Maze runner - Il labirinto

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MAZE RUNNER - Il labirinto
The maze runner

  
2014 - 113 minuti

Regia: Wes Ball
Sceneggiatura: Noah Oppenheim, Grant Pierce Myers, T.S. Nowlin
Cast: Dylan O'Brien, Kaya Scodelario, Will Poulter

Aprite il tappo, buttate dentro Il signore delle mosche, Lost, "Cube - Il cubo" e "The village", chiudete il tappo e premete il tasto on. Il frullatore fa il suo lavoro e... voilà! Versate tutto su pellicola e otterrete "Maze runner - Il labirinto", il primo film tratto dalla serie di cinque libri (questo, due sequel e due prequel - l'ultimo che uscirà nel 2016) pubblicata a partire dal 2011 dall'americano James Dashner. La regia, che inizialmente sarebbe dovuta essere di Catherine Hardwicke ("Twilight"), è dell'esordiente Wes Ball.
Nonostante le molte influenze che abbiamo citato all'inizio, siamo appena finiti a menzionare "Twilight" - e non a caso. "Maze runner - Il labirinto", infatti, potrà cogliere spunti, riferimenti, tematiche ed atmosfere dall'esperimento sociale raccontato da William Golding, dall'avventura della serie televisiva ideata da J.J. Abrams e Damon Lindelof, dalla follia sci-fi di Vincenzo Natali e dalla profondità dell'horror atipico di M. Night Shyamalan, ma resta in realtà il fratello di tutte le saghe per adolescenti diffusesi negli ultimi anni: da quella di Hunger Games alla cosiddetta Divergent series.
Ball sceglie di inserire non poche differenze rispetto al libro (il labirinto non è sotterraneo, ma in mezzo ad un deserto, nel finale gli scienziati sono già morti e c'è un differente destino per Gally), ma rimane tutto sommato fedele nella sostanza, lavorando con coerenza ed azzeccando pure abbastanza il casting (nel senso che gli attori, anche se non bravi, sono adatti ai vari personaggi).
La prima parte è buona, capace di essere intrigante per lo spettatore grazie all'elemento mystery che dev'essere piano piano sbrogliato. Questo accade progressivamente mentre si procede e si giunge nella seconda parte, nella quale però purtroppo, dopo che i dettagli vengono aggiunti (qualcuno persino con una certa spettacolarità), l'ambientazione del racconto diventa meno originale, ritmata ed incombente e l'attenzione, inevitabilmente, cala. Questo anche per l'incapacità del regista di caratterizzare in maniera intelligente i ragazzi nel corso della narrazione: alla fine, poco elegantemente, ci si riduce ad avere l'eroe, la brava aiutante, l'antagonista antipatico, l'amico di buon cuore, eccetera.
In poche parole, il difetto generale di "Maze runner - Il labirinto" è che manca lo sforzo per portare la pellicola al livello successivo, da semplice entertainment per ragazzi a prodotto in grado di distinguersi per risvolti psicologici e sociologici interessanti. Pure il finale aperto, obbligatorio in vista dei sequel ma che non dice tutto, svalorizza i significati di una conclusione che, anche narrativamente, giunge proprio quando il film era già da almeno trenta o quaranta minuti che si stava sgonfiando.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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