Captain America - Civil war

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CAPTAIN AMERICA - Civil war
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2016 - 147 minuti

Regia: Anthony Russo, Joe Russo
Sceneggiatura: Christopher Markus, Stephen McFeely
Cast: Chris Evans, Robert Downey jr., Sebastian Stan

Quello che sulla carta sarebbe dovuto essere semplicemente il sequel di "Captain America - The winter soldier" e quindi il terzo capitolo della serie di film sul primo Vendicatore, col tempo è mutato, si è ingigantito e, infine, con la lotta intestina fra le due fazioni capeggiate da Iron man e - appunto - Captain America, è diventato a tutti gli effetti un nuovo collettivo sugli Avengers che inaugura la cosiddetta fase tre. Occhei, con le assenze importanti di Hulk e Thor forse la definizione non è precisamente applicabile, ma sicuramente possiamo comunque inquadrare "Captain America - Civil war" come un Avengers due e mezzo. Della serie su Cap sopratuttto rimane la continuazione del discorso meno fantasy e più politico che qui si spinge alla domanda: è la minaccia che genera i supereroi o sono i supereroi che generano la minaccia?
Nella pratica, ad ogni modo, la Marvel prosegue così col combattere la concorrenza (vedi "Batman v Superman - Dawn of Justice") per consolidare le avventure supereroistiche nel MCU, quello che è in sostanza diventato un serial cinematografico, in cui, similmente a quelli televisivi, è sempre più difficile affrontare un episodio se non si sono visti i precedenti. Questo capitolo, come si evince dal titolo, è tratto dall'amatissimo crossover omonimo, scritto da Mark Millar (Kick-Ass) e disegnato da Steve McNiven (Nuovi Vendicatori) nel 2006.
Vero è che, comunque, col Civil war fumettistico, la pellicola spartisce ben poco. I registi, i fratelli Anthony e Joe Russo, già dietro la macchina da presa per il film precedente, rimuovono infatti gran parte del materiale cartaceo (cosa ovviamente inevitabile!) ed in più impostano anche in maniera molto personale le vicende. Purtroppo però pure grandiose idee ad effetto che si sarebbero potute mettere in pratica sono state scartate: ad esempio, data la presenza di Crossbones, sarebbe stato bello vedere il protagonista morire, per poi essere rinserito nuovamente fra tutti gli altri eroi nel doppio gran finale Avengers - Infinity wars che ci sarà nel 2018-2019. Peccato.
"Captain America - Civil war", che è ad oggi il film più lungo fra quelli della Marvel, è un action-movie saturo e a tratti persino confusionario (anche nei numerosissimi spostamenti geografici), ma con più alti che bassi nella comunque discreta sceneggiatura dei soliti collaboratori dei Russo, Christopher Markus e Stephen McFeely.
Fra i bassi c'è ancora una volta il personaggio di Scarlet interpretato da Elizabeth Olsen, già mediocre in "Avengers - Age of Ultron", e che qui contagia pure la là buona Visione di Paul Bettany attraverso il loro avvicinamento sentimentale (non dimentichiamoci che nei fumetti sono stati marito e moglie). Anche la presenza di Jeremy Renner e del suo Occhio di Falco appare un po' forzata.
In generale, comunque, l'azione è come sempre appassionante e ben coreografata negli scontri, ma è un altro difetto il fatto che ormai questo standard, per quanto alto, stupisce e si rende memorabile sempre meno. Peraltro, i combattimenti fra gli eroi, per quanto spettacolari, hanno un non so che di posticcio, di effetto wrestling - quasi come se, in nome della vecchia amicizia, nessuno facesse mai veramente sul serio (certo, se escludiamo gli scontri fra T'Challa e Bucky).
Come pro "Captain America - Civil war" ha dalla sua alcuni buoni spunti tematici legati alle posizioni politiche e filosofiche dei due protagonisti, l'introduzione di un bel personaggio come Pantera Nera (che avrà un film tutto suo nel 2018), l'inaspettato e azzeccato impiego (anche ironico) di Giant-man, e infine l'uso intelligente di un villain, Zemo, autoconsapevole di essere piccolo piccolo e per questo ottimo nel ruolo in cui è calato nella trama, che, peraltro, al contrario delle aspettative più temibili, non risolve banalmente lo scontro fra Cap e Iron man a tarallucci e vino. Inoltre una nota di merito va al nuovo Spider-man di Tom Holland, la cui presenza è stata possibile grazie al particolare accordo sui diritti del personaggio da condividere fra Sony e Marvel: l'arrampicamuri è qui appena diciannovenne e con la zia May MILF, è un semplice ragazzino in un mondo di adulti, un ragazzino ingenuo, inesperto, elettrizzato dall'avventura ma con ancora i compiti da finire. Dopo sequel e reboot che hanno sempre più massacrato il personaggio, questo cambio di punto di vista nei suoi confronti è una scelta senz'altro notevole, coraggiosa ed efficace.
Rimane solo un peccato che questi aspetti positivi non siano sempre ben integrati tra di loro. Ci sono delle parti d'azione totalmente slegate (come, ad esempio, la prima in Nigeria) che fungono da introduzione o per dare delle accelerazioni di ritmo in una prima metà di film più parlata e psicologica. Questi frangenti, che poi purtroppo vengono abbandonati nella seconda parte, sono utili per scindere credibilmente l'integrità del gruppo degli Avengers, ma, ancora, ulteriori intermezzi in cui si affrontano dei flash-back tornano a spezzare la continuità narrativa, già di per sé molto schematica: c'è la fase di reclutamento dei compagni, uno scontro spettacolare fra le due fazioni e infine la caccia al cattivo, che comunque si risolve in fretta per - giustamente - non distogliere troppo l'attenzione dalla rivalità fra i due protagonisti.

PS: Di scene bonus nei titoli di coda, come ormai tipico per i film Marvel, ce ne sono due, una a metà e l'altra alla fine. In compenso, nessuna delle due introduce grossi suggerimenti relativi ai futuri sviluppi che vedremo nei prossimi tre anni (magari ci sarà solo un riferimento in "Black Panther").

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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