Ted 2

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TED 2
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2015 - 115 minuti

Regia: Seth MacFarlane
Sceneggiatura: Seth MacFarlane, Alec Sulkin, Wellesley Wild
Cast: Mark Wahlberg, Amanda Seyfried, Jessica Barth

Non doveva succedere, ma è successo ancora. Tra l'altro con un risultato persino peggiore del precedente. Sì, perché per la Universal era inevitabile che, dopo il gran successo di pubblico di "Ted", se ne sarebbe dovuto realizzare un sequel, e per il poliedrico Seth MacFarlane era altrettanto inevitabile produrre, scrivere, dirigere ed interpretare anche questo film numero due. Il problema è che, se già il primo capitolo era divertente ma imperfetto, qui si parte da subito con meno aria di novità, meno aspettative, meno idee, meno irresistibilità. Ed anche meno Mila Kunis: costretta a dare forfait perché incinta, l'attrice di origini ucraine è infatti stata sostituita - attraverso un banale escamotage narrativo - da Amanda Seyfried ("Mamma mia!").
"Ted 2", in cui il John di Wahlberg cede centralità in favore del peluche parlante del titolo, è un film evidentemente meno sentimentale del suo predecessore e che, forse inutilmente, concentra invece il suo tema centrale sul serioso discorso dell'accettazione di Ted come persona, e quindi del riconoscimento dei suoi diritti civili. Ted si trova al contempo in tribunale, per dimostrare di non essere un bene e poter così riconquistare il suo lavoro e il suo matrimonio, e in fuga dalle grinfie del solito, invidioso Donny, che ha stretto un malvagio accordo nientemeno che coi piani alti della Hasbro (!).
Lo stile ironico generale è - ovviamente - ancora una volta quello surreale ed irriverente dei cartoon creati da MacFarlane (I Griffin, American dad!), ma, nonostante i buoni tempi comici, alla fine la pellicola risulta così così e le battute veramente divertenti si contano sulle dita di una mano. Il politicamente scorretto di MacFarlane, peraltro, vince solo fino ad un certo punto (stesso difetto che aveva anche "Ted"), e invece, paradossalmente, non sono quel tipo di gag a coinvolgere alla fine chi guarda, bensì quelle più incentrate su satira e parodie della cultura pop. Tantissime e in tutte le salse, esse si presentano frequentemente in ogni situazione narrativa, tant'è che, alla fine, quasi viene da pensare che a MacFarlane è caduto in testa uno scaffale di dvd di Kevin Smith.
L'approccio generale, sempre estremamente cazzone, a questo giro diventa infatti anche significativamente ben più nerd di quello di "Ted" e conduce lo spettatore in moltissime citazioni ironiche su cinema, fumetti, cartoon e serie televisive vecchie e nuove (contate che poi tutta l'ultima parte è ambientata al Comic-Con di New York!). Inoltre, legando questi elementi alle fondamentali inesperienze pop-culturali del personaggio della Seyfried e ai soliti camei autoironici di attori, sportivi e showmen (Liam Neeson, Tom Brady, Jay Leno, Jimmy Kimmel e svariati altri), il film finisce sempre col cercare e trovare la battuta o la freddura geek - certo, con risultati a volte buoni e a volte meno.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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