Godzilla (2014)

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GODZILLA
id.

 
2014 - 123 minuti

Regia: Gareth Edwards
Sceneggiatura: Max Borenstein
Cast: Aaron Taylor-Johnson, Bryan Cranston, Ken Watanabe

Hiroshima ha appena visto nascere un nuovo giorno, un giorno d'agosto del 1945. Passate di pochi minuti le otto, il cielo si illumina a causa dell'esplosione di Little Boy, prima bomba atomica sganciata dagli americani: la città è rasa al suolo e circa 200.000 saranno le vittime. Tre giorni dopo la stessa terribile sorte tocca a Nagasaki, che viene investita dall'esplosione di Fat Man, subendo la perdita di quasi 100.000 civili. Nel giro di una settimana il Giappone si arrende ed esce dal Secondo Conflitto Mondiale, ferito in maniera irreparabile dal terrificante potere delle armi nucleari.
E' nel 1954, quando i test con queste bombe proliferano ormai largamente per mano di Stati Uniti e Unione Sovietica, contrapposte nella cosiddetta Guerra Fredda, che Ishiro Honda dà vita a qualcosa che è la naturale riflessione cinematografica del timore nipponico nei confronti del nucleare: il suo nome è Godzilla ed è destinato a fare la fortuna della propria casa di produzione (la Toho), a fondare un genere (i kaiju-movie), ad apparire in oltre trenta film e a diventare una vera e propria icona dell'intera storia della settima arte (tanto da guadagnarsi persino una stella sulla Hollywood Walk of Fame). Il Re dei Mostri - come sarà poi soprannominato - nasce dalla follia dell'uomo, si muove, incontrollato e incontrollabile, per paesaggi devastati, seminando un terrore primordiale che fa capire all'arrogante homo sapiens quanto la Natura sia ad egli insensibile e come lo possa facilmente travolgere con la propria furia quando non la si rispetta. Godzilla è la Natura e l'uomo non può pensare di controllare la Natura, ma deve essere consapevole che è il contrario ad essere vero.
Queste sono le tematiche principali, potentissime, che Honda ha messo su pellicola ormai sessant'anni or sono, e qui, con una battuta del tutto simile, si ricollega il "Godzilla" del britannico Gareth Edwards, alla sua seconda fatica (dopo l'intrigante "Monsters"), che è anche il secondo rifacimento statunitense con protagonista lo storico kaiju nipponico. A differenza del Merdzilla di Roland Emmerich (1998), però, Edwards coglie in pieno il senso del film originale e, con rispettosa deferenza, ne ripropone una nuova trama, raccontata attraverso l'estetica aggiornata dell'action-cinema di oggi. Insomma, il racconto è nuovo (anzi, volendo dirlo, non è neanche privo di difetti), ma il Re dei Mostri rivive in tutto il suo epico splendore grazie alla visione personale di un regista che celebra Honda e la sua creatura, incentrando il tutto fortemente sul tema del nucleare ed orientandosi chiaramente alla prima Era Showa del personaggio. Senza voler spoilerare nulla, il Godzilla di Edwards ha difatti il duplice ruolo di calamità e fonte di salvezza, il ruolo di riportare equilibrio in un mondo a rischio di implosione per colpa dell'irresponsabilità dell'umanità.
Le vicende hanno inizio - guarda caso - in Giappone (e quanto si sente l'incidente di Fukushima Dai-ichi!), per poi spostarsi alle Hawaii e in California. Su questo campo di battaglia Godzilla deve scontrarsi con ben due MUTO (acronimo di Massive Unidentified Terrestrial Organism), mostruose nemesi create ad hoc da Edwards - sebbene sia palese l'ispirazione ad altri kaiju della Toho, come Rodan e Kamacuras. Gli ottimi effetti speciali, curati da Double Negative, MPC, The Third Floor e Weta Digital, rendono letteralmente grandiose le sequenze di lotta, che purtroppo però sarebbero potute essere molte di più se non si fosse dato così tanto (troppo) spazio ai personaggi, probabilmente la maggior debolezza della pellicola. La sceneggiatura di Max Borenstein ("Swordswallowers and thin men"), infatti, tratteggia i caratteri in maniera piuttosto monodimensionale, soprattutto per quanto riguarda il per nulla riuscito Ford di Aaron Taylor-Johnson ("Kick-Ass"). Eccellente invece Bryan Cranston (Breaking bad), che, nonostante il suo comunque mediocre personaggio, regala al pubblico una performance attoriale eccellente, l'unica che smuove un po' di emotività nell'intero film.

Curiosità: Molti di voi si saranno accorti che il dottor Serizawa, interpretato da Ken Watanabe, utilizza il nome giapponese del mostro, Gojira, anche nella versione doppiata. Un ulteriore omaggio da apprezzare.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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