Exiled

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EXILED
Fong juk


2006 - 110 minuti

Regia: Johnnie To
Sceneggiatura: Kam-Yuen Szeto, Tin-Shing Yip
Cast: Anthony Chau-Sang Wong, Francis Ng, Nick Cheung

Macao, 1998. Nella città, ultima colonia europea in Asia la cui sovranità sta passando dal Portogallo alla Cina, giungono Tai e Cat, due killer col compito di difendere l'amico Wo, perseguitato dall'agguerrito boss Fay. Anche altri due killer, Blaze e Fat, anch'essi amici d'infanzia di Wo, sono sulle sue tracce, col compito però di ucciderlo. Inutile dire che il mandante è proprio Fay.
Un uomo e due coppie di sicari che lo hanno come obiettivo, tutti amici di lunga data. Professionalità e sentimenti, contrapposti in una terra di nessuno, una terra in cui i protagonisti sono esiliati in una città che sta cambiando. Da oltre quattrocento anni portoghese ed ora improvvisamente cinese, Macao si trova ad essere di colpo un limbo sospeso di persone, architetture e stati d'animo. E' il terreno perfetto per il rincontro e, potenzialmente, per lo scontro di personaggi che appartengono ad una società ormai in declino, destinata, se non a scomparire, perlomeno a mutare radicalmente. A quali valori si affideranno?
Il regista hongkonghese Johnnie To costruisce, con "Exiled", un film fortemente malinconico, sia narrativamente che stilisticamente, sin dal primo momento mesto, cupo e molto spietato coi suoi protagonisti, interpretati ottimamente da Anthony Wong, Francis Ng, Roy Cheung e Suet Lam. Curiosamente, questi attori sono gli stessi di un precedente lavoro di To, "The mission" - con cui comunque "Exiled" non ha niente a che fare.
Sebbene la pellicola sia un gangster-movie orientale sulla lealtà e su un'amicizia fortissima, il tratto nostalgico dominante lo avvicina parecchio anche al western della seconda metà degli anni '60. Quest'intenzione di accostamento di To è lodevole e molto funzionale allo stile generale del prodotto, che infatti trae beneficio tanto dalla cupezza del Peckinpah de "Il mucchio selvaggio" (l'omaggio è evidente!), quanto alla violenza sopra le righe e all'umorismo nero dei precedenti western all'italiana.
Il regista alterna peraltro sia toni (dramma e ironia), sia ritmi (action e credibile approfondimento emotivo). Il risultato è un racconto coinvolgente, che sa esplorare benissimo la dimensione elegiaca della storia e delle tematiche, ma che sa anche regalare allo spettatore almeno tre o quattro eccellenti sequenze di cruenta azione, tipicamente hard boiled, realizzate attraverso un'intelligente senso estetico.
"Exiled" è stato presentato come film in concorso alla 63.a edizione della Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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