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Alexandra's project

di Matteo Contin | Inserisci un commento
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ALEXANDRA'S PROJECT
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2003 - 103 minuti

Regia: Rolf de Heer
Sceneggiatura: Rolf de Heer
Cast: Gary Sweet, Helen Buday, Bogdan Koca

Oggi è il compleanno di Steve, che sempre oggi è stato anche promosso sul posto di lavoro - stipendio aumentato, nuovo ufficio e nuovo completo giacca e cravatta. Tornato a casa trova le luci spente. Festa a sorpresa per il suo compleanno. Cè una videocassetta che lo invita ad inserirla nel videoregistratore e a guardarsela. Sullo schermo appare la moglie, un focoso spogliarello. Quello che però inizialmente potrebbe sembrare un simpatico giochino erotico si trasforma ben presto in una gelida vendetta coniugale: lei, in più di un'ora di monologo, gli rinfaccia di averla resa una nullità, di avere profanato il suo corpo, di non aver mai pensato alla sua anima. E si prende gioco di lui facendolo soffrire, distruggendo ogni cosa che di prezioso ha nella vita. Questo è l'Alexandra's project che dà il titolo al film di Rolf de Heer, regista di origini olandesi ma operante in Australia.
De Heer - anche autore della sceneggiatura - smaschera le relazioni che sussistono tra i due coniugi, mettendo in campo una vendetta che metterà a nudo le debolezze di entrambi. La morale del film però è sin troppo annoiante nella sua continua ripetizione del se non vuoi che tua moglie esca pazza come Alexandra vedi di starle dietro, di trattarla bene e di amarla tanto che lascia decisamente il tempo che trova. Purtroppo anche le psicologie dei personaggi, che inizialmente sembrano sfaccettate e perfette per la costruzione della suspense, si indeboliscono sempre di più fino a risultare quasi grottesche nei loro pianti isterici e nelle loro stupide azioni. Il ruolo poi svolto dal vicino di casa sembra essere stato aggiunto giusto per allungare un po' il brodo, che sfocia dopo poco più di un centinaio di minuti in un finale decisamente sottotono.
Ma se da una parte la morale del film non funziona sin da subito, dall'altra la regia di de Heer ci fa dimenticare certe pecche e ci porta in un universo visivo costruito con pochissimi elementi. Se poi si aggiunge il fatto che su 103 minuti di durata, ben 60 fanno parte del monologo televisivo di Alexandra, bisogna di certo riconoscere al regista la sua capacità di creare impianti di suspense davvero ottimi. Tutto il monologo è giocato su controcampi tra Steve e il televisore, il ritmo è dato dal telecomando, dallo stop, dal rewind, dal flash-forward e da un play, tasto più doloroso che mai. Gli espedienti narrativi (il tumore al seno, il piercing, l'amante), però, sono ottimi per creare la tensione, ma alla lunga sembrano solo fatti per raggiungere la durata prestabilita.
"Alexandra's project" soffre di interpretazioni poco incisive, ad esclusione di quella di Helen Buday, sufficiente, anche se non riesce a dare al suo personaggio quel pizzico in più di follia che gli sarebbe servito. Colonna sonora (giustamente) pressoché inutilizzata, in un film dove sono molto più importanti i rumori dell'ambiente.
Rolf de Heer con "Alexandra's project" si cimenta con un thriller anomalo, ma sbanda un pochettino. Ottimo come regista, un po' meno come sceneggiatore.

Alexandra's projectRecensito da Matteo Contin3,0
Questa e' l'opinione di Matteo Contin. I pareri del resto dello staff:
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