Independence day - Rigenerazione

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INDEPENDENCE DAY - Rigenerazione
Independence day: resurgence


2016 - 120 minuti

Regia: Roland Emmerich
Sceneggiatura: Nicolas Wright, James A. Woods, Dean Devlin, Roland Emmerich, James Vanderbilt
Cast: Liam Hemsworth, Jeff Goldblum, Maika Monroe

Sono passati vent'anni da quel 1996 in cui usciva e in cui era ambientato "Independence day", vent'anni trascorsi sia nella realtà che nella finzione. Ora Roland Emmerich firma il sequel, "Independence day - Rigenerazione", che narra del ritorno degli alieni sulla Terra, per prendersi la rivincita della sconfitta del Giorno dell'Indipendenza ed annientare la razza umana per sempre.
Rincorso per parecchio tempo dalla produzione, uno dei vecchi e più importanti protagonisti, Will Smith, alla fine non si è unito al cast, che risulta notevolmente inferiore a quello del primo film. Diversi vecchi caratteri vengono ripresi (il David Levinson di Jeff Goldblum con suo padre Julius, intepretato da Judd Hirsch, l'ormai ex-presidente Whitmore di Bill Pullman, i dottori Okun e Isaacs rispettivamente di Bren Spiner e John Storey), ma il grosso dello spazio viene lasciato ai giovani e mediocri protagonisti (Liam Hemsworth, Jessie Usher, Maika Monroe).
Come atteso, gli effetti speciali sono tantissimi e scenografici, persino più esagerati di quelli di "Independence day", tant'è che vi hanno collaborato ben nove aziende diverse (tra cui Weta Digital, Digital Domain, Image Engine e Scanline VFX). In compenso, fra mastodontiche astronavi di tremila miglia di diametro e caotiche battaglie fra sciami di caccia, "Independence day - Rigenerazione" non può vantare null'altro. Esso infatti, soprattutto in confronto al suo predecessore, diverte veramente poco e intrattiene di rado.
Emmerich realizza un blockbuster che in alcuni passaggi è anche godibile, ma che purtroppo - ed è un errore grave - in molti tratti non è minimamente fedele allo spirito dell'originale. In molte occasioni, infatti, il film, nonostante l'ironia che alcune gag sollevano, si prende narrativamente davvero troppo sul serio, abbandonando tutta l'umiltà e il senso di b-movie moderno che permeava la pellicola del 1996. Così facendo, il risultato è un qualcosa sì di spettacolare, ma senza dubbio anche di tremendamente frivolo (e che addirittura cade qua e là in un certo trash involontario).
Peraltro quel poco di narrazione che si potrebbe salvare è incessantemente spezzato da dei terribili riempitivi, proposti dalla sceneggiatura in maniera a dir poco ostinata: stiamo parlando di tutti quei siparietti con gli odiosi personaggi di Rosenberg e Umbutu, il pedante ruolo del padre di David con tutta la comitiva dello scuolabus appresso, o tutta la parte con Jake & co. prigionieri nella nave madre degli alieni.
Per chi si chiedesse perché il finale è così aperto, è perché Emmerich ha previsto un ulteriore sequel, che dovrebbe vedere la luce nel 2018.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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