La canzone del mare

(1 voti)
Loading ... Loading ...
Valutazione dei visitatori:   

LA CANZONE DEL MARE
Song of the sea

    
2014 - 93 minuti

Regia: Tomm Moore
Sceneggiatura: Will Collins, Tomm Moore
Cast: -

Quando, nel 2010, il suo "The secret of Kells" aveva ricevuto la nomination all'Oscar per il Miglior Film d'Animazione, Tomm Moore si era visto soffiare l'ambita statuetta dal comunque innegabilmente meritevole "Up". Cinque anni più tardi, sempre seduto sulle poltrone del Kodak Theatre di Los Angeles, il regista irlandese ha atteso ancora l'assegnazione dello stesso premio, al quale era nominato con "La canzone del mare" - premio che però, alla fine, è invece andato a "Big hero 6".
Tuttavia, lontano dai successi commerciali dei cartoon americani e ben più affine all'arte dettagliata, intima ed emozionante dell'animazione orientale (ovviamente stiamo pensando in primis a quella dello Studio Ghibli), questo nuovo film di Moore è anch'esso un prodotto eccellente, magico, che, attraverso una semplice ma delicata poesia, è in grado di arrivare a sfiorare le corde più recondite dell'animo dello spettatore.
L'estetica è praticamente la stessa del precedente "The secret of Kells", con quello stile particolarissimo, fatto di immagini bidimensionali eppure profonde, sinuose ed affascinanti, che sembrano essere uscite da un bellissimo libro per bambini. Inoltre pure la colonna sonora del parigino Bruno Coulais ("Coraline e la porta magica") contribuisce ottimamente alle atmosfere, che vengono rese in maniera splendidamente sospesa ed evocativa.
L'abbiamo detto: "La canzone del mare" è praticamente un bellissimo libro per bambini fatto film, e difatti anche il racconto è quello di una fiaba incantevole e delicata, che affonda le radici nelle ancestrali leggende irlandesi, fatte di incantesimi, straordinarie creature e riferimenti metaforici importanti. Infatti, ad esempio, nella mitologia di Irlanda, Scozia e Islanda, le selkie che riprende la pellicola, sono donne con la capacità di trasformarsi in foche che, solitamente, simboleggiano il confronto col lutto per una persona cara persa in mare. Moore non narra specificatamente nessuna vecchia storia già nota, ma, con gran creatività, rielabora questo e moltissimi altri elementi folcloristici in una trama inedita ma capace comunque di avere intelligentemente lo stesso sapore degli antichi miti della sua terra.
Attraverso di essi il regista racconta con grande sensibilità i personaggi, sia protagonisti (Ben, Saoirse) che comprimari (Conor, Bronagh, Macha), coinvolti in una narrazione che evidenzia i loro rapporti coi propri ricordi e le proprie emozioni. Il finale, lieto ma struggente, porterà tutti loro a comprendere come è impensabile privarsi di ciò che hanno vissuto e di ciò che hanno provato - perché è vero che il dolore è forte e reale, ma è pure vero che esso rimane una parte di noi stessi e non possiamo privarcene. Altrimenti ci si ridurrebbe ad essere solamente un inespressivo ed inutile blocco di pietra.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

Inserisci un commento

Inserisci il tuo commento

Non riesci a leggere? Cambia parola.


Il commento sarà visualizzato solo dopo essere stato approvato dagli amministratori.
 
Licenza Creative Commons
Questo sito è senza scopo di lucro. Le immagini in esso contenute sono di proprietà dei legittimi proprietari. Il resto dei contenuti, eccetto dove diversamente specificato, sono opera dello staff di Pellicola Scaduta e sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.