Lockout

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LOCKOUT
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2012 - 95 minuti

Regia: James Mather, Stephen St. Leger
Sceneggiatura: James Mather, Stephen St. Leger, Luc Besson
Cast: Guy Pearce, Maggie Grace, Joseph Gilgun

Nel 2079 i peggiori criminali della Terra sono internati, in stato di ibernazione, nella prigione orbitale MS One. Una sfortunata combinazione, però, porta la studiosa Emilie, figlia del Presidente degli Stati Uniti, su MS One proprio poco prima di un accidentale risveglio dei detenuti e dello scoppio di una pericolosa rivolta. Dalla Terra, per salvarla, sarà inviato Snow, ex-agente della CIA condannato per un omicidio mai chiarito e per questo destinato all'incarcerazione proprio su MS One.
Luc Besson ebbe l'idea per "Lockout" attorno al 2010 e già nel giro di appena pochi mesi la sua EuropaCorp si era messa alla produzione, affidando la regia al direttore della fotografia James Mather ("Frank") e al second unit director Stephen St. Leger (Vikings). La sceneggiatura fu scritta dai due registi e dallo stesso Besson, che però, appena dopo l'uscita del film (2012), furono accusati di plagio da John Carpenter. Quest'ultimo sosteneva infatti che "Lockout" fosse, per l'ambientazione, i toni e la narrazione, una scopiazzatura non autorizzata del suo "1997 - Fuga da New York" e del sequel "Fuga da Los Angeles". Nel 2015 il tribunale di Parigi ha emesso il verdetto di vittoria per Carpenter, condannando l'EuropaCorp ad un risarcimento di 80.000 dollari.
Effettivamente la pellicola di Mather e St. Leger è un "1997 - Fuga da New York" prodotto in Francia, girato in Serbia e con protagonista Guy Pearce ("Memento"). Pearce si cimenta nel fare il tipico antieroe tutto azione e sarcasmo, al salvataggio della bella donzella di turno (Maggie Grace ("Io vi troverò")) in un action-thriller fantascientifico tutto sommato poco originale nella trama, ma che, una volta intesone il poco impegnato senso, è decente nello svolgimento. Alla fine, per quanto "Lockout" ad esempio non sia assolutamente all'altezza dell'appena citato "Io vi troverò", i discepoli di Besson ci hanno comunque sempre mostrato quanto sanno il fatto loro in tema di film commerciali e, sebbene ciò non toglie che il prodotto sia un po' affettato, in effetti come divertimento usa-e-getta funziona.
Ad ogni modo è un peccato che sono diversi i passaggi in cui i registi si sono voluti spendere un po' meno, come l'imbarazzante inseguimento iniziale in un'amatoriale CGI (probabilmente perché inserito interamente in post-produzione, senza volere o potere ricorrere alle pick-up). Gli effetti speciali nelle sequenze in orbita invece sono decisamente migliori.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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