Captain Fantastic

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CAPTAIN FANTASTIC
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2016 - 118 minuti

Regia: Matt Ross
Sceneggiatura: Matt Ross
Cast: Viggo Mortensen, George MacKay, Frank Langella

Ben Cash e Leslie, sua moglie, tempo fa decisero di allontanarsi dalla società, nei cui vuoti valori consumistici non si erano mai identificati. Per stare lontani dal capitalismo, dalla globalizzazione, dalla mitizzazione dei beni materiali, i due si trasferirono in una delle grandi foreste dello stato di Washington, vivendo in una casetta costruita con la legna da loro abbattuta, mangiando frutta e verdure da loro coltivate e carne da loro cacciata. Anche l'educazione dei loro sei figli è avvenuta lontana dalle scuole americane, rigidissima, fatta di un duro addestramento fisico e di uno spinto insegnamento culturale libero da ogni preconcetto.
L'attore Matt Ross, interprete di ruoli secondari ne "L'esercito delle 12 scimmie", "American psycho" e altri, forse più noto per i suoi lavori televisivi (Big love, Magic city, American horror story), aveva esordito alla regia nel 2012 con "28 hotel rooms" e quattro anni più tardi firma la sua seconda pellicola, "Captain Fantastic". Per il soggetto di quest'ultimo Ross ha tratto in parte ispirazione dalla propria famiglia: sua madre, infatti, è stata una hippie in una piccola comunità indipendente in Oregon.
Vivacemente sopra le righe nel tono e nello stile, "Captain Fantastic" è un indie-movie tendenzialmente drammatico ma con alcune punte caricaturizzate che, nonostante la serietà degli argomenti (il lutto, l'affidamento dei figli), sconfinano anche nell'ironia. Il linguaggio cinematografico è qua e là naif, ma in parecchi frangenti dimostra comunque una significativa maturità, una grande coltezza e una appagante ricchezza di rimandi (Ben e i suoi figli celebrano la nascita di Noam Chomsky e leggono George Eliot, Nabokov, Spiegelman, Dostoevskij).
I temi centrali sono molti, ma "Captain Fantastic" è un film che è più bravo a fare domande che a dare risposte. Ross difatti, attraverso i paradossi della narrazione nati dall'obbligato confronto della famiglia Cash col mondo - cosiddetto - reale, spinge lo spettatore a riflettere sul mondo di oggi e su ciò che l'uomo è e dovrebbe essere. Ci sarà chi apprezza Ben per il suo amore per i suoi cari e che lo disprezza per i blasfemi comportamenti nei confronti dei cristianissimi suoceri. Oppure ci sarà chi lo apprezza proprio per questa blasfemia che lo porta ad essere coerente con le volontà della moglie e che lo disprezza per alcuni limiti oltre i quali si spinge nell'educazione dei figli. Perché "Captain Fantastic" parla di tutto questo: famiglia, formazione, società - temi attraverso i quali intavola un pensiero approfondito a proposito dei valori del mondo occidentale, un mondo con evidenti problematiche educative, comportamentali e relazionali.
Analogamente al racconto, anche il protagonista, interpretato ottimamente da Viggo Mortensen, è paradossale e contraddittorio - estremo ma intelligente, eccentrico ma amorevole, quindi molto complesso e non univocamente categorizzabile. Infatti provate a rispondere a questa domanda: Ben è un buon padre oppure no?
Domande, appunto, senza risposta. Ma che muovono forti riflessioni.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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