Invito a cena con delitto

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INVITO A CENA CON DELITTO
Murder by death


1976 - 94 minuti

Regia: Robert Moore
Sceneggiatura: Neil Simon
Cast: Peter Sellers, Alec Guinness, Peter Falk

Qualcosa di simile a ciò che nel 1974 Mel Brooks aveva fatto con uno dei più grandi classici della letteratura gotica (vale a dire rielaborare caricaturalmente Frankenstein, celeberrimo romanzo di Mary Shelley, con la parodia cult "Frankenstein junior"), due anni più tardi lo affronta anche il regista Robert Moore. Moore, però, per il suo "Invito a cena con delitto", sceglie come soggetto tutto un genere letterario, il giallo classico, coi più importanti investigatori nati dai romanzi di Agatha Christie (Hercule Poirot, Miss Marple), Dashiell Hammett (Sam Spade, Nick e Nora Charles) e Earl Derr Biggers (Charlie Chan).
Tutti loro - i cui nomi sono però stati modificati per il film - sono invitati nella sinistra villa del milionario Lionel Twain. Qui vivranno una cena surreale, con un maggiordomo cieco e una cuoca sordomuta, che avrà il culmine nell'apparizione (con delitto) del loro eccentrico anfitrione. La risoluzione del caso non sarà semplice (l'idea originale era quella di far giungere, alla fine, pure Sherlock Holmes e il dottor Watson, che avrebbero svelato il mistero - ma poi questa conclusione fu tagliata e modificata).
La sceneggiatura, scritta dal drammaturgo Neil Simon (che collaborerà con Moore anche per altre due pellicole), è quella di un whodunit non da prendere sul serio, ma in giro. Le situazioni sono paradossali, le soluzioni spesso e volentieri senza senso o demenziali (come, ad esempio, i molteplici finali volutamente contraddittori) e i dialoghi calcati e disseminati di freddure. Non ci sono tempi morti, lo humor è sempre l'obiettivo principale, e, sebbene la commedia non raggiunga i folli livelli di "Frankenstein junior", può comunque vantare la potenza di un cast grandioso: Peter Sellers è a dir poco geniale (ma originariamente il ruolo sarebbe dovuto andare ad Orson Welles), Alec Guinness è spassosissimo, Peter Falk incredibilmente autoironico. Lionel Twain è invece interpretato dallo scrittore Truman Capote, in una delle sue poche apparizioni cinematografiche.
Similmente al film di Mel Brooks, anche nella versione italiana di questo farsesco all-in-one si perdono però molte gag per colpa del doppiaggio: per alcune si è deciso di riformularle (l'improbabile nome del maggiordomo, Jamesir Bensonmum, diventa Jamesignora Bensignore), per altre di rimuoverle del tutto (il gioco di parole sull'indirizzo 22 Twain che, pronunciato dall'orientale Sidney Wang di Sellers, dovrebbe suonare come choo-choo train, oppure il cognome Diamond, rimando al seme delle carte (quadri) proprio come Spade (picche), che viene invece letteralmente tradotto in Diamante).
"Invito a cena con delitto" è stato presentato al Festival di Cannes 1976.

Curiosità: Il campanello della villa di Twain è una citazione dell'urlo di Fay Wray in "King Kong".

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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