Il caso Spotlight

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IL CASO SPOTLIGHT
Spotlight

 
2015 - 128 minuti

Regia: Tom McCarthy
Sceneggiatura: Josh Singer, Tom McCarthy
Cast: Michael Keaton, Mark Ruffalo, Rachel McAdams

Fra tutte le cose più orribili ed oscene legate alla Chiesa, quella dei casi di pedofilia da parte dei preti è veramente fra le più insopportabili. E non solo perché qualcuno che dovrebbe educare e proteggere i ragazzi è invece il mostro che di loro abusa e che ne segnerà per sempre la vita, ma addirittura perché, persino in caso di accertamento, i prelati superiori evitano poi deliberatamente la macchina della giustizia penale e finiscono per sfruttare tutto il loro potere - tutt'altro che spirituale - per insabbiare il più possibile lo scandalo.
Uno dei più grandi scandali cominciò nel 2002, quando il team di giornalisti denominato Spotlight, del Boston Globe, costruì un'immensa indagine a partire da alcuni casi, per poi scoprire ed argomentare che ben novanta preti nella sola capitale del Massachusetts (il 6% del totale!) avevano molestato decine e decine di ragazzi durante gli ultimi trent'anni. Questa serie di articoli, che fecero vincere alla testata anche il prestigioso Premio Pulitzer, incastrarono infine il controverso arcivescovo Bernard Francis Law, che fu costretto ad abbandonare il proprio posto (ma la Chiesa lo ricollocò immediatamente: come arciprete presso la basilica liberiana di Santa Maria Maggiore a Roma!).
"Il caso Spotlight", diretto dal regista, sceneggiatore ed attore Tom McCarthy, racconta proprio sia l'abominevole e vergognosa condotta della Chiesa, sia il coraggio, la dedizione e la costanza del team condotto dal veterano del quarto potere Walter Robinson. Questo team non è rappresentato come una squadra di eroi impeccabili (anzi, verso il finale c'è anche più di una parentesi per un certo senso di colpa), ma incarna ciò che veramente significa ardimento, professionalità, libertà giornalistica, capacità di inchiesta ed importanza di far esistere storie oltre ogni difficile circostanza. Del cast che interpreta i personaggi principali (circa una decina), nessuno punta a primeggiare sugli altri, ma anzi ognuno degli attori coopera organicamente con gli altri per rendere al meglio il loro lavoro collettivo.
La sceneggiatura, scritta a quattro mani da McCarthy e Josh Singer ("Il quinto potere"), è ottima e riprende a piene mani tutti gli ingredienti del drama-thriller giornalistico - da "Tutti gli uomini del presidente" a "Good night, and good luck.", passando per "Insider - Dietro la verità". Come accaduto esattamente ai giornalisti del Boston Globe, McCarthy introduce gradualmente l'argomento, cominciando da poche testimonianze di casi isolati, poi identificando il reale, impressionante numero di persone coinvolte, ed infine arrivando alla conferma della presenza di un intero sistema corrotto. Il regista è forse troppo sbrigativo nella seconda parte (quella più politica), ma è comunque intelligente nel trattare la delicatissima tematica in oggetto con toni non dozzinali ma forti. Peraltro anche significativi risvolti secondari ma fondamentali, come il lapidario chiarimento della totale assenza di correlazione fra pedofilia e omosessualità (chiarimento che trovo davvero assurdo dover ancora fare nel XXI secolo...), sono affrontati con un numero - esiguo ma abbondantemente sufficiente - di scene semplicemente efficaci.
Buona la colonna sonora dell'instancabile Howard Shore.
"Il caso Spotlight", che è passato per i festival di Venezia e Toronto, è candidato a 6 Premi Oscar: Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Attore Non Protagonista (Mark Ruffalo), Miglior Attrice Non Protagonista (Rachel McAdams), Miglior Sceneggiatura Originale e Miglior Montaggio.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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