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Pater familias

di Matteo Contin | Inserisci un commento
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PATER FAMILIAS
id.


2003 - 88 minuti

Regia: Francesco Patierno
Sceneggiatura: Francesco Patierno, Massimo Cacciapuoti
Cast: Luigi Jacuzio, Federica Bonavolontà, Francesco Di Leva

Matteo ritorna. Libertà provvisoria. Finalmente a casa. Ma solo per sistemare alcune faccende burocratiche per la morte di suo padre. Il suo far ritorno in quel paese campano che l'ha visto nascere, crescere e corrompersi, corrisponde però ad un bisogno quasi vitale di riallacciare i rapporti spezzati dalla reclusione e dal tempo. Mentre cerca di salvare Rosa, la ragazza di cui era innamorato, da un matrimonio poco felice, intorno a Matteo si mischiano storie e persone che viaggiano nel presente e nel passato, a formare un tessuto di trama e di ordito chiamato vita.
L'esordio alla regia di Francesco Patierno (che viene dal mondo pubblicitario) è decisamente folgorante: non solo il regista descrive con una crudezza registica il mondo che circonda il nostro protagonista (con un'attenzione che riporta alla mente gli echi di Pasolini oppure del Matteo Garrone di "Gomorra") ponendosi quindi su un livello realistico di approccio alla storia ma, facendo tesoro del suo passato nella pubblicità e nel videoclip, inserisce nei momenti opportuni interessanti digressioni visive, quasi sperimentazioni tra immagine e sonoro che rendono così ancora più forte e preciso il messaggio di "Pater familias".
Il regista descrive infatti la provincia campana come una sorta di limbo, dove i peccati viaggiano in cerca di una redenzione vagando in un territorio crudo e crudele, immerso non tanto in una violenza sistematizzata, ma che fa della violenza quasi una filosofia di vita, l'unico modo per sopravvivere in un territorio di predatori e bestie come quello in cui si ritrovano gli sfortunati personaggi. Chi ha i denti per mordere, morderà. Magari il suo destino sarà sempre quello di finire sotto terra, ma almeno ha combattuto fino all'ultimo. Chi i denti non li ha, invece, è costretto ad arrendersi, a chinare il capo davanti al destino che mai come ora prende forme umane, voglia di cannibalizzarsi.
Fotografia e regia sono fondate su toni quasi documentaristici, bruschi nei movimenti e freddi nell'estetica, con uno stile così preciso e ben indirizzato che quasi stupisce per il fatto di esser trovato nel film di un esordiente.
Forse poi nella sceneggiatura ci sono alcune forzature, qualche scena dimostrativa che poco ha a che fare con la storia in sé, ma tutto sommato sono errori facilmente perdonabile per un autore che, come primo lavoro, realizza un film come "Pater familias".

Pater familiasRecensito da Matteo Contin3,0
Questa e' l'opinione di Matteo Contin. I pareri del resto dello staff:
Maurizio Macchi  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Matteo Ruzza  n.v.

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