Locke

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LOCKE
id.

 
2013 - 85 minuti

Regia: Steven Knight
Sceneggiatura: Steven Knight
Cast: Tom Hardy, Olivia Colman, Andrew Scott

Per girare "Locke" sono state sufficienti appena otto notti, durante le quali tre macchine da presa hanno ripreso contemporaneamente Tom Hardy, protagonista ed unico attore ad apparire sullo schermo (degli altri ci sono solo le voci al telefono), a bordo della BMW che identifica l'unica ambientazione dell'intero film. Peraltro, temporalmente parlando, la vicenda è una scena singola, lunga quasi un'ora e mezza e che rispecchia praticamente il tempo reale dello spettatore.
Non c'è azione, non ci sono svolte narrative particolari, tutta la pellicola è un racconto psicologico interamente guidato dai dialoghi di una sceneggiatura che sa non perdersi mai in vuote e banali iterazioni fra Ivan e il suo telefono. Come si può capire, la forma è quindi molto minimale, al limite dell'esperimento, e la scommessa è quella di raccontare con grande emozione l'importante decisione del protagonista, uno che, a causa di un solo errore di una notte, potrebbe perdere il lavoro, la famiglia. Tutto.
L'analogia diretta è quella con suo padre, che non ha mai avuto il coraggio di prendersi le sue responsabilità, ma - proprio per questo - Ivan, costruttore di professione, è disposto a vedere tutta la sua vita crollare e venire distrutta a causa dell'errore che lui superficialmente ha commesso. Lui non vuole fuggire, non vuole nascondere un tradimento coniugale, non vuole che la colata di calcestruzzo vada bene per i pezzi grossi di Chicago. Di tutto ciò l'artefice è solo lui e intende, con difficoltà ma con un gran gesto di moralità, pagare le conseguenze delle sue azioni, dicendo la verità a sua moglie, coordinando il suo collega per il lavoro del mattino, dando al bambino che nascerà dal proprio errore il suo cognome (che non a caso è il titolo del film!). E il cognome, ripulito dalla lordura datagli dal padre, è chiaramente la metafora della vittoria sulla paura, sulla debolezza e della matura assunzione delle proprie responsabilità.
Totalmente - come già detto - ambientato nell'auto del protagonista, "Locke" può vantare una regia intelligente e varia, nonostante la staticità delle premesse narrative. Un enorme aiuto ad essa giunge dall'ottimo montaggio, dalla buona fotografia e, ovviamente, da un Tom Hardy decisamente grandioso, Tom Hardy che, tenendo conto anche dell'essenzialità del film, è davvero impressionante nel riuscire a costruire il personaggio di Ivan in maniera tale da rendere emozionante, con la sua sola strepitosa performance, l'intera vicenda.
La pellicola, che è stata presentata fuori concorso al Festival di Venezia 2013, è prodotta da Joe Wright ("Orgoglio e pregiudizio") e scritta e diretta da Steven Knight, ideatore del format del quiz televisivo Chi vuol essere milionario?, nonché sceneggiatore per Stephen Frears ("Piccoli affari sporchi"), David Cronenberg ("La promessa dell'assassino") e Michael Apted ("Amazing grace").

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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