Young Detective Dee - Il risveglio del d...

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YOUNG DETECTIVE DEE - Il risveglio del drago marino
Di Renjie: Shen du long wang


2013 - 134 minuti

Regia: Hark Tsui
Sceneggiatura: Chia-lu Chang, Kuo-fu Chen, Hark Tsui
Cast: Mark Chao, Shaofeng Feng, Kenny Lin

Il più celebre investigatore del genere gong'an (giallo deduttivo cinese), Di Renjie, torna al cinema nel trentanovesimo film di Hark Tsui, che già nel 2010 aveva realizzato il buon "Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma". "Young Detective Dee - Il risveglio del drago marino", ancora di produzione cinese, come i più attenti avranno già intuito dal titolo, è in realtà un prequel del precedente lavoro di Tsui, tant'è che neppure l'attore principale è lo stesso: il grande Andy Lau è infatti stato sostituito dal taiwanese Mark Chao, che interpreta una versione più giovane del detective.
In generale è comunque tutto il cast che conta pochi punti di contatto con quello del film del 2010 (solo Carina Lau veste nuovamente i panni dell'imperatrice Wu che già erano stati suoi), un cast che, peraltro, nel confronto, perde nettamente: in particolare è proprio il protagonista di Chao a non apparire nemmeno minimanente avvicinabile all'affascinante Di Renjie di Lau, e questo non perché la riproposizione da parte del regista di questo personaggio sia lievemente differente in alcuni tratti (ad esempio, quello di Lau era molto più individualista e ribelle), ma senza dubbio perché, banalmente, fra le capacità recitative dei due attori, c'è un vero e proprio abisso.
La storia di "Young Detective Dee - Il risveglio del drago marino", comunque, è piuttosto piacevole (anche se la parte del drago marino lascia decisamente insoddisfatti), grazie al riproposto mix di fantasy medievale, mystery e azione wuxia. La parte investigativa, a differenza della pellicola precedente (dove permeava costantemente l'intera narrazione), è buona soprattutto nella prima parte del racconto, in quanto il nocciolo del caso viene sostanzialmente svelato a metà film e si procede poi concentrandosi più che altro su confronti fra personaggi, scontri e azione. Per questo motivo c'è una certa carenza di compattezza e fascino rispetto a "Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma", difetto comunque riparato da un ottimo impianto estetico (grandiose le scenografie, solo qua e là sporcate da effetti speciali non sempre all'altezza), dalle splendide coreografie dei combattimenti di Bun Yuen ("Kung fu jungle") e Feng Lin ("La tigre e il dragone"), dalle coinvolgenti musiche di Kenji Kawai ("Ip man") e, più di ogni altra cosa, dall'intelligenza e dall'abilità di Tsui di inserire sottigliezze incredibilmente apprezzabili.
Un esempio lampante di queste idee è il non centrale ma eccezionalmente sardonico sottotesto politico (gli imperatori e la loro corte obbligati a bere urina come unica soluzione alla piaga che ha colpito il palazzo), cosa che mette in evidenza quanto Tsui sia un cineasta consapevole e coraggioso, che aspira a farsi portabandiera di un certo tipo di arte anche nella politicamente poco aperta Cina. Infatti, se grandi autori hanno sempre visto - e vedono ancora - in Hong Kong una delle poche grandi capitali libere del cinema orientale, è significativo che Tsui, uno che a sua volta aveva voluto crescere all'ombra dei grattacieli del porto profumato durante tutti gli anni '90 e 2000, non ha paura di rinunciare ora alla produzione facile e di cercare di scrivere un capitolo della storia del cinema cinese continentale creando un qualcosa che aspira ad essere una controparte fantasy dei blockbuster hollywoodiani.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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