La battaglia degli imperi - Dragon blade

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LA BATTAGLIA DEGLI IMPERI - Dragon blade
Tian jiang xiong shi

 
2015 - 103 minuti

Regia: Daniel Lee
Sceneggiatura: Daniel Lee
Cast: Jackie Chan, John Cusack, Adrien Brody

Non è un segreto che, a partire dal II secolo prima di Cristo, i romani e cinesi della dinastia Han avviarono relazioni diplomatiche fra i due imperi, sfruttando l'importantissima Via della Seta per accorciare le distanze fra Roma e Xi'an ed accrescere i commerci fra loro. E' però controversa la sorte di diverse migliaia di legionari che erano al comando di Marco Licinio Crasso e che, una volta sconfitti nella battaglia di Carre (città nel sud dell'attuale Turchia), furono fatti prigionieri dai vincenti parti e, secondo alcune teorie, portati in Margiana, al confine orientale del Turkmenistan odierno. Di loro scomparve ogni traccia, ma alcuni storici sostengono che, una volta liberati dai soldati dell'impero Han, viaggiarono con loro verso est e fondarono infine il villaggio di Liqian (che oggi è la città di Zhelaizhai, nella Cina centrale).
Questa singolare vicenda è l'ispirazione dell'undicesimo film dell'hongkonghese Daniel Lee ("14 blades"), un blockbuster che si intitola "La battaglia degli imperi - Dragon blade" e che, costato più di 430 milioni di yuan (quasi 70 milioni di dollari), è ad oggi una delle pellicole più costose mai prodotte in Cina. Lee ha girato agli Hengdian World Studios di Hengdian (a circa 200 chilometri da Shanghai), nella città di Dunhuang e nel deserto del Gobi.
L'attore protagonista è Jackie Chan ma, dato anche il soggetto narrativo, il regista ha dovuto integrare il cast con interpreti occidentali, cosa non del tutto nuova nella sua filmografia (ricordiamo Michael Biehn in "Dragon squad"), ma che lo porta comunque più che in ogni altro suo lavoro ad avvicinarsi ineditamente al creare una storia e uno stile a cavallo fra Oriente ed Occidente. Nello specifico, fra i vari attori americani o europei ingaggiati, i nomi più noti sono quelli di John Cusack (sebbene, inizialmente, per questo ruolo, Lee avesse pensato a Mel Gibson) e di Adrien Brody.
Ad ogni modo, come dicevamo, il vero protagonista è Jackie Chan, che veste i panni di Huo An, leader dei guerrieri che difendono la Via della Seta, che si adopererà per preservare la pace anche quando il despotico Tiberio, figlio di Crasso, la minaccerà. Tiberio, infatti, è sulle tracce del suo giovane fratello Publio, legittimo erede, e del suo protettore, il generale Lucio, e scatenerà i suoi eserciti contro chiunque cercherà di fermare la sua caccia.
Se, all'inizio, con l'arrivo di Lucio ai Cancelli delle Oche Selvatiche, la trama è alquanto lineare, col procedere del racconto la narrazione si arricchisce, coinvolgendo le non poche fazioni che si troveranno coinvolte nella battaglia del titolo. Incontri, alleanze e scontri fra han, romani, unni, indiani bianchi, uiguri, mongoli, parti e svariate altre frange di popoli, rendono la seconda parte della storia più epica, movimentata e - cosa molto positiva - pure affiancata nell'azione da una certa emotività. I personaggi sono parecchio affettati, ma i rapporti che nel frattempo vengono fatti evolvere fra di loro riescono, difatti, a costruire al film un discreto lato drammatico. Peraltro, quest'ultimo sarebbe potuto essere anche migliore, dato che, per il cut rivisto per il mercato americano ed europeo, lo spazio narrativo è stato purtroppo tagliato di una mezz'ora abbondante.
Alla fine, sebbene in alcuni punti si smorzi per la parziale perdita di controllo del mix di Oriente ed Occidente dovuta alla non esattamente costante sceneggiatura di Lee (non nuovo a danneggiare i propri lavori per problemi di script), "La battaglia degli imperi - Dragon blade" si dimostra tuttavia un insolito e valido wuxia-peplum d'azione.
Jackie Chan, a cui il regista ha affidato anche le coreografie dei combattimenti, fa anche qui un buon lavoro, e anzi, in generale, è infatti lo stile globale della pellicola a rimanere apprezzabile grazie alle scenografie dello stesso Daniel Lee, alla fotografia di Tony Cheung ("La vendetta della maschera nera"), ai costumi e all'equilibrata cura messa nella ricostruzione delle tattiche militari.

Curiosità: Il film, che è la prima produzione cinese per John Cusack, non lo è invece per Adrien Brody, che nel 2012 aveva già avuto un piccolo ruolo in "Back to 1942" di Xiaogang Feng.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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