Irrational man

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IRRATIONAL MAN
id.


2015 - 95 minuti

Regia: Woody Allen
Sceneggiatura: Woody Allen
Cast: Joaquin Phoenix, Emma Stone, Parker Posey

Il punto di "Irrational man" non è, banalmente, capire se il fine giustifica i mezzi. Il protagonista, il professor Abe Lucas, interpretato da un come al solito bravo Joaquin Phoenix, è infatti un personaggio spiccatamente alleniano, che antepone sé stesso e la propria comprensione della realtà a ciò che essa è convenzionalmente per gli altri. Questo lo porta a vivere la propria genialità attraverso una consapevole tristezza e una deprimente accettazione. L'imprevisto che però irromperà nella sua indefessa ricerca e lettura del vacuo significato della vita è rappresentato da Jill, brillante studentessa di Abe interpretata da Emma Stone (alla sua seconda collaborazione con Allen, dopo l'ultimo "Magic in the moonlight"), che condurrà l'uomo alla maturazione di nuove motivazioni, sempre più ciniche ma appassionate, persino che coinvolgono la tentazione di un omicidio. E' quest'idea che si insinua nella sua mente che porterà Abe contemporaneamente alla salvezza e alla dannazione, con la scelta di migliorare la vita di qualcun altro con l'azione e non con la parola, anche se ci si scontra con degli importanti conflitti etici.
E' la radicale coerenza dell'irrational Abe la vera protagonista del film, quella di questo filosofo che si oppone all'assoluta necessità di verità kantiana e che si trova piuttosto a scavalcare addirittura la moralità e a prendere in considerazione la morte come stimolo e rimedio. E pure l'incertezza di Jill è un'altra protagonista della pellicola, l'incertezza di un personaggio inesperto e inabile a prendere e sostenere una posizione nei confronti degli altri, degli amici, dei sentimenti, di sé stessa. Dov'è allora l'equilibrio fra queste due derelitte anime? Forse è quello che si definisce tutti i giorni, in continuazione, grazie a un altro vero protagonista del film, e cioè il caso (altro tema fondamentale della filmografia alleniana)?
Indubbiamente, infatti, "Irrational man" ha parecchi punti in comune con un grande prodotto che tratta emblematicamente questa tematica, vale a dire "Match point". Allen si ricollega a quelle atmosfere incupite e si fa condurre ancora una volta dall'elemento thriller che, qualche anno fa, si era appunto inserito fra le venature stilistiche di ben più di un film del regista newyorkese. Insomma, i tratti salienti sono proprio quelli di "Match point", ma anche di "Sogni e delitti", e ancora, indietro nel tempo, del significativo "Crimini e misfatti".
E' pure vero che in "Irrational man" non c'è nessuna particolare originalità o grandioso spessore, né da un punto di vista narrativo, né - ripensando agli appena menzionati "Match point" e "Crimini e misfatti" - tematico. Quasi, invece, viene da chiedersi se le capacità di inventiva e di riflessione di Woody Allen non si siano con l'avanzare dell'età affievolite, trasformate in un qualcosa di superficiale, tanto per quanto riguarda ciò che viene smosso (o non smosso) nello spettatore, quanto per ciò che prova con difficoltà a maturare il regista.
La pellicola è stata presentata come film fuori concorso all'edizione 2015 del Festival di Cannes.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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