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| di Maurizio Macchi | Inserisci un commento |
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MYSTIC RIVER
id.
Regia: Clint Eastwood
Sceneggiatura: Brian Helgeland
Cast: Sean Penn, Tim Robbins, Kevin Bacon
Seppelliamo le nostre colpe, le purifichiamo.
Il Mystic River è un piccolo fiume del Massachussetts, che nasce dal Lower Mystic Lake e, dopo aver percorso non molti chilometri, si getta nella Massachussets Bay di Boston. In una delle vie dei quartieri che giacciono sulle sue sponde tre ragazzini - Sean, Jimmy e Dave - si divertono giocando a hockey e scrivendo i loro nomi nel cemento fresco di un marciapiede. Improvvisamente si ferma un'auto, dalla quale scende un uomo che, presentandosi come un poliziotto, costringe autoritariamente Dave a salire, dicendogli che lo accompagnerà a casa per raccontare a sua madre della marachella. In realtà Dave a casa non ci arriverà mai: sarà sequestrato dall'uomo, che abuserà di lui per quattro giorni, poi il ragazzo riuscirà a fuggire. Ma la vita non sarà mai più la stessa. I tre ragazzi si perderanno di vista, cresceranno e si rincontreranno solo venticinque anni più tardi, in circostanze altrettanto funeste: la diciannovenne figlia di Jimmy è stata assassinata, Sean è il poliziotto che segue il caso
e Dave è il principale indiziato.
Mentre scriveva il suo La morte non dimentica, Dennis Lehane non poteva proprio immaginare che da esso sarebbe poi nato un capolavoro per mano di un grande regista come Clint Eastwood. Certo, il romanzo è un buon libro, probabilmente anche superiore alla media dei thriller che vengono pubblicati, ma la pellicola che Eastwood realizza è uno di quei prodotti che, partendo da una storia abbastanza usuale per il genere, è capace di entrarti letteralmente dentro, come pochi film sanno fare, facendoti provare un misto di rare emozioni cinematografiche.
E questo il regista californiano è in grado di farlo con una pellicola girata in appena trentanove giorni, una pellicola senza effetti speciali straordinari, ma semplicemente con una trama vera, intensa e dolorosa in cui personaggi iper-realistici affrontano commozione, dolore, odio, angoscia e compassione. Tali sensazioni sono le stesse inevitabilmente trasmesse allo spettatore, che non può sottrarsi al totale coinvolgimento emotivo durante il racconto delle vicende grazie non solo alla scrittura (di Brian Helgeland) dei caratteri e dei loro stati d'animo, ma anche alle interpretazioni degli attori, principali e non: Sean Penn vince su tutti, ma sono ottimi anche Tim Robbins (che, come pure Penn, ha vinto l'Oscar per la sua performance), Marcia Gay Harden e Laura Linney.
Sia il retto Sean, sia il mite Dave, sia il duro Jimmy sono personaggi che cercano di sfuggire alla cupezza del mondo, una cupezza però ineluttabile che attraversa il passato e il presente (l'auto) e che permea le vite di tutti: le loro, quelle delle rispettive mogli, delle loro famiglie.
E' quella propensione dell'uomo al peccato e alla cattiveria che Eastwood racconta, quella da cui ognuno di noi cerca di stare alla larga, ma non riuscendoci mai completamente. Le urla di Jimmy e le urla (silenziose) di Dave sono l'espressione delle conseguenze di tale cupezza, che stravolge singoli e società. Ma il discorso del regista va ancora oltre, perché Eastwood arriva a chiedersi: quei quattro terribili giorni del 1975 giustificano però il presente? Può un uomo lacerato dal dolore giungere a farsi giustizia da sé? Chi è che fa giustizia nel mondo? Chi è che si prende cura delle vittime? Si può tacere e nascondere? Quando vale la pena e quando è lecito farlo, se lo è?
Curiosità: Due sono i cameo degni di nota in "Mystic River": Eli Wallach, amico di lunga data di Eastwood, interpreta il vecchio commerciante interrogato durante le indagini e Dennis Lehane appare su un'auto durante la parata dell'ultima scena.
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| Matteo Contin | n.v. | Marta Mischiatti | ![]() ![]() ![]() ![]() | Matteo Ruzza | n.v. |
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