The sniper
THE SNIPER
Sun cheung sau

2009 - 90 minuti
Regia: Dante Lam
Sceneggiatura: Wai Lun Ng
Cast: Richie Ren, Xiaoming Huang, Edison Chen
Il respiro è uno dei peggiori nemici per un tiratore scelto: sposta il suo braccio durante la fase di mira e, se trattenuto per limitare i movimenti, obbliga il cuore a pompare più sangue, ad aumentare il battito, rischiando comunque così di non favorire la stabilità del corpo.
Proprio come fosse un respiro trattenuto da un cecchino col bersaglio nel mirino, "The sniper" di Dante Lam è una storia sospesa che, in un attimo lungo un'ora e venti, incrocia le capacità e le ambizioni di tre tiratori scelti della polizia hongkonghese: il giovane OJ (Chen), l'istruttore Hartman (Ren) e Lincoln (Huang), ex-top shooter tormentato da una missione finita male ed ora precipitato nelle folli braccia della vendetta.
Vistosamente inferiore ad altri lavori di Lam, "The sniper", recitato in maniera un po'
piatta dal cast (la cui immagine fu in parte danneggiata nel periodo di uscita del film a causa della circolazione di alcune foto scandalistiche del protagonista Edison Chen) ed ispessito solo a tratti da una colonna sonora indecisa e poco brillante, è una pellicola che senza dubbio non manca di deludere molti spettatori ma che, ad ogni modo, è in grado pure di farsi apprezzare abbastanza dagli amanti del genere.
Talento indiscutibile del cinema poliziesco e d'azione orientale, Lam riesce infatti a salvare il tutto grazie ad una regia sempre ottima, unione di un occidentalismo che, fra tutti, si avvicina probabilmente in maniera maggiore al britannico Tony Scott, e di un orientalismo meno spiccato rispetto a John Woo, Hark Tsui o Johnnie To, ma comunque ricco di vincenti spunti personali che caratterizzano la narrazione. Le invenzioni stilistiche difatti abbondano, dall'intreccio affrontato attraverso numerose alternanze di flash-back e vibranti sequenze d'azione all'utilizzo non banale della bella fotografia
di Man Po Cheung ("Vampire effect", "In fuga per Hong Kong"), con giochi cromatici che passano da toni realistici a forti contrasti, da bianchi e neri a suggestive desaturazioni.
L'assenza che alla fine veramente si nota è quella degli approfondimenti psicologici, aspetto certamente importante in una storia di questo tipo. I tre personaggi principali - vuoi anche a causa delle scarse performance attoriali che abbiamo già menzionato - non coinvolgono invece come dovrebbero né nei loro pensieri, né nelle loro emozioni, facendo risultare il lavoro di Lam non un film da buttare al 100%, ma comunque certo sotto le aspettative.
Talvolta "The sniper" si può trovare citato con la traduzione inglese letterale del titolo originale: Godly gunslingers.
The sniperRecensito da Maurizio Macchi3,0
Questa e' l'opinione di
Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
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Marta Mischiatti | n.v. | Matteo Ruzza | n.v. | | |
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