Conspiracy - La cospirazione

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CONSPIRACY - La cospirazione
Misconduct


2016 - 106 minuti

Regia: Shintaro Shimosawa
Sceneggiatura: Simon Boyes, Adam Mason
Cast: Josh Duhamel, Malin Akerman, Alice Eve

Ben Cahill (Duhamel) è un giovane e rampante avvocato che, per entrare nelle grazie del cinico e influentissimo avvocato Abrams (Pacino), decide di portare avanti una pesante causa contro il potente Arthur Denning (Hopkins). Acerrimo rivale di Abrams, Denning è il direttore di una casa farmaceutica, la quale commercializza un medicinale che ha causato la morte di decine di persone. La ex di Cahill, che ora è l'amante proprio di Denning, riesce a fornire al ragazzo delle email compromettenti, ma, con una posta così alta in palio, si svilupperanno presto pericolosi giochi e doppi giochi.
"Conspiracy - La cospirazione" è la pellicola d'esordio in cabina di regia per Shintaro Shimosawa, in precedenza produttore di "The grudge" e di The following e con esperienze da sceneggiatore di alcuni episodi di svariate serie (La zona morta, Smallville, lo stesso The following) e di un paio di lungometraggio di scarsa rilevanza.
Il film ha la forma di un legal-thriller con qualche blando rimando noir, ma in realtà utilizza l'ambiente avvocatesco come pretesto per un drama-thriller puro, incorniciato attraverso uno stile netto e pulito. La regia è distinta, compatta, capace di mirare alle giuste atmosfere e persino in grado di concedersi diverse fruttuose ed originali scelte di inquadrature.
Il tutto, purtroppo, sbanda gravemente nella seconda parte, dove, nonostante la regia continui a mostrare davvero poche falle, la sceneggiatura si va invece ad impapocchiare in idee sempre più inverosimili e superficiali, alla ricerca di un qualche non utile e non richiesto colpo di scena. Infatti lo sfilacciamento del film è così evidente, e, di conseguenza, lo spettatore si trova di fronte ad un forte rallentamento del ritmo e ad un'emersione di tutti i difetti che fino a quel momento, grazie alla mano ferma di Shimosawa, erano tendenzialmente riusciti a rimanere nascosti.
Il cast è ricco e con del buon potenziale, ma il risultato non è invece propriamente soddisfacente: Josh Duhamel è pessimo, Malin Akerman e Alice Eve irrilevanti, Al Pacino ed Anthony Hopkins stanchi e marginali. Al contrario, è buona l'intepretazione di Byung-hun Lee, ma l'attore rimane comunque bloccato in un personaggio risibile, forzato e continuamente manierato.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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