L'uomo d'acciaio

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L'UOMO D'ACCIAIO
Man of steel

  
2013 - 143 minuti

Regia: Zack Snyder
Sceneggiatura: David S. Goyer
Cast: Henry Cavill, Amy Adams, Michael Shannon

Il personaggio di Superman non è mai stato fortunatissimo, al cinema. Sì, ci sono stati i buoni adattamenti di Richard Donner (però innegabilmente invecchiati in fretta!), però poi, fra i sequel diretti da Richard Lester e Sidney Furie che praticamente fecero frenare le pellicole sul super-eroe creato da Jerry Siegel e Joe Shuster e, nel 2006, il fallimentare tentativo di resurrezione firmato da Bryan Singer, il maltrattamento dell'uomo d'acciaio della DC Comics è stato significativo.
Nel 2013, proprio col titolo "L'uomo d'acciaio", la saga viene riavviata, con un reboot prodotto, fra gli altri, da Chris Nolan, un reboot inizialmente pensato per essere diretto da Guillermo Del Toro, passato per i pensieri di Tony Scott, Darren Aronofsky, Ben Affleck, Matt Reeves, Duncan Jones e Jonathan Liebesman ed infine approdato nelle mani di Zack Snyder. La sceneggiatura è stata sin da subito affidata a David S. Goyer, co-autore del lavoro di scrittura della trilogia dedicata al Batman post-moderno del prima menzionato Nolan.
Di conseguenza, sin da subito si nota come l'approccio stilistico di Snyder sia radicalmente diverso da quello di tutti gli altri film su Superman, un approccio dark che oscura le atmosfere, i toni e i personaggi che compongono la trama, incentrata sulle origini kryptoniane di Kal-El, sul suo arrivo sulla Terra e sulla sua caccia per mano del perfido generale Zod.
Il regista dei similmente cupi "300" e "Watchmen" parte commettendo diversi errori fastidiosi (tra cui un abuso dei flash-back e la caduta in grossolani buchi narrativi), ma dimostrando immediatamente anche la sua abilità nel mettere sullo schermo uno show di effetti speciali (forse pure troppi!) di grandissimo impatto, tra l'altro accompagnati dagli altrettanti poderosi contributi estetici della fotografia dell'iraniano Amir Mokri ("Transformers 3"), della colonna sonora di Hans Zimmer ("Inception") e dei costumi di James Acheson ("Spider-man") e Michael Wilkinson ("Tron - Legacy").
Eppure, nonostante il valido stile e questa tutto sommato azzeccata epicità donata alla storia e al personaggio, "L'uomo d'acciaio" soffre per un motivo rilevante: Superman potrà anche essere proposto - peraltro intelligentemente - come un eroe sofferto, diviso fra due pianeti, due razze e due famiglie, ma purtroppo è evidente che allo stesso tempo non è comunque dotato della stessa potenza tematica ed emotiva di un Batman che, nella sua storia, ha vissuto pure momenti di estrema valorizzazione da parte di un genio del fumetto come Frank Miller.
Dunque questo reboot spettacolare - ma anche indicibilmente lungo! -, in cui fa tra l'altro piacere vedere le buone interpretazioni attoriali di Henry Cavill, Michael Shannon, Russell Crowe e Kevin Costner (mentre invece delude un casino una Amy Adams scandalosamente fuori parte), convince, ma non fino in fondo. In compenso, anche a seconda degli incassi, la Warner Bros. potrebbe pensare di realizzare un sequel, che, possibilmente, sarà anche un preludio ad un collettivo cinematografico dedicato alla Justice League of America della DC Comics.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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