Box 507

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BOX 507
La caja 507


2002 - 104 minuti

Regia: Enrique Urbizu
Sceneggiatura: Enrique Urbizu, Michel Gaztambide
Cast: Antonio Resines, José Coronado, Goya Toledo

Nonostante abbia vinto due premi Goya (Miglior Produzione e Miglior Montaggio), "Box 507" è un prodotto controverso: da un lato è indiscutibilmente innovativo nello stile e nel linguaggio rispetto alla maggioranza delle pellicole girate nel panorama cinematografico spagnolo, dall'altro, sebbene il budget iniziale non sia stato bassissimo (3 milioni di euro), il film risente parecchio di contributi alquanto scarsi da alcuni comparti tecnici (come, ad esempio, la fotografia del solitamente discreto Carles Gusi).
Quest'imprecisa impronta estetica condiziona molto anche la regia di Enrique Urbizu, che appare molto televisiva, soprattutto nella prima parte, quella tra l'altro in cui la sceneggiatura, dello stesso Urbizu e del fedele Michel Gaztambide ("No rest for the wicked"), è meno apprezzabile. Essa per i primi buoni quaranta minuti temporeggia troppo e finisce per essere più concludente ed interessante solo nella seconda parte, quando emergono gli elementi più efficaci: gli stilemi di genere (poliziesco, mafia, vendetta) e i richiami tematici su corruzione ed abusi edilizi.
Oltre a questo ingranamento di marcia ritardato che provoca nello spettatore una confusione iniziale sul sapere dove il film voglia davvero andare a parare, purtroppo anche un fattore esterno alla produzione, e cioè il doppiaggio italiano, degrada ulteriormente la pellicola, risultando di qualità veramente infima e danneggiando il tutto in maniera importante.
Peraltro ciò fa apparire mediocri pure le interpretazioni del cast. Al contrario, almeno per il protagonista, Antonio Resines ("Cella 211"), la sua performance attoriale è buona: esattamente come il film cela la sua vera identità e si palesa poi come un attuale crime-thriller quando invece pareva dover essere lo scontato racconto di una rapina, anche il protagonista si rivela essere un cinico vendicatore, totalmente in contrasto con la sua immagine iniziale di mite direttore di banca.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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