Home - A casa

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2015 - 94 minuti

Regia: Tim Johnson
Sceneggiatura: Tom J. Astle, Matt Ember
Cast: -

Sono piccoli, buffi, violacei, ma cambiano colore a seconda delle emozioni che provano: sono i Boov. Ma la cosa singolare di questa razza aliena è che vivono in una società dove la viltà è un vanto, tant'è che il loro capo, Smek, è il più codardo di tutti e costringe la popolazione ad una fuga perenne dai malvagi Gorg. Arrivano così sul pianeta Terra, dove - accondiscendentemente, a dire di Smek - confinano la popolazione autoctona in una riserva: l'Australia. Solo una ragazzina, Tip, per caso rimarrà indietro e, grazie all'aiuto di un Boov pasticcione rifiutato dal suo popolo, dovrà affrontare un lungo viaggio per ritrovare sua madre.
Tim Johnson, professionista che da più di quindici anni - dai tempi di "Z la formica", per essere precisi - fornisce alla Dreamworks idee produttive e regie, adatta con "Home - A casa" il romanzo per ragazzi The true meaning of Smekday, di Adam Rex, in Italia edito da Il Castoro col titolo di Quando gli alieni trovarono casa. Come dicevamo, lo spunto interessante della trama è quello di avere una bizzarra razza aliena i cui valori sono invertiti rispetto a quelli terrestri: la codardia è lodata e la paura divulgata perché previene il diffondersi della pericolosa idea di avventurarsi nell'ignoto. In questo contesto, il protagonista Oh, che è maldestro ed incline al provocare disastri anche a livello galattico, è etichettato come stupido, come disturbatore indefesso, e viene emarginato dagli altri. Ma Oh incarna proprio la metafora tematica dell'intera pellicola: la perfezione non esiste, l'errore è esperienza (anzi, è proprio ciò che rende umani gli umani con cui stringe amicizia!), in quanto porta alla curiosità, all'avventura, alla scoperta, alla fiducia e allo stringere rapporti d'affetto con le altre persone.
Johnson, purtroppo, dal canto suo fa di tutto per sminuirla questa maturità, per mascherarla dietro una trama esile, senza consistenza narrativa e che si preoccupa solo di essere traboccante di gag infantili e di coloratissime avventure fatte di alieni tenerosi, di capsule a forma di bolle e di un viaggio su un'utilitaria diventata un'auto volante che va a bibite fluorescenti. Per questo motivo "Home - A casa" è un'esperienza senza senso per un adulto e rimane solo, forse, un divertimento per i bambini.
La colonna sonora, firmata da Lorne Balfe ("Terminator genisys"), è un qualcosa senza carattere che viene in continuazione devastato dalle cacofonie musicali di Rihanna, peraltro protagonista di un product placement di sé stessa davvero imperante: oltre all'aver infatti realizzato ben otto brani originali dell'OST, è anche la doppiatrice della protagonista Tip, personaggio che, come lei, è di colore (è la prima eroina in casa Dreamworks ad esserlo), senza padre ed è originaria delle Barbados.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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