Empire state

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EMPIRE STATE
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2013 - 94 minuti

Regia: Dito Montiel
Sceneggiatura: Adam Mazer
Cast: Liam Hemsworth, Michael Angarano, Dwayne Johnson

Figlio di un immigrato greco a New York, Chris Potamitis tira avanti fra un lavoretto qua e uno là. Ora ha trovato impiego in una società, la Empire, che si occupa di vigilanza e trasporto valori. Persuaso dal suo amico Eddie, un perdigiorno e un poco di buono, Chris pianificherà una rapina durante il suo turno notturno, ma senza sapere che il gruzzolo sottratto farà gola ai piccoli boss criminali del Queens.
Quarto film di Dito Montiel ("Guida per riconoscere i tuoi santi"), il primo senza la presenza di Channing Tatum, "Empire state" nasce e muore sulla strada, in ardui contesti socio-familiari in cui si vive con difficoltà, giorno dopo giorno. Similmente infatti alle ambientazioni delle sue precedenti pellicole, anche qui il protagonista è un qualcuno che, vessato dalla dura realtà, si trova a compiere in continuazione la scelta di non fare la cosa giusta, nascondendo segreti alle persone che lo circondano e trovandosi in una costante situazione di precarietà.
Interrotta la proficua collaborazione con Tatum, Montiel cerca di rimpiazzarlo con un altro belloccio tutto muscoli, Liam Hemsworth, fratello minore del ben più famoso Chris (il Thor di "The Avengers"), la cui interpretazione è però tutt'altro che significativa. Pure la performance attoriale dell'odioso Michael Angarano è mediocre, mentre Dwayne Johnson, chiamato - come spesso accade - a vestire in maniera sicura i panni di un arcigno agente di polizia, appare questa volta poco motivato.
La pellicola, ispirata a fatti realmente accaduti nel 1982 (la rapina forse non fra le più spettacolari, ma certo la più redditizia dell'intera Storia degli Stati Uniti), è sceneggiata da Adam Mazer ("Breach - L'infiltrato") e trae ispirazione dagli stili sporchi di Antoine Fuqua e David Ayer. Il racconto, che parte da un soggetto potenzialmente buono, è quello di un heist-movie che incuriosisce chi guarda, ma che non sempre è in grado di trascinarlo, così che il prodotto finale risulta nel complesso poco incalzante e riuscito a metà.
Le scenografie di Ethan Tobman ("Quel momento imbarazzante") sono discrete, la fotografia di Dana Gonzales ("Snitch - L'infiltrato") è occhei, ma la regia di Montiel è un po' debole e, coinvolgendo solo ad intermittenza, rende la narrazione ben più statica di quel che ci si aspetta da una storia del genere. Ci sono pure alcuni inserimenti ironici e descrittivi dei rapporti familiari soprattutto fra Chris e suo padre - ma, anche qui, non si capisce bene dove si voglia andare a parare.

PS: Ma quanto è opportunisticamente fuorviante la locandina?! Fa credere che "Empire state" sia un action-movie con Dwayne Johnson in un ruolo importante (mentre invece è assolutamente di contorno) e, addirittura, inserisce persino Emma Roberts fra i tre interpreti in evidenza (mentre alla fine l'attrice newyorkese ha un ruolo inutile e che si vede sì e no in due scene)!

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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