La mia vita è uno zoo
LA MIA VITA E' UNO ZOO
We bought a zoo

2011 - 124 minuti
Regia: Cameron Crowe
Sceneggiatura: Aline Brosh McKenna, Cameron Crowe
Cast: Matt Damon, Scarlett Johansson, Thomas Haden Church
"La mia vita è uno zoo" è tipo un film che dev'essere per famiglie, e quindi deve avere certe cose tipo da film per famiglie. Tipo, diciamo un po' di tristezza tipo una madre straordinaria che è morta e ha lasciato un marito distrutto e due figli da crescere. Poi ci dev'essere tipo una bella faccia per questo papà, tipo quella di Matt Damon, in difficoltà, con tanto amore, con tanta forza di volontà, ma con dei capelli improponibili, che tipo che se uno sapesse che in verità il vero Benjamin Mee - che ha scritto il libro autobiografico da cui 'sto film è tratto - è calvo, esclamerebbe «Ma perché cazz'i capelli?!». Poi tipo cosa manca? Sì, direi tipo una bimba carina e simpaticissima che però è tipo seccante e di un'antipatia estrema. E tipo un ragazzino problematico che incarni alla perfezione lo stereotipo del ragazzino problematico, tipo che
non parla mai e che si rintana qua e là, solitario, per fare i disegni coi mostri e con le decapitazioni. E poi una sfida tipo per riscoprirsi famiglia, tipo che i protagonisti si comprano una casa che però è uno zoo da rimettere in sesto e da riaprire per attirare frotte di visitatori (che - udite udite - arriveranno davvero! Wow!). E poi ovviamente non potranno mancare tipo né un ispettore cattivo cattivo che dovrà certificare che lo zoo potrà essere riaperto, né un team di inservienti bietoloni capeggiati da Scarlett Johansson che però tipo è brutta, così convince il pubblico che è verosimile come personaggio.
Avete visto tipo che roba bella che ha girato Cameron Crowe, quello di "Almost famous - Quasi famosi", "Vanilla sky" e "Jerry Maguire"? Che poi uno dice che "La mia vita è uno zoo" è un family-movie e allora può anche essere un film così, ma invece non è vero un cazzo, perché così vuol dire solo che in realtà non capisce una cippa di cinema. Perché pure "Un ponte per Terabithia" è un family-movie, ma non è mica un film così. Per esempio, tutti e due parlano di elaborazione del lutto e di rinascita, ma la pellicola di Csupo lo fa in
maniera spontanea, intelligente e credibile, mentre quella di Crowe è una cosa da vomito, che trasuda zucchero e penose ovvietà da ogni poro e, per di più, lo fa facendoti perdere non 90, non 100, non 110, ma ben 124 minuti della tua vita!
Ci dobbiamo dunque stupire se le emozioni de "La mia vita è uno zoo" sono tipo penose, artificiali, implausibili e, per questo, nauseantemente mediocri? Direi di no. E che quindi anche il resto non riesce ad essere tanto migliore di così (compresa persino la colonna sonora di Jonsi Birgisson dei Sigur Ros)? Nemmeno.
La cosa che fa ridere è che se Crowe si fosse impegnato ancora un po', se avesse preso Ben Stiller al posto di Matt Damon e se avesse calcato ancor di più la mano sull'immancabile pistolotto animalista, la pellicola avrebbe raggiunto vette sublimi e sarebbe stata una ciofeca perfetta.
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La mia vita è uno zooRecensito da Maurizio Macchi2,0
Questa e' l'opinione di
Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
| Matteo Contin | n.v. |
Marta Mischiatti | n.v. | Matteo Ruzza | n.v. | | |
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