The assault (2010)

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THE ASSAULT - Il volo del terrore
L'assaut


2010 - 91 minuti

Regia: Julien Leclercq
Sceneggiatura: Julien Leclercq, Simon Moutairou
Cast: Vincent Elbaz, Melanie Bernier, Aymen Saidi

Algeri, 24 dicembre 1994. Al grido di «Allahu Akbar», quattro terroristi del Gruppo Islamico Armato salgono su un Airbus di Air France, pronto per decollare con destinazione Parigi, e sequestrano le 232 persone a bordo. Dopo l'uccisione di tre passeggeri e lunghe trattative che durano tutto il giorno di Natale, l'aereo decolla dall'Algeria ed atterra a Marsiglia, per un rifornimento. Durante la giornata del 26 dicembre, viene assaltato dalle forze speciali del GIGN, che uccidono i dirottatori e mettono in salvo i passeggeri e l'equipaggio. In seguito alle indagini fu poi scoperto che probabilmente l'intenzione dei terroristi era quella di raggiungere a Parigi e far schiantare l'aereo sulla Torre Eiffel.
A più di quindici anni di distanza da questo terribile dirottamento (e dai conseguenti attentati dell'anno successivo, sempre rivendicati dal GIA, alla metropolitana parigina) il regista francese Julien Leclercq gira "The assault", una narrazione fredda e asciutta (forse troppo) di quei nefasti tre giorni vissuti dalla Francia ben prima dell'attacco alla sede di Charlie Hebdo e dei raccapriccianti attentati alla capitale del 13 novembre 2015.
Interpretato da un cast che non si ricorda, il film è un buon prodotto soprattutto sotto il profilo tecnico: la fotografia di Thierry Pouget, ad esempio, profondamente desaturata, esalta le drammatiche atmosfere del racconto, peraltro presentato anche con un certo stile (c'è un ampio utilizzo della camera a spalla che mira a rendere il tutto molto più coinvolgente). La ricostruzione degli eventi da parte di Leclercq è rigorosa, tanto che, per gli esterni, vengono addirittura mostrate, attraverso le televisioni, le vere immagini del blitz. Gran parte dell'aderenza ai fatti reali è tra l'altro dovuta alla consulenza diretta di membri del GIGN di cui il regista si è avvalso.
Per una pellicola che dovrebbe avere un ritmo serrato e lasciare pochi attimi di respiro allo spettatore, c'è invece meno tensione del previsto. La narrazione è spesso indecisa se concentrarsi sul dirottamento, sulla gestione da parte delle autorità oppure sulla famiglia di Thierry, comandante del nucleo GIGN e sostanziale protagonista del film. Soprattutto le scene di apprensione della moglie di Thierry sono comprensibili, ma poco amalgamate nel contesto, un contesto come abbiamo detto rigido e freddo, che non lega facilmente con spunti sentimentali come questo.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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