Wolf children

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WOLF CHILDREN - Ame e Yuki i bambini lupo
Ookami kodomo no Ame to Yuki


2012 - 117 minuti

Regia: Mamoru Hosoda
Sceneggiatura: Mamoru Hosoda, Satoko Okudera
Cast: -

Finalmente anche in Italia si sta cominciando a prestare la giusta attenzione a mangaka e registi d'animazione nipponica non solamente di scuola Ghibli. Per Mamoru Hosoda, ad esempio, dopo il bistrattamento dei suoi primi due film ("La ragazza che saltava nel tempo" e "Summer wars"), distribuiti in ritardo solo grazie a Kazé, si è vista la sua terza fatica, "Wolf children", passare prima al Future Film Festival e poi, proprio grazie a questo traino, essere commercializzata nel Belpaese da Dynit (col sottotitolo Ame e Yuki i bambini lupo). Per la cronaca, anche il successivo lavoro di Hosoda, "The boy and the beast", uscito in Giappone nel luglio 2015, è stato proiettato alla Festa del Cinema di Roma dello stesso anno e sarà portato nelle sale italiane da Lucky Red nel marzo 2016.
"Wolf children", produzione per la quale Hosoda ha fondato un proprio studio cinematografico, Chizu, è un film fortemente diverso dal precedente "Summer wars", meno corale e molto più intimo, più essenziale, più concentrato nel raccontare una storia capace di toccare tutte le corde emotive di ogni singolo spettatore. Anche stilisticamente parlando siamo lontani dai barocchismi digitali della pellicola del 2009 e più prossimi all'estetica de "La ragazza che saltava nel tempo", con meravigliosi fondali, ottime animazione e personaggi - pensati dal grande Yoshiyuki Sadamoto (Neon genesis evangelion) - visivamente tratteggiati in maniera molto semplice.
Al contrario di questa poco complessa apparenza, però, ognuno di essi va in realtà molto più in profondità anche della stessa Makoto de "La ragazza che saltava nel tempo", rivelando delle caratterizzazioni estremamente serie ed impegnate, legate alle grandi problematiche affrontate dalla famiglia di Hana e dei figli Yuki e Ame: infatti, i bambini, sono i figli dell'ultimo discendente degli ormai estinti lupi giapponesi e la loro natura di uomini-lupo comporterà parecchie difficoltà sin dai loro primi anni di vita.
Ma attenzione, perché, al contrario di quanto forse farebbe un superficiale regista occidentale, la condizione dei bambini non è qui trattata come unico epicentro fantasy attorno al quale far gravitare interamente la narrazione, ma è solo uno dei tanti elementi che compongono la complessa totalità del film. La natura di Ame e Yuki, infatti, è soprattutto una metafora, utile per rappresentare le problematicità nel comprendersi e nello scegliere la propria strada, nel trovare il giusto posto nel mondo. Insomma nel conquistare, crescendo, la propria indipendenza.
Attorno alle figure dei due bambini, il quadro si allarga ad includere in maniera incredibilmente intelligente il personaggio di Hana, una donna che si trova drammaticamente sola e con due figli ma che, grazie all'infinito amore che nutre per loro, troverà la forza di accompagnarli nella loro crescita. La sua costruzione - come pure quella dei rapporti con ognuno dei due figli - è eccezionale e fa grande forza sull'estrema umanità del personaggio, collante fra i due mondi (umano e animale) a cui Ame e Yuki appartengono. Con questo trio di splendidi caratteri Hosoda crea un vero, maturo e dettagliatissimo racconto di vita familiare, in cui le vicende, anno dopo anno, si sviluppano sull'impegno, sulla perseveranza, sulle soddisfazioni, sui dolori e sulle grandi emozioni trasmesse fino a chi guarda.
Particolarmente interessante è la linea tematica che tratta la maturazione dell'identità di Ame e Yuki, con l'identificazione della specie a cui vogliono appartenere. All'inizio la bambina è la più vivace e spesso e volentieri si trasforma in lupo, mentre invece Ame è spaventato dal suo lato selvatico, non gli piace che nei libri che legge il lupo è sempre il cattivo e fa una brutta fine, tanto che, a Hana, testualmente dice: «Non voglio più trasformarmi». Crescendo, però, Yuki va a scuola, capisce le regole della società umana, vuole essere accettata e trova persino un ragazzo che le piace, che non vuole ferire, quindi vuole bandire per sempre il suo lato animale. Ame, invece, data anche la sua minor estroversione, non ha interesse per gli altri ragazzini, ma sente solo il richiamo della foresta e si prende a cuore gli equilibri che la governano.
Indipendentemente dalle scelte dei due fratelli, sui quali Hana sempre veglia con grande sforzo e nell'unico interesse del loro bene, ciò che si ha è un progressivo e naturale (ma mai definitivo) distacco dal nucleo familiare, con ogni persona proiettata a seguire la propria direzione della vita.
Che poi è, precisamente, ciò che accade tutti i giorni a tutte le famiglie del mondo.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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