Pan

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PAN - Viaggio sull'Isola che non c'è
Pan

  
2015 - 111 minuti

Regia: Joe Wright
Sceneggiatura: Jason Fuchs
Cast: Levi Miller, Hugh Jackman, Garrett Hedlund

Continua a zompettare fra il classico e il moderno Joe Wright, assumendo ormai definitivamente come suo vero e proprio nuovo stile quel che aveva cominciato a sviluppare negli ultimi anni. I composti formalismi di "Orgoglio e pregiudizio" e "Espiazione" sono infatti rimasti indietro e gli echi anti-tradizionali ricercati fortemente con l'action-thriller "Hanna" ed affinati per fare sperimentalmente il paio con la pregiata letteratura di "Anna Karenina" si trovano anche nel suo adattamento di uno dei più celebri personaggi della narrativa fantastica per l'infanzia: Peter Pan.
"Pan", che Wright ha realizzato per suo figlio Zubin, similmente alla pellicola precedente, rilegge in tono inedito ed innovativo le classicità del materiale originale. Anzi, qui il regista inglese va pure oltre, perché infatti persino la trama viene rielaborata totalmente, ponendosi come prequel delle storie scritte da J.M. Barrie: Uncino non è l'antagonista, ma l'aiutante dell'eroe, Wendy è del tutto assente e il villain è invece Barbanera, capitano dei pirati dell'Isola che non c'è, che vuole sterminare le ultime fate rimaste ed impossessarsi della loro polvere magica.
L'espansione stilistico-narrativa, che trasforma una classica fiaba di inizio '900 in un mondo allineato ai moderni e spesso ipercaotici standard del cinema fantasy, dimostra gran coraggio da parte del regista, che cattura l'attenzione dello spettatore e lo intrattiene in generale abbastanza bene. Dall'altro lato, però, c'è la sceneggiatura di Jason Fuchs ("L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva") che è decisamente non all'altezza: essa si concentra troppo sul fornire una babilonia di spunti, materiali e stili differenti a Wright, tradendo - forse proprio a causa di eccesso di zelo e di ricerca di creatività - tutta la magia e parte del senso del personaggio di Barrie. Tra l'altro, anche se è interessante la Giglio Tigrato di Rooney Mara, lo script pasticcia molto anche con alcuni personaggi, su tutti Barbanera e Uncino (che pare quasi una brutta imitazione di Indiana Jones).
Insomma, l'iniziativa è stimolante ma ci sono troppi alti e bassi, tanto nella riproposizione del approccio globale - per certi versi postmodernista - di Wright, quanto in buona parte dei dettagli, mal bilanciati ed incastrati fra mediocri inseguimenti di galeoni volanti, apparizioni di grotteschi animali, discutibili ingressi in scena con cori di folle che intonano Smells like teen spirit e, nonostante tutto, coinvolgenti ed originali soluzioni estetiche (il flash-back della distruzione delle fate narrato in stile mocap o quello della morte della madre di Peter, in cui l'acqua viene manipolata mediante effetti computerizzati per comporre il racconto).

Curiosità: In fase di casting per il ruolo di Barbanera, poi andato a Hugh Jackman, era stato provinato Javier Bardem. Per quello di Giglio Tigrato invece Lupita Nyong'o e la star di Bollywood Pooja Hedge.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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