Italiano medio

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ITALIANO MEDIO
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2015 - 90 minuti

Regia: Marcello Macchia
Sceneggiatura: Marcello Macchia, Marco Alessi, Sergio Spaccavento, Daniele Grigolo, Danilo Carlani, Luigi Luciano
Cast: Marcello Macchia, Luigi Luciano, Franco Mari

Si chiama Marcello Macchia, ma tutti, da sempre, lo conoscono col nome d'arte di Maccio Capatonda. Sono passati ben dodici anni dai suoi primi passaggi in televisione, a Mai dire... (coi finti trailer cinematografici ironici-demenziali come La febbra, Mani in alto o Ahia ma sei scemo) ed ora, dopo le successive esperienze Web (FlopTV), radiofoniche (Lo zoo di 105) e ancora televisive (Ma anche no su La7 e Mario su MTV), il singolare comico abruzzese approda sul grande schermo con "Italiano medio", pellicola girata a partire dal fake trailer omonimo che già era parodia di "Limitless".
Infatti, se nel film di Neil Burger accadeva che il fallito protagonista interpretato da Bradley Cooper assumeva una pillola per spingere il proprio cervello abbondantemente oltre la soglia standard del 20%, diventando un ambizioso genio, in "Italiano medio" Maccio Capatonda è Giulio Verme, un morigerato uomo qualunque che, con una pillola in grado di fargli usare il cervello solo al 2%, perde ogni freno inibitore e diventa un idiota completo, con la testa in fissa solo su sesso e tivù.
Rimanendo coerente coi suoi eccessi e col suo ironico cinismo a grana grossa, Macchia inventa poco o niente di ormai non visto dopo anni e anni di suoi sketch, ma è comunque intelligente nel realizzare un prodotto diverso da quello di qualsiasi altro autore comico italiano. "Italiano medio" è demenziale oltre ogni misura, fa un uso pesante del nonsense, è volgare (ma mai gratuitamente), sa fare una satira pungente, e, alla fine, grazie a tutti questi fattori, è capace di essere un film eccezionalmente grottesco, paradossale ed efficace. Ovviamente nel pieno del suo orgoglio trash.
In generale le pochezze che potevano essere evitate non mancano (come alcune gag slapstick obsolete), ma alcuni passaggi - e linciatemi pure, se volete - sono geniali. Perché infatti, nella sua totale idiozia, Maccio Capatonda ha di quelle sottigliezze che non tutti colgono e soprattutto non tutti sono in grado di comprendere correttamente. Le tematiche parodicamente trattate sono tantissime, dagli ecologisti vegani ai tamarri in discoteca, dalla televisione scandalistica all'imprenditoria VIP, tutte col fattor comune della mediocrità diffusa in Italia e negli italiani.
Certo, poi "Italiano medio" è anche un carosello di tutte le vecchie gag di Maccio Capatonda (L'uomo che usciva la gente, Mobbasta, Mariottide e molte altre), che ad ogni modo si trovano ad essere calate in maniera non troppo maldestra o invadente in una trama sensata, dotata di una continuità costruttiva. Insomma, Macchia non compie quell'errore che spesso hanno commesso molti comici italiani che sono passati dal piccolo al grande schermo: fare un film sul nulla con dentro quei due tormentoni che li hanno portati al successo.
"Italiano medio", che ha incassato quattro milioni di euro (a fronte dell'uno e mezzo dei costi di produzione), è stato candidato al Nastro d'Argento 2015 come Miglior Commedia.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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