L'altra metà dell'amore

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L'ALTRA META' DELL'AMORE
Lost and delirious


2001 - 103 minuti

Regia: Lea Pool
Sceneggiatura: Judith Thompson
Cast: Piper Perabo, Jessica Parè, Mischa Barton

Mi piacciono i film coraggiosi. Coraggiosi nella tecnica o nelle tematiche affrontate non fa alcuna differenza. Basta che siano coraggiosi. Così sono andato a prendermi "L'altra metà dell'amore" di Lea Pool, regista svizzera ma trapiantata in Canada. La storia si svolge in un college e narra una storia d'amore tra due ragazze. Inizialmente le due cercano di combattere contro un sistema che le vuole separate fino a quando una delle due decide di lasciar perdere e di proseguire in modo "normale" la sua vita. L'altra ragazza è naturalmente disperata, cosa che la porterà, persa e delirante, al tragico e lirico epilogo. Tutta la storia è però filtrata attraverso l'occhio esterno della loro nuova compagna di stanza, Mouse, che diventa spettatrice della loro storia d'amore e delle vicende che la seguono. Ho trovato buona la scelta di affidare la narrazione a un personaggio (se si può dire) esterno alle vicende che, seppur coinvolto emotivamente, rimane sempre distaccato e oggettivo nei confronti dei fatti. Alcune volte però questo pregio si ritorce contro la regista, perché il personaggio di Mouse con le sue parole giudiziose e anche (a mio parere) retoriche, dà al film un non so che di pedagogico.
Quello che manca alla pellicola è sicuramente una sceneggiatura ben fatta. Alcune trovate sono molto infantili (rabbia, gioia, disperazione e felicità sono rappresentate sempre con una corsa liberatoria nel bosco) ed alcune sin troppo viste. Chiare le numerose citazioni a "L'attimo fuggente" che però non fanno altro che rallentare ulteriormente la trama e di appesantire una visione già di per sé non semplice. Anche le numerose citazioni di Shakespeare, più che liricità alla vicenda, donano un non so che di banale e manieristico. La stessa cosa vale per la colonna sonora, montata in modo da sottolineare al loro sopraggiungere, i momenti drammatici e quelli felici, cosa che non migliora certamente la messa in scena. La regia tenta a volte di colmare queste lacune senza però riuscirci appieno, mancando ogni volta l'agognato bersaglio.
Una nota di apprezzamento va però alle tre protagoniste. A loro modo incarnano bene i personaggi, sostenendo così con la forza della loro recitazione, un film tutto sommato piatto e banale. Tra le tre brilla sicuramente Piper Perabo, che raggiunge livelli eccellenti di immedesimazione e riesce ad emozionare solo con i suoi gesti ed il suo sguardo, arrabbiato e dolce.
Mi è dispiaciuto veder sprecato un buon soggetto, interessante e al contempo coraggioso. Scusate, ma per la prima volta nella mia vita invoco il remake.

Questa è l'opinione di Matteo Contin. I pareri del resto dello staff:
Maurizio Macchi  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

Commenti (3)

  1. Commento inserito da Valeria:

    come puoi valutare con 2 un film del genere…è uno dei più belli che io abbia mai visto, ogni volta che lo vedo spero che il finale cambi e ogni volta mi emoziono..secondo me merita almeno un 9..


  2. Commento inserito da Matteo:

    Mi sembra di aver abbondantemente spiegato il perchè di quel voto che, secondo il mio gusto e le mie conoscenze mi sembra vada bene. Io non valuto il coinvolgimento emotivo di spettatori a cui la tematica sta particolarmente a cuore, ma la tecnica cinematografica che deve riuscire ad emozionare qualsiasi spettatore, che sia o meno attratto dal tema. Secondo me la regista non c’è riuscita perchè non ho avuto alcun coinvolgimento emozionale. E mi dispiace perchè a vedere un brutto film non è che godo.


  3. Commento inserito da Laura:

    Il solito filmetto da piagnucoloni senza carattere

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