oggi il film più visto di sempre in Corea del Sud (ha superato anche il precedente detentore del record, "Avatar"). Complessivamente, in Corea ha incassato 110 miliardi di won (90 milioni) e, nel mondo, un totale di 135 miliardi di won (110 milioni).

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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