Revenant - Redivivo

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REVENANT - Redivivo
The revenant


2015 - 156 minuti

Regia: Alejandro Gonzalez Inarritu
Sceneggiatura: Mark L. Smith, Alejandro Gonzalez Inarritu
Cast: Leonardo DiCaprio, Tom Hardy, Domhnall Gleeson

Ritorna, Inarritu, dopo le quattro vittorie agli Oscar dell'anno passato di "Birdman", e ritorna con un film forse meno particolare, ma ancora più temerario e che di sicuro ancora si farà valere agli Academy. "Revenant - Redivivo", infatti, è una storia di sopravvivenza di una durata spropositata (oltre due ore e mezza), interamente girata fra le glaciali distese della Columbia Britannica, in Canada, e l'altrettanto glaciale Terra del Fuoco, in Argentina, per cui il regista ha voluto impiegare il meno possibile la computer grafica, affidandosi agli immensi paesaggi innevati ripresi in luce naturale. Ovviamente la troupe ha sofferto parecchio in questa ambiziosa conquista di coinvolgimento e verosimiglianza (al punto che in molti hanno abbandonato a metà del lavoro), come pure gli attori, costretti a recitare, magari nudi, magari a bagno in un fiume ghiacciato, persino con febbre e bronchite, per cercare l'estrema credibilità delle interpretazioni.
Il film, che è a grandi linee ispirato al romanzo di Michael Punke sul racconto della vita del cacciatore di pelli americano Hugh Glass, è un prodotto che Inarritu vorrebbe scarnificare del tutto, lasciando la rappresentazione di un mondo crudo e selvaggio, fatto solo del bianco della neve e del rosso del sangue. In questo paesaggio si muovono piccoli puntini neri, gli uomini, con le loro debolezze e la loro meschinità, uomini che nulla possono in confronto all'immensa potenza della natura, primordiale ed impietosa. Certo è che "Revenant - Redivivo" abbaglia sì per la sua rigida perfezione di scene ed atmosfere (rese vividamente dall'ottima fotografia di Emmanuel Lubezki), ma rimane comunque lontano sia dall'originale, poderosa e grottesca meta-fiction in ambienti estremi di Werner Herzog, sia dalla trascendente ed evocativa poesia di "Into the wild".
La concretizzazione registica delle situazioni è ad ogni modo superba. Inarritu compie dei virtuosismi eccezionali in più di un'occasione - dalla tensione e dall'azione del bellissimo attacco iniziale dei nativi arikara a, più in generale, l'utilizzo totale degli sconfinati paesaggi che non vengono impiegati solo come banali scenografie, ma come veri e propri teatri che interagiscono coi caratteri (ad esempio, una montagna sullo sfondo dalla quale si sviluppa una valanga che attira lo sguardo dei personaggi). Ovviamente la menzione di merito va alla scena dell'aggressione al protagonista da parte della femmina di grizzly, un pianosequenza incredibile per l'uso che fa degli spazi a disposizione, per le coreografie, la violenza, la forza, lo scampo mai concesso né al personaggio, né allo spettatore.
Nonostante il filo della narrazione non si rompa mai, è evidente però che esso spesso si assottiglia, ripiegando in ripetitive sequenze di raccordo di scarsa potenza e non compiendo un lavoro al cento per cento apprezzabile sul protagonista di DiCaprio: la sua caratterizzazione sarebbe infatti potuta essere migliore, libera da un banale e poco sviluppato passato (è un soldato col solo amore per il figlio amerindo, dopo la perdita della moglie, e con un istinto di sopravvivenza che lo porta a combattere fintanto che ancora respira). A questo punto è ben più apprezzabile il personaggio di Tom Hardy, probabilmente pure lui scontato, ma comunque non così male perché carico di tutte le pochezze umane che lo rendono un villain vile, credibile e quindi significativo. Entrambi gli attori sono molto bravi, ma entrambi hanno regalato performance anche più eclatanti - dico le prime due che mi passano per la testa: "The wolf of Wall Street" per DiCaprio e "Bronson" per Hardy.
"Revenant - Redivivo" è un prodotto interessante, straordinario sotto alcuni aspetti, ma a tratti troppo manchevole dello spessore che ci si aspetterebbe da un cineasta come Inarritu, un regista che una volta realizzava pellicole profonde, intime ed emozionanti ("Amores perros", "Babel"), che recentemente è passato al compiacimento del grande pubblico con un film - "Birdman" - un po' convenzionale e che punta a piacere ma lo stesso con parecchio da dire e con uno stile efficace, ed ora alla ricerca del suo capolavoro, quello grande e grosso che vincerà tanti Oscar e che tutti diranno che è assolutamente il migliore della sua intera filmografia. Anche se noi, in realtà, ne riconosciamo la qualità, ma avremmo voluto davvero un qualcosa di più intenso e memorabile.

Curiosità: E' da molto tempo che il soggetto di "Revenant - Redivivo" vaga per le scrivanie dei produttori di Hollywood. Nel lontano 2001 Chan-wook Park avrebbe dovuto realizzare il film con protagonista Samuel L. Jackson, mentre nel 2010, prima che finisse fra le mani di Inarritu, il progetto era passato per quelle di John Hillcoat, che avrebbe dovuto dirigere Christian Bale.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

Commenti (2)

  1. Commento inserito da Marvello:

    Avete detto bene: una fotografia da paura per un film tutt’altro che capolavoro. Non capisco nemmeno chi grida alla perfezione recitativa di Di Caprio, perchè onestamente mi sono paciuti molto più Fassbender e Redmayne… un ottimo Tom Hardy (secondo me il migliore) è forse quello che ha recitato meglio!!!
    A mio modesto parere, quest’anno il miglior attore sarà ancora altrove…

    Piccola domanda: in una delle ultime scene si vedono sulla telecamera delle macchie di sangue abbastanza ingombranti. Secondo voi è una cosa positiva? perchè se voleva enfatizzare la crudezza di quello che stava succedendo per me non ci è riuscito, se invece non era voluto beh, è un errore piuttosto grossolano! o sbaglio?


  2. Commento inserito da Mau:

    Uhm, sì, dati l’esperienza e i livelli di cinema a cui Inarritu comunque si trova dubito che sia un errore grossolano. Piuttosto sarà stato un inserimento voluto - funzionante o meno…

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