Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet

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LO STRAORDINARIO VIAGGIO DI T.S. SPIVET
The young and prodigious T.S. Spivet

  
2013 - 105 minuti

Regia: Jean-Pierre Jeunet
Sceneggiatura: Jean-Pierre Jeunet, Guillaume Laurant
Cast: Kyle Catlett, Helena Bonham Carter, Judy Davis

In un ranch del Montana vivono il piccolo T.S. Spivet e la sua famiglia: suo padre, cowboy, sua madre, entomologa, e sua sorella, che sogna di diventare Miss Montana. Suo fratello gemello, Layton, invece è morto qualche tempo fa per un incidente col suo Winchester nella rimessa. T.S. è una mente brillante, un inventore, e quando dallo Smithsonian Institute di Washington gli giunge una telefonata per invitarlo a ritirare un premio per la sua macchina del moto perpetuo, il ragazzino si metterà in viaggio verso la capitale.
La trama de "Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet" è una trama esile e nemmeno troppo interessante e ciò che piuttosto colpisce del film è la capacità di utilizzare il pretesto del viaggio e alcuni elementi narrativi come metafore. Da quando infatti Layton è morto, nessuno in casa Spivet è stato in grado di parlarne: il papà si sfoga con le difficoltà del lavoro rurale, la mamma si rinchiude nello studio degli insetti, la sorella continua a vivere la routine del ranch lamentandosi di quanto fa schifo e T.S. viene lasciato solo, col suo essere diverso (e quindi per gli altri ritardato), ad intraprendere un viaggio di crescita alla fine del quale, fuori contesto, durante il discorso allo Smithsonian, scaricherà tutto il suo dolore.
L'avventura on the road del protagonista comincerà con un'enorme valigia, che abbandonerà per proseguire poi solo con uno zainetto, per poi infine giungere a destinazione senza nulla, a dimostrazione del peso (interiore) che il viaggio gli consentirà di scaricare man mano. Interessante, inoltre, che, come T.S. è l'opposto di suo padre e, più in generale, dell'America dei cowboy e delle armi facili, anche il viaggio è l'opposto di quanto avvenuto durante la conquista del west, cioè avviene verso est.
Lo stile ingenuo e favolesco di Jean-Pierre Jeunet si nota tantissimo, tant'è che a tratti anche "Il favoloso mondo di Amelie" è richiamato molto nell'estetica, nelle invenzioni tecniche e artistiche e nel modo di raccontare - e, come era Parigi, ora sono gli Stati Uniti in cui T.S. si muove a divenire fantastici, surreali, nei quali si incontrano personaggi uno più caricaturale ed iperbolico dell'altro.
Ispirato al romanzo Le mappe dei miei sogni di Reif Larsen e presentato al Festival Internazionale del film di Roma, "Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet" è una pellicola minore nella filmografia di Jeunet, ma è comunque un buon film per famiglie, tant'è che ha ricevuto anche tre nomination ai Cesar 2014.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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