Il nome del figlio

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IL NOME DEL FIGLIO
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2015 - 94 minuti

Regia: Francesca Archibugi
Sceneggiatura: Francesca Archibugi, Francesco Piccolo
Cast: Alessandro Gassman, Valeria Golino, Luigi Lo Cascio

Sin dalle concezioni dell'individualità di Freud fino alla teoria delle maschere di Pirandello, la filosofia e la letteratura moderne sono state attraversate da serie e profonde analisi sulla personalità dell'uomo, su quella che lui pensa di avere, su quelle che vedono gli altri, su quella che in realtà (non) è. A partire da queste tematiche, molte sono state le opere drammaturgiche e cinematografiche che hanno messo a nudo i propri protagonisti secondo queste intuizioni e, recentemente, una di queste tante opere è stata la piece teatrale Le prenom, realizzata nel 2010 dai francesi Matthieu Delaporte e Alexandre de La Patelliere. Dalla stessa la regista Francesca Archibugi ("Mignon è partita") ha realizzato un film intitolato "Il nome del figlio", che, indirettamente, è anche il remake di "Cena tra amici" (versione cinematografica degli stessi Delaporte e de La Patelliere girata nel 2012).
Se affiancato a quest'ultimo, il film della Archibugi ha l'intelligenza di non esserne un clone preciso, ma lo stesso racconto calato in un contesto italiano, forse meno elegante e con qualche passaggio forzatamente pseudo-intellettuale, ma comunque con svariate differenziazioni che non stravolgono l'opera originale e che danno un carattere proprio alla pellicola. I dialoghi, incespicanti nello scomodo scalino iniziale di introduzione dei personaggi, si sviluppano poi in generale bene, coinvolgendo di volta in volta ognuno dei protagonisti: viene dato maggiore accento prima a Sandro e Betta (Lo Cascio e Golino), poi a Paolo (Gassman) ed infine a Claudio e Simona (Papaleo e Ramazzotti). A partire da un'innocente discussione sul nome del figlio di Paolo e Simona, il carattere di ognuno dei personaggi è sondato, la loro etica, i loro sentimenti, i loro difetti e le verità nascoste di ciascuno emergono e infine tutti sono costretti a confrontarsi con tutti, in un saggio su quanto la soggettività di giudizio sia cieca e inaffidabile. E' solo un peccato che il finale sia alquanto accomodante.
Nel cast il migliore è Alessandro Gassman, ma anche Lo Cascio è bravo. Piuttosto buona Valeria Golino, discreta la Ramazzotti, mentre invece è evidente che Papaleo è occhei ma soffre troppo nei momenti più drammatici. Tra l'altro sono proprio questi i passaggi in cui la regia della Archibugi si incrina maggiormente, cercando - invano - il tocco emotivo attraverso brutte idee come le soggettive in bianco e nero (che sulla carta dovrebbero invitare lo spettatore a vedere sotto un'ottica diversa i personaggi) oppure i flash-back (che interrompono il ritmo dei dialoghi senza dare nessun particolare valore aggiunto).
"Il nome del figlio" ha vinto due Nastri d'Argento: Migliore Attore Protagonista (Alessandro Gassman) e Migliore Attrice Non Protagonista (Micaela Ramazzotti).

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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