Romanzo di una strage
ROMANZO DI UNA STRAGE
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2012 - 129 minuti
Regia: Marco Tullio Giordana
Sceneggiatura: Marco Tullio Giordana, Sandro Petraglia, Stefano Rulli
Cast: Valerio Mastandrea, Pierfrancesco Favino, Michela Cescon
Sono sedici le candidature ai David di Donatello 2012 per "Romanzo di una strage", decimo film di Marco Tullio Giordana che, quattro anni dopo "Sanguepazzo", torna con una pellicola carica di un valore storico e civile importantissimo. Il tema centrale è quello dell'attentato di piazza Fontana avvenuto a Milano il 12 dicembre 1969, evento tragico che, coi suoi diciassette morti e ottantotto feriti, trascinò l'Italia nella cosiddetta stagione degli Anni di piombo. Ad ogni modo, dopo oltre tre decenni di processi, non si è mai giunti a nessuna condanna per l'accaduto, sebbene oggi si concordi nell'attribuire la responsabilità a gruppi di estrema destra del Veneto il cui obiettivo era quello di creare tensione nel Paese per destabilizzare le istituzioni.
Questo sanguinoso passaggio dagli anni '60 agli anni '70 è narrato da Giordana attraverso una struttura suddivisa in capitoli, che ripercorrono le maggiori tappe del prima, durante e dopo. Lo stile adottato è uno stile caratterizzato da un taglio alquanto asciutto e desaturato, in grado di descrivere alla perfezione le ruvide e
tesissime atmosfere in cui si muovono i (tanti) personaggi interpretati da un cast ricchissimo di nomi noti (tra cui Gianni Musy, in quello che sarà il suo ultimo film).
Nonostante alcuni ruoli minori non convincano (si pensi a Laura Chiatti, palesemente mediocre, o a Fabrizio Gifuni, non malvagio nella performance in sé ma a tratti forse troppo distratto nel ricercare la cadenza vocale o il gesto perfetto di Aldo Moro), la recitazione è di alto livello, da Valerio Mastandrea a Michela Cescon, da Giorgio Colangeli a un sorprendente Giorgio Tirabassi, anche se il migliore è senza ombra di dubbio il grande Pierfrancesco Favino, davvero eccezionale.
La sceneggiatura, scritta dallo stesso regista insieme ai prolifici Sandro Petraglia e Stefano Rulli, è abile nel raccontare vicende così fosche e pesanti attraverso l'adeguata intonazione formale, capace di colpire immediatamente lo spettatore sia dal punto di vista emotivo che da quello dei contenuti. Lo script lima abbastanza bene tutto il limabile e alla fine convince nella narrazione, ad esclusione solo di alcuni eccessi nei confronti del personaggio del commissario Luigi Calabresi. Egli è difatti descritto meravigliosamente nella sua costanza, nella sua correttezza e nella sua qualità di sapersi sempre porsi i giusti dubbi, ma purtroppo soffre un po' per la mancanza di contrapposizioni
negative all'interno del suo carattere, come credibili incertezze e debolezze.
Ad ogni modo, forse, però ciò poco importa, perché se fino a questo momento dell'analisi "Romanzo di una strage" è una pellicola che dimostra sì la sua bontà ma non la sua eccellenza, c'è da mettere in evidenza come, soprattutto a partire dalla seconda parte, Giordana arrivi a dotare il suo film di una potenza straordinaria sotto un altro aspetto tematico: quello di instillare il paradossale e terrificante dubbio a proposito di uno Stato che per definizione è la rappresentanza e la tutela di ogni cittadino, ma che in pratica vede invece barcollare la fiducia che il popolo nutre nei suoi confronti a causa dei suoi comportamenti.
Perché il regista milanese non ha paura di scavare nelle ipotesi più accreditate - come quella dei già citati neofascisti veneti -, ma neppure di coinvolgere approfondimenti come le frange deviate dei Servizi segreti italiani ed i tradimenti e gli insabbiamenti da parte delle istituzioni, aspetti non meno schifosamente scioccanti della bomba, delle indagini lunghe e difficili, della morte di Pinelli, della morte di Calabresi.
Romanzo di una strageRecensito da Maurizio Macchi3,5
Questa e' l'opinione di
Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
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Marta Mischiatti | n.v. | Matteo Ruzza | n.v. | | |
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