Macbeth (2015)

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MACBETH
id.

  
2015 - 113 minuti

Regia: Justin Kurzel
Sceneggiatura: Jacob Koskoff, Michael Lesslie, Todd Louiso
Cast: Michael Fassbender, Marion Cotillard, Paddy Considine

L'anno prossimo sarà il regista dell'atteso adattamento videoludico "Assassin's creed", ma intanto quest'anno, dopo essere passato per il Festival di Cannes col suo "Macbeth" in concorso, l'australiano Justin Kurzel giunge anche nelle sale di tutto il mondo per presentare la sua personale visione di una delle più celebri tragedie di William Shakespeare. Composta nel 1608, essa è una delle opere più brevi del Bardo dell'Avon, con la quale, al cinema, in passato si sono già cimentati grandi maestri: Orson Welles (1948), Akira Kurosawa (1957), Roman Polanski (1971), Bela Tarr (1982).
Il "Macbeth" di Kurzel è un lavoro di una certa intelligenza e tutto d'un pezzo, coerente dal principio alla fine, che avanza per poco meno di due ore proponendo allo spettatore l'esatta trasposizione dei dialoghi del componimento originale (c'è solo qualche lieve personalizzazione aggiuntiva, come la presenza del figlioletto morto di Macbeth). La pellicola colpisce chi guarda soprattutto per l'aspetto visivo, quello di un affresco dallo stile al contempo classico e moderno (in particolare la fotografia di Adam Arkapaw è impressionante).
Gran parte della forza del film risiede nell'eccellente cast: ci sono due attori poco conosciuti ma molto bravi, Paddy Considine ("The Bourne ultimatum") e Sean Harris ("Prometheus"), e sopra ogni cosa c'è un monumentale Michael Fassbender. L'attore di origini tedesche è eccezionale e si esalta nell'interpretazione di uno dei personaggi shakespeariani più difficili, in cui convivono contemporaneamente la lealtà e l'onore, l'ambizione e la rabbia, il coraggio e la devozione, fino alla follia. Rimane invece un po' incompiuto l'altrettanto fondamentale carattere di Lady Macbeth, che Kurzel probabilmente non dipinge con la forza necessaria e che Marion Cotillard interpreta bene ma senza mai lasciare esplodere davvero tutta la corruzione e l'ambiguità proprie del personaggio.
Inoltre, al di là di questo, il film conta comunque due difetti principali, dei quali il primo è la convenzionalità. Sì, insomma, pur ribadendo ancora che il regista si impegna parecchio a creare quadri esteticamente potenti e ricercati, la composizione narrativa appare tutto sommato poco incline a seguire questo stile, rimanendo invece completamente orientata ad un inquadramento consacrato all'opera teatrale e a toni diegetici standard.
L'altro difetto è la mancanza, talvolta, di un giusto bilanciamento dell'elemento emotivo. L'aulicità di Shakespeare è ben presente e mantenuta con costanza dall'inizio alla fine, ma in diverse occasioni è come se Kurzel preferisse dare peso a passaggi meno rilevanti e mancasse di darne pienamente a momenti al contrario intensi e cruciali (un esempio è la scena del banchetto, con l'apparizione del fantasma di Banquo).
Probabilmente la troppa attenzione alla devozione e al seguire in rapporto uno a uno la tragedia originale ha a tratti deviato la cura del regista nei confronti della messa in scena. Così "Macbeth" è diventato non un brutto adattamento (anzi, resta un'iniziativa lodevole!), ma comunque imperfetto nel cogliere al cento per cento la potenza lirica e tematica della grande opera da cui è tratto.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

Commenti (1)

  1. Commento inserito da Silvia:

    Il film ha una fotografia bellissima su alcuni dei luoghi piú iconici e spettacolari della Scozia, tra cui la valle di Glen Coe. I dialoghi sembrano riflettere molto fedelmente l’opera originale come anche l’inglese aulico parlato. Tutto sommato la drammaticità dell’opera é ben resa anche se alcuni personaggi come Lady Macbeth non sono sempre ben appronfonditi. Portentosa la recitazione di Fassbender.

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