Il ponte delle spie

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IL PONTE DELLE SPIE
Bridge of spies

  
2015 - 141 minuti

Regia: Steven Spielberg
Sceneggiatura: Matt Charman, Joel Coen, Ethan Coen
Cast: Tom Hanks, Mark Rylance, Scott Shepherd

Il ponte di Glienicke, che collega la periferia occidentale di Berlino alla città di Potsdam, è ancora oggi soprannominato il ponte delle spie, in quanto, durante la Guerra Fredda, fu utilizzato come luogo per lo scambio di oltre trenta fra spie e prigionieri. Fra di essi c'è stato anche Rudolf Abel, nato in Inghilterra da genitori russi, militante nella polizia segreta del regime sovietico durante gli anni '30 e poi emigrato negli Stati Uniti, dove fu accusato, nel 1957, di essere una spia comunista. Al processo, poi perduto, lo difese l'avvocato James Donovan, che era già stato assistente di uno dei giudici durante il processo di Norimberga. Nonostante la condanna di Abel, Donovan riuscì ad evitare la pena capitale, cosicché, cinque anni più tardi, Abel poté essere utilizzato nello scambio col giovane pilota Francis Powers, precipitato su suolo sovietico mentra scattava fotografie per conto dello spionaggio. Tale scambio fu negoziato sempre dallo stesso Donovan.
Come (quasi) sempre accade per il cinema di Spielberg, è difficile trovare grandi difetti nell'impianto scenico de "Il ponte delle spie": la ricostruzione storica è perfetta dal punto di vista scenografico, la fotografia di Janusz Kaminski è pulita e matura, e le musiche di Thomas Newman, che ha sostituito un John Williams con problemi di salute (è la prima volta dal 1985 che qualcuno di diverso da Williams compone una colonna sonora per Spielberg), sommesse ma adeguate alle atmosfere del film. La sceneggiatura è scritta dall'imberbe Matt Charman e dai fratelli Coen, mentre il cast, tutto ottimo, conta i nomi di Tom Hanks, Mark Rylance, Amy Ryan, Scott Shepherd e, in ruoli minori, Alan Alda, Austin Stowell e Sebastian Koch.
Protagonista delle vicende è James Donovan (Hanks), un uomo retto, a cui non importa ciò che la gente pensa di fronte all'apparenza, ma che si preoccupa solo di fare la cosa giusta perché così deve essere (al contrario dei cattivi sguardi ricevuti sul treno, il dipinto donatogli alla fine da Abel è proprio metafora del riconoscimento del suo vero valore dovuto alle proprie azioni). Il personaggio attraversa sostanzialmente due grandi blocchi narrativi: il primo è quello incentrato sul processo ad Abel, girato con grandi, nostalgici rimandi al "Mr. Smith va a Washington" di Frank Capra, mentre il secondo è quello più thriller, ambientato a Berlino ed incentrato sul negoziato fra USA, URSS e DDR.
Fermo restando che esteticamente la pellicola rimane coerente per tutta la durata, delle appena citate due componenti del film, la prima è però di gran lunga migliore della seconda. Durante il processo ad Abel, infatti, Spielberg mette in evidenza in maniera verosimile ed estremamente critica le contraddizioni di un Paese, gli Stati Uniti, incrociando abilmente la rettitudine di Donovan, i pregiudizi dell'opinione pubblica, la superficialità del giudice e così via. La trasferta del protagonista in Germania, invece, diventa immotivatamente molto romanzata, col regista che calca sui tasti sbagliati nella caratterizzazione di Berlino Est e che cade troppo spesso in un inutile manierismo. Superato il Muro, la città si trasforma da viva capitale in ripresa nel dopoguerra ad un lager fiocamente illuminato in cui brancolano ladruncoli di strada e agenti russi dal grugno duro. Anche lo scontato parallelismo fra i ragazzini tedeschi che, scavalcando il Muro, vengono trucidati dalle mitragliatrici sovietiche, e gli allegri ragazzini americani che giocano nel finale, scavalcando la recinzione, è una stupida proposta allo spettatore del concetto: guardate com'erano terrificanti i comunisti e invece come sono belli e liberi gli USA.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

Commenti (1)

  1. Commento inserito da Riccardo:

    ciao a chiunque mi legga! Non riesco a trovare notizie riguardanti aspetti meramente tecnici del fil “il ponte delle spie”
    Conoscendo Spielberg, credo sia fatto in pellicola Kodak Vision 3, ma non c’è traccia di nulla su internet. Qualcuno sa qualche cosa?

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