Alice attraverso lo specchio

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ALICE ATTRAVERSO LO SPECCHIO
Alice through the looking glass

 
2016 - 113 minuti

Regia: James Bobin
Sceneggiatura: Linda Woolverton
Cast: Mia Wasikowska, Johnny Depp, Sacha Baron Cohen

Se già "Alice in Wonderland" c'entrava poco con l'opera originale di Lewis Carroll a cui era ispirato, "Alice attraverso lo specchio" non ha veramente quasi niente da spartire col seguito letterario, Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò. Inoltre, proprio come per la pellicola di Tim Burton, è proprio lo stesso Carroll ad esser poco chiamato in causa, in quanto entrambe queste nuove versioni Disney si discostano totalmente dall'approccio surreale e psichedelico dello scrittore inglese (nonché di "Alice nel paese delle meraviglie", il più noto adattamento-cartoon sempre targato Disney).
Dunque i nonsense e la follia di Tweedledum e Tweedledee, Humpty Dumpty, del gatto del Cheshire, della Regina di Cuori e del Cappellaio (questi ultimi personaggi rimangono comunque ripresi dal precedente Alice nel paese delle meraviglie) non sono paradossi astratti ed onirici con cui comprendere e rielaborare la pragmatica complessità della realtà, bensì semplici elementi per convertire il romanzo carrolliano in un modesto fantasy con qualche eroe ed eroina, i relativi antagonisti e tutta una schiera di caratteri secondari mediocri e sostanzialmente inutili.
Burton, che ha passato il testimone della regia a James Bobin ("I Muppet"), rimane come produttore e come esempio stilistico per il collega che, senza mai porsi il problema di dover emozionare o perlomeno dire qualcosa di significativo, si limita a scimmiottare insipidamente l'approccio stilistico di "Alice in Wonderland".
"Alice attraverso lo specchio" è un prodotto stupido e scontato nell'azione e l'unica cosa che lo contraddistingue dal film precedente è che qualitativamente si invertono alcune peculiarità tecniche: se infatti le scenografie, che là erano di Robert Stromberg ("Avatar") e qui sono di Dan Hennah (Lo hobbit), sono migliori e rendono molto più compatta l'estetica globale, la sceneggiatura, che è sempre di Linda Woolverton, è ancora più frivola e rappezzata, con una trama di cui a nessuno potrebbe importare un fico secco e che è mediocre sin dalle premesse che avviano il racconto: dopo che Alice attraversa uno specchio magico e si ritrova nuovamente nel paese delle meraviglie, si trova a dover aiutare il Cappellaio Matto a guarire, mettendosi alla ricerca della sua famiglia. La narrazione è sciatta, la morale irrisoria e le svariate sottotrame - tra cui quelle legate alla Regina di Cuori, che perde parecchio senso rispetto al capitolo precedente - del tutto innecessarie.
A livello di personaggi a cast, fanno sempre pena Johnny Depp e il suo imbarazzante Cappellaio Matto, mentre, invece, convince la new entry Sacha Baron Cohen, che impersonifica il Tempo, un carattere curioso e carismatico grazie al giusto look e alla giusta interpretazione attoriale.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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