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The amazing Spider-man

di Matteo Contin | Inserisci un commento
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THE AMAZING SPIDER-MAN
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2012 - 136 minuti

Regia: Marc Webb
Sceneggiatura: James Vanderbilt, Alvin Sargent, Steve Kloves
Cast: Andrew Garfield, Emma Stone, Rhys Ifans

Sono passati dieci anni dal primo film della trilogia che Sam Raimi ha dedicato a Spider-man. Sono passati dieci anni ed eccoci di nuovo alle prese con un film di origini su Spidey, un reboot fatto in fretta e furia per tenersi stretti i diritti di utilizzo del personaggio e messo in cantiere con un budget di certo minore a quello dello Spider-man 4 che Raimi aveva già pianificato. Date le premesse, il risultato è migliore di quello che ci si poteva aspettare, nonostante questo nuovo inizio non raggiunga la sufficienza e mostri in ogni sua sequenza come il tutto sia stato realizzato troppo precipitosamente.
Partiamo dalle cose che funzionano, giusto per non sembrare sempre il Grinch della situazione. La riscrittura del personaggio è sicuramente l'aspetto migliore del film: allontanandosi dallo sfigatissimo Peter Parker raiminiano (ma comunque non fastidioso se collocato nell'universo creato dal regista), il protagonista di "The amazing Spider-man" è più fedele al fumetto nel suo essere nella stessa misura impacciato e geniale. Andrew Garfield, chiamato ad interpretare Parker e il suo alter ego, riesce a donargli la giusta personalità anche se sacrificando un po' troppo l'ironia del personaggio. Questo Peter Parker è collocato in un universo narrativo diverso rispetto a quello di "Spider-man" e sequel, a partire dalla fidanzata, che non è più la Mary Jane Watson della prima trilogia, ma la sua prima donna storica, ovvero quella Gwen Stacy che costituirà un importante e tragico tassello nelle vicende umane che coinvolgeranno il supereroe (e questo aspetto rende senz'altro decisamente ghiotta la già pianificata trilogia).
Detto questo, passiamo alle note dolenti, prima tra tutte una sceneggiatura (affrettatamente) scritta a sei mani da James Vanderbilt ("Al calare delle tenebre", "Zodiac"), Alvin Sargent ("Spider-man", "Spider-man 2") e Steve Kloves (fra gli autori della saga di Harry Potter). Il difetto non è solo che lo screenplay si sviluppa più attorno a degli episodi che attorno ad un'unità narrativa vera e propria, ma il fatto che non trova mai un proprio stile nel raccontare la genesi del personaggio. Lo dimostrano dei dialoghi altalenanti, divisi tra gli sproloqui shakespeariani del dottor Connors/Lizard, la banale ironia di Spidey e gli stupidi miagolii tra Peter e Gwen..
La grande carenza dei dialoghi si ripercuote poi purtroppo anche sulla regia di Marc Webb. Il regista, che aveva esordito tre anni fa con l'ottima commedia "(500) giorni insieme", dirige una pellicola senza unità stilistica, che è un film sia d'azione, sia romantico, sia psicologico, ma tutto senza un'amalgama tra gli elementi.
"The amazing Spider-man" è un film a compartimenti stagni, che non sa unire le tessere che lo compongono in modo da formare un buon puzzle, ma solo un collage potenzialmente interessante, ma sostanzialmente incompleto. Webb sacrifica tutta l'emozione, immergendo il film in uno spettacolo tutto sommato piacevole ma profondamente freddo e lontano dai sentimenti (basti vedere la morte insipida dello zio Ben). La regia, inoltre, si dimostra poco personale e fatica a costruire un mondo credibile ed originale attorno al protagonista, immergendo questa nuova trasposizione del fumetto marveliano in una banalità visiva e registica di cui avremmo fatto volentieri a meno.
Dispiace poi vedere una Emma Stone sotto-utilizzata (sia per quanto riguarda la commedia romantica che il dramma), nella speranza che nel futuro il suo personaggio acquisti lo spessore che merita. E pure Rhys Ifans, dal canto suo, non riesce a tirare fuori dal suo personaggio l'umanità che esso si meritava, trasformandolo invece - anche per colpa della sceneggiatura - in uno stupido e banale mad doctor.
Dispiace come la tanta promessa rivoluzione delle origini del supereroe sia stata, di fatto, solo accennata in questo primo capitolo per poter essere sviluppata nei prossimi episodi della saga: è una scelta commercialmente furba, ma che sacrifica in modo eccessivo la storyline di questo episodio, che così, di conseguenza, si ritrova a girare su misteri solo timidamente accennati (forse per paura di non sconvolgere troppo i fan).
Tra pregi e difetti, "The amazing Spider-man" si rivela un film di cui, in fondo, non ne sentivamo il bisogno.
Speriamo solo che con i prossimi capitoli si miri a qualcosa di più ambizioso.

The amazing Spider-manRecensito da Matteo Contin2,5
Questa e' l'opinione di Matteo Contin. I pareri del resto dello staff:
Maurizio Macchi
Marta Mischiatti  n.v.
Matteo Ruzza  n.v.

Responses || Discussion || Debates || Commentaries

Ci sono 1 commento | Inserisci un commento

  1. Commento inserito da Mau:

    Interessante più che altro l’approccio differente (per certi versi più fedele al fumetto) per quanto riguarda il protagonista, ma per il resto il film di Webb è da bocciare.
    Sceneggiatura senza nulla da dire (e quel poco che dice l’avevan già detto meglio sia Raimi, sia Nolan col suo Batman), regia non soddisfacente, emozioni assenti.

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