Batman v Superman - Dawn of Justice

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BATMAN v SUPERMAN - Dawn of Justice
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2016 - 151 minuti

Regia: Zack Snyder
Sceneggiatura: David S. Goyer, Chris Terrio
Cast: Ben Affleck, Henry Cavill, Amy Adams

Ci sono due film in "Batman v Superman - Dawn of Justice", due film che non c'entrano niente uno con l'altro. Al cinema, in mezzo, passa la scritta Intervallo a separarli. Sì, perché nella seconda pellicola del franchise del DC Extended Universe che la DC, seppur in ritardo, ha cominciato a costruire per sfidare i colossali crossover supereroistici della Marvel, lo spettatore può trovare sia una crepuscolare avventura che contrappone due personaggi importanti e le domande fondamentali che attorno ad essi gravitano, sia un vacuo tripudio di effetti speciali nati col solo scopo di divertire chi guarda. Il problema, però, è che queste due anime sono totalmente disgiunte ed elusive e quello che sarebbe dovuto essere la pietra miliare di un nuovo universo cinematografico è in verità un prodotto purtroppo riuscito solo a metà.
Il regista, Zack Snyder, già autore del precedente "L'uomo d'acciaio" per cui questo "Batman v Superman - Dawn of Justice" - pur non essendolo propriamente - si pone come un sequel, parte dal gran potenziale del soggetto di David S. Goyer (sceneggiatore dei Batman nolaniani) e di Chris Terrio ("Argo") ed edifica un'abbondante prima ora in maniera alquanto solida. Lo stile cupo del cinema del regista americano incontra vitali questioni etiche e filosofiche dal quale nasce il grave conflitto fra Batman e Superman e, attraverso persino discrete metafore (come il quadro di Lex Luthor, che contrappone angeli e diavoli, provenenti dal basso o dall'alto, a seconda del punto di vista), si affrontano numerose tematiche come il bene e il male nell'uomo, la sofferenza degli innocenti, nonché un nodo gordiano estremamente politico che coinvolge le due parti e solleva grandi e interessantissime questioni fra di esse.
Batman, che - tanto a livello psicologico, quanto a livello estetico - è qui ispirato all'Uomo Pipistrello de Il ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller, si trova ad essere un vigilante ferito, perseguitato, inascoltato, costretto a fare ciò che ritiene giusto anche con mezzi poco ortodossi e per questo addirittura temuto da coloro che salva. Insomma, questo eroe-criminale fa del bene ma è crudele, sbaglia ma è coraggioso oltre ogni limite: in una parola, Batman semplicemente è - e sempre sarà - il più umano fra tutti i supereroi. Dall'altro lato abbiamo invece Superman, che, ancor più che ne "L'uomo d'acciaio", sorpassa tutte le visioni pop, camp o semplicemente stupide del passato e si evolve definitivamente nella figura di un vero semi-dio, con tutte le conseguenze che questa visione comporta. Kal-El è venerato da coloro che riconoscono una natura divina nei suoi poteri ed è odiato dalle persone che si sono viste portare via tutto dopo gli avvenimenti di Metropolis di due anni prima. Ma dentro di lui, Superman combatte per l'umanità o per il proprio egoismo? In questo, per certi versi, è un personaggio che ha molto in comune col Dottor Manhattan di "Watchmen" (guarda caso un adattamento sempre diretto da Snyder)...
E tutto ciò di cui abbiamo appena parlato era il primo film che menzionavamo all'inizio. Il secondo film, per il quale invece vi prometto che non servono così tante righe di analisi, chiude in fretta tutti i buoni spunti che la prima parte ha aperto, ma lo fa non con risposte o riflessioni appaganti, bensì con tanta incoerenza, retorica e con uno strabordìo di azione che definire superficiale è poco. In pratica tutto ciò che la sceneggiatura aveva costruito fino a questo punto viene rifiutato e accantonato, lasciando tanti scontri, situazioni e dialoghi prevedibili, sommabili in un gran vuoto e nella tristezza di un mancato sviluppo di qualsiasi cosa. Data la complessità della prima parte e la sostanziale ingenuità ed incertezza di dove voler andare a parare della seconda, non saprei se definire tutto ciò come un errore da ansia da prestazione.
Analogamente, anche la regia di Snyder rincorre sia le cime dei primi frangenti (ad esempio, è interessante l'utilizzo che si fa degli incubi di Batman) che le pochezze - narrative e stilistiche - della successiva metà. Fortunatamente rimane la bella ed imponente colonna sonora di Hans Zimmer, capace al contempo di creare sontuose solennità e di effettuare sperimentazioni musicali ben riuscite (si pensi all'esotico utilizzo della chitarra elettrica per il tema di Wonder Woman).
Nel cast i migliori sono Ben Affleck, nei poderosi panni di Batman, e Gal Gadot, in quelli succinti dell'appena citata Wonder Woman. Fra gli interpreti secondari, invece, Jeremy Irons (Alfred) è ottimo, mentre Amy Adams (Lois Lane), come già era stata ne "L'uomo d'acciaio", è fuori parte.

PS: In "Batman v Superman - Dawn of Justice", oltre a Affleck, Cavill e Gadot, appaiono Ezra Miller, Jason Momoa e Ray Fisher, che ritorneranno, rispettivamente nei panni di Flash, Aquaman e Cyborg, nelle successive pellicole del DC Extended Universe. In particolare, in futuro, sempre diretti da Snyder, arriveranno "Justice League - Part one" (2017) e "Justice League - Part two" (2019), mentre li affiancheranno l'imminente "Suicide Squad" (agosto 2016), Wonder Woman (2017), "The Flash" (2018), "Aquaman" (2018), "Shazam" (2019), "Cyborg" (2020) e "Green Lantern Corps" (2020).

Edit: Per il mercato home video, oltre alla classica versione cinematografica, è uscita anche la cosiddetta Ultimate Edition, un montaggio esteso con circa 30 minuti in più. Questi 30 minuti non sono però sequenze inutili o poco significative che, come per altre extended cut, trovano poco senso, ma al contrario dettagli intelligenti, simboli ed estensioni sostanziose che dilatano il "Batman v Superman - Dawn of Justice" visto al cinema in una pellicola definitivamente più intelligente. La deludente seconda metà prettamente action, infatti, impatta così in maniera minore sul prodotto totale e, in generale, tutte le atmosfere, i personaggi e i significati guadagnano di importanza e qualità.
Il voto qui sotto fa riferimento alla Ultimate Edition.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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